Archeologia sperimentale

  •  Autori: Antonio Brusa, Teresa Cavone, Maria Pia De Bellis, Mario Iannone, Chiara Palmieri, Valentina Ventura

     

    Introduzione

    Negli ultimi due decenni si sono diffuse nelle scuole alcune proposte didattiche che nei decenni precedenti erano state esclusive dei gruppi più innovativi italiani. Fra queste, il laboratorio e la didattica operativa. A questo aspetto positivo, fa riscontro un aspetto negativo. Questa diffusione non è stata accompagnata da una riflessione e da un aggiornamento culturale adeguati. Di conseguenza, imperversano nelle scuole i “simil-laboratori” e la pseudo-operatività. Imitazioni dell’operatività vera, si riducono a esercizi e questionari, a giochini a volte privi di senso. Un fenomeno analogo è accaduto per una pratica innovativa fra le più promettenti: l’archeologia sperimentale. Una pratica che, di per sé, interessa maggiormente i musei, dove ha trovato una notevole diffusione (soprattutto all’estero, per quanto non manchino eccellenti esperienze anche in Italia), ma che – nei decenni passati - cercammo di introdurre nelle scuole. Con gli allievi e i docenti di Historia Ludens, infatti, realizzammo un buon numero di prove in classe, che dettero origine a pubblicazioni e relazioni anche a livello internazionale. Riteniamo che la loro riproposizione (con gli aggiornamenti e le piccole modifiche necessarie) possa essere utile ai docenti sia per aiutarli a ricostruire una indispensabile memoria storica della scuola, sia per fornire loro una strumentazione critica per muoversi nel mercato delle paccottiglie didattiche, al quale – mi pare – sta dando un potente contributo il recente ingresso del digitale e un educational che vende come miracolosamente efficace “il fare comunque qualcosa”. L’articolo che segue è una sorta di premessa teorica ai vari modelli di esperienze che si trovano già su HL, a cura di Marco Cecalupo (sulle escursioni e sulle Terramare), e a quelli che seguiranno a breve, sui laboratori della selce, dell’argilla e della pittura preistoriche.

    Al tempo stesso, questi modelli didattici e questi racconti di esperienze vorrebbero essere un incoraggiamento ai lettori, perché tentino di riprovarli nelle loro classi, nonostante i tanti ostacoli, che nel corso del tempo si sono accumulati: il tempo violentemente ridotto dal duo Gelmini-Moratti, la contrazione dello spazio riservato alla preistoria nelle superiori e (forse anche) nelle elementari, i nuovi modelli orario, che impediscono compresenze e lavori più approfonditi e distesi.

     

    Historia Ludens al XIII Congresso Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche, Forlì 8-14 settembre 1996

     

    Sommario

    Didattica e epistemologia
    Rielaborare didatticamente un argomento scientifico
    Un modello teorico di esperienza pratica
    Un orizzonte di lavoro ancora aperto


    Didattica e epistemologia1

    La celebre affermazione di Jean Piaget, che il capire procede attraverso il fare, costituisce il grande vantaggio didattico dell'archeologia sperimentale e della preistoria e, al tempo stesso, ne provoca l'equivoco di fondo.

    Infatti il rapporto “mano-cervello” (Leroi-Gourhan) è uno dei motivi centrali sia della riflessione scientifica che della pratica didattica. E' presente e a volte ben raccontato in molti manuali scolastici in circolazione. Sicuramente fa parte del bagaglio professionale di un buon professore di media inferiore o del principio delle superiori. Inoltre, dal punto di vista dell'archeologia sperimentale, il "fare" è la struttura epistemologica portante dell'intero progetto scientifico della disciplina. Ai più, sembra dunque naturale concludere che la somma fra i due approcci porti ad una didattica semplice, spontanea, immediatamente fruibile dagli allievi.

    A questa ipotesi pare dare forza anche il complesso delle esperienze didattiche fin qui effettuate, caratterizzate, in Italia e all'estero, dall'entusiasmo dei partecipanti. Bambini e adolescenti frequentano con evidente piacere i gruppi di archeologia sperimentale e imparano molto sulla preistoria. E' dunque comprensibile cedere alla convinzione di aver scoperto una strada finalmente in discesa per insegnare storia. Tale facilità risalta con grande evidenza se la confrontiamo con la letteratura storico-didattica, la quale tende piuttosto a descrivere difficoltà, problemi di motivazione allo studio e si sforza di elaborare strategie, inevitabilmente complesse, per il loro superamento. In conclusione: l'archeologia sperimentale sembra aprire una metodologia di studio agevole per la storia, in contrasto con tutte le altre “vie alla storie”, per le quali, invece, la didattica prospetta problemi che, con il passare del tempo, si fanno sempre più ardui.

     

    Si tratta di una contraddizione solo apparente. Per rendersene conto, occorre applicare alle esperienze (quali vengono conosciute dalla letteratura circolante in Italia) i criteri di valutazione didattica che ormai devono essere considerati standard: criteri che mirano a descrivere con finezza il processo formativo vissuto dall'allievo (situazione di partenza, abilità acquisite, conoscenze possedute, obiettivi e prestazioni raggiunti); criteri d'impiego didattico: tempo richiesto, costo del materiale, numero di persone impiegate, replicabilità dell'esperienza. Una rapida analisi è sufficiente a farci ritenere come tali esperienze siano straordinariamente efficaci da un punto di vista comunicativo della passione e della conoscenza della preistoria, ma da un punto di vista didattico, cioè quando ci interroghiamo sulla qualità dell’apprendimento - risultano spesso generiche e poco economiche. Potrebbero utilmente essere catalogate nel grande alveo delle ricerche storiche in classe, che nel passato – fra gli anni ’60 e gli anni ’80 - hanno contrassegnato una fase eroica della didattica storica italiana. Esse hanno dimostrato da una parte che è possibile avviare degli allievi anche in età molto verde a lavori di archivio o su documenti di prima mano; ma hanno anche mostrato come ciò sia possibile a patto di un grande dispendio di energie da parte degli insegnanti e, spesso, delle istituzioni e a patto di stravolgere o rivedere interamente il programma di studi.

     

    Rielaborare didatticamente un argomento scientifico

     

    Un lavoro sulla preistoria che voglia aspirare a diventare uno strumento effettivamente utilizzabile nelle scuole italiane deve accettare preliminarmente il vincolo di una limitazione straordinaria del tempo e del costo dell'esperienza.

    Sono due vincoli difficili da accettare, soprattutto da parte degli studiosi. Questi (ma anche molti insegnanti) sono portati a raccontare tutto, a comprimere le loro conoscenze piuttosto che a selezionarle. Questi vincoli, solo apparentemente pratici, pongono in realtà, come vedremo, dei problemi epistemologici alquanto complessi, tanto da costringere a riesaminare i rapporti tra ricerca e didattica, così come sono generalmente concepiti.

    Dal punto di vista della ricerca infatti, il processo conoscitivo trova un suo limite solo nel completamento, sia pure epistemologicamente provvisorio, dell'intero panorama dei fatti e delle questioni connesse con un determinato problema. Questo vale sia se l'argomento è di carattere teorico (il processo di ominazione, la neolitizzazione, ecc.), sia se l'argomento è più propriamente sperimentale, come il taglio della selce, la tessitura, la lavorazione dell'argilla, ecc.

    Il modo tradizionale e più ovvio di trasporre in didattica un itinerario conoscitivo scientifico è quello di ridurlo. Di miniaturizzarlo. E' ciò che avviene di norma nei manuali scolastici e nella letteratura divulgativa. Ciò avviene ancora in molte delle iniziative che nella tradizione museale italiana vengono catalogate come "didattiche". Questo modo di affrontare la didattica mostra tutti i suoi difetti proprio nel campo dell'archeologia sperimentale. Infatti di un qualsiasi discorso si può sempre produrre una rielaborazione ridotta, una affabulazione che sia al tempo stesso comprensibile da un non competente (per quanto l'uso di tali testi sintetici oggi sia sottoposto a una critica serrata nella letteratura didattica specifica). Ma di una sequenza di azioni (un autentico algoritmo) è alquanto improbabile produrre una versione ridotta. I gesti che il ricercatore compie per scheggiare la selce, riproducendo ad esempio la tecnica Levallois, dovrebbero essere identici anche per l'allievo; il tempo che il ricercatore impiega per la sequenza di operazioni dovrebbe essere identico, se non realisticamente maggiore, per l'allievo. Di qui, paradossalmente, proviene l'impossibilità di riprodurre per l'archeologia sperimentale le modalità tradizionali che hanno costituito il legame tra ricerca e didattica nelle altre branche storiche: la riduzione e l'affabulazione.

     

    Ora l'equivoco dal quale siamo partiti si svela, e ci mostra come oltre l'apparenza di grande facilità, è proprio l'archeologia sperimentale a mettere drammaticamente in evidenza la difficoltà dei rapporti tra ricerca e didattica. Infatti se dobbiamo essere coerenti con le argomentazioni su esposte, la direzione che la ricerca didattica deve intraprendere per operare nel campo dell'archeologia sperimentale, è quella della selezione dei gesti, all'interno della sequenza dell’algoritmo scientifico, più che la loro miniaturizzazione. E, perciò, nella creazione di un nuovo algoritmo, questa volta didattico.

    Tale nuova sequenza di operazioni non potrà mai portare alla produzione di un manufatto scientificamente accettabile. Sa sarà una sorta di "aborto scientifico", mi rendo conto, destinato a riscuotere le perplessità degli esperti, più che il loro interesse. La validità di questo nuovo stratagemma dovrà essere misurata con un criterio nuovo, scientifico (che non dovrà mai mancare) e didattico insieme.

    Si dovrebbe accettare il fatto che il terreno della didattica storica è, all’interno del vasto campo delle discipline storiche, un terreno autonomo, nel quale le regole della formazione devono accompagnare di pari passo quelle scientifiche. La validità di tale processo si misura dunque, oltre che dalla affidabilità scientifica delle conoscenze, dalla bontà del percorso compiuto dall'allievo. Perciò, una sequenza didattica,  incomprensibile spesso dallo studioso, proprio a causa della selezione, ritrova comprensibilità nel campo didattico, dove si giustifica se riesce a descrivere e a provocare un percorso formativo, che giunga a obiettivi apprezzabili da entrambi: lo scienziato e l'insegnante.

     

    Un modello teorico di esperienza pratica

     

    Partendo da queste premesse, il gruppo di ricerca didattica ha selezionato alcune brevi sequenze gestuali all'interno di quelle più complesse e complete elaborate dagli archeologi sperimentali. Ad esempio la percussione diretta applicata per la produzione di schegge funzionali, è stata scorporata dal complesso delle tecniche preistoriche effettivamente ricostruite per la lavorazione della selce.  Dell'intera sequenza di operazioni necessarie per riprodurre la ceramica neolitica, sono state scelte solo poche operazioni relative alla lavorazione della materia prima e alla realizzazione di forme e decorazioni semplici; l'applicazione del colore con le dita è il solo tratto tecnico ricavato dall'universo gestuale ben più complesso dell'artista preistorico. Così decontestualizzati questi segmenti gestuali perdono il loro senso scientifico.  Essi perciò vanno letti nella nuova contestualizzazione didattica.

    Ecco, dunque, in sintesi il laboratorio della selce: al principio gli allievi sono spinti a manipolare oggetti, a descriverli, a classificare le loro sensazioni. Esprimono liberamente le inferenze spontanee.

     

     
    A poco a poco vengono portati ad apprezzare le qualità fisiche della selce. A questo punto si insegna loro la percussione diretta e vengono invitati a scheggiare. Si racconta loro dell'esistenza di strumenti complessi e sono guidati alla costruzione di un coltello.

     

     

    Ora sono in grado di costruire inferenze corrette o accettabili.  Un brano storiografico piuttosto complesso chiude questo modello di laboratorio. Tutto nello spazio di sei-otto ore, in una classe normale di venticinque ragazzi, con un insegnante e uno sperimentatore.

     

    Se si valuta questo percorso dal punto di vista scientifico lo si troverà superficiale nella descrizione e nell'analisi dei materiali, approssimativo nella ricostruzione della scheggiatura, anacronistico nell'accostare tecniche ed oggetti appartenuti ad epoche diverse e nel comprimerle cronologicamente.  Ma ora se ne prendano in considerazione gli aspetti didattici: si parte con allievi che spesso posseggono una grande quantità di informazioni sulla preistoria di diversa provenienza (cartoni animati, film, fumetti, giocattoli ecc.). Queste convivono e si intrecciano in modo inestricabile con conoscenze di provenienza scolastica. Spesso, infatti, gli allievi di prima media esibiscono una buona familiarità con il materiale iconico manualistico: bifacciali (soprattutto), pitture, oggetti e strumenti vari, archeologi al lavoro, ecc. Tuttavia, da bravi animali cittadini, non hanno mai manipolato pietre, ossa, resina secca, conchiglie. Sanno passare da una notizia rappresentata o scritta a conclusioni accettabili (inferiscono, dunque, correttamente). Ma, per contro, stanno già maturando, fin da piccoli, quelle cattive disposizioni alla lettura che ben presto, come sappiamo dalle indagini correnti, porteranno un gran numero di loro alla disaffezione al libro. Hanno, nei confronti della storia, i problemi di motivazione che molti segnalano e che, col passare dei tempo scolastico, tendono ad accrescersi.

     

    Abbiamo notato che il nostro breve Laboratorio della selce li ha portati rapidamente da una manipolazione incerta di alcuni materiali all'apprezzamento e alla valutazione dell'approccio epistemologico della stessa archeologia sperimentale ("in che modo, ridando vita agli oggetti, lo studioso riesce a capire il passato": questo il succo di un difficile brano di Binford che è stato proposto alla loro lettura silenziosa, al termine del lavoro).

     

    Confrontiamo ancora una volta i due procedimenti didattici. In quello "ricco", l'archeologia sperimentale cerca di coinvolgere i giovani allievi nel proprio discorso scientifico. Solo apparentemente si decentra al servizio degli altri. In realtà è autoreferente. Nel nostro laboratorio "povero", l'archeologia sperimentale si fa strumento per la formazione. Non vuole coinvolgere gli altri ma si fa coinvolgere nel processo di crescita degli allievi. Si nega, potremmo dire, per formare.  Ma proprio qui ribalta l'equivoco e riscopre la verità della sintesi originaria tra mano e cervello.  Infatti proprio accettando come vincolo di partenza le capacità manipolative degli allievi, permette a questi di vivere (più che apprezzare soltanto intellettualmente) il progresso che si innesca quando si connettono le abilità manuali e quelle intellettive. Come abbiamo notato, infatti, gli allievi, che pure erano in grado di compiere inferenze interessanti a partire dalle immagini e dalle notizie raccontate nel testo scolastico, erano del tutto afasici nei confronti dell'oggetto materiale: non riuscivano a elaborare nessuna inferenza, nessuna classificazione utile, nessuna descrizione apprezzabile a partire dalle sensazioni fisiche, quali durezza, peso, rugosità, ecc. Apprendere la preistoria in questa situazione era (è) come apprenderla negando il rapporto mano-cervello.  La bontà e l'efficacia della sequenza didattica si valutano nella realizzazione di quel rapporto: al suo termine gli allievi connettevano correttamente la manipolazione della pietra con la riflessione epistemologica dello storico. Avevano cioè conquistato un aspetto essenziale sia del loro oggetto di studio, sia del metodo archeologico (manipolare per capire).


    Un orizzonte di lavoro ancora aperto

     

    Il gruppo di lavoro (originariamente lo chiamammo Prehistoria Ludens),  composto da studenti e laureati in discipline preistoriche e didattiche, da docenti elementari e medi, progettò (nel corso del 1995) nell'Università di Bari tre laboratori - selce, argilla e colori -, e ne condusse una prima sperimentazione in alcune scuole medie, elementari e superiori.  

    Il lavoro si svolse seguendo delle fasi precise.  Dapprima si è proceduto a selezionare accuratamente i segmenti gestuali da sperimentare (questa attività è stata sicuramente la più lunga e difficoltosa, dal momento che richiedeva ai partecipanti - soprattutto a quelli esperti di preistoria - grandi "sacrifici" e rinunce).  Attorno a questi segmenti, si sono costruiti dei frame narrativi e di simulazione (il vecchio racconta..., un giorno una tribù..., dopo la grande caccia...). Si è rigorosamente limitato il materiale (una sacca con pochi oggetti, oppure tre scodelle di colore e alcuni grandi fogli di carta, oppure un paio di panetti di argilla) e si sono previsti tempi di realizzazione.

    Durante la fase della sperimentazione si è curato in particolare il problema della gestione della classe, dell'attenzione e della partecipazione degli allievi. Si sono registrati accuratamente le risposte e gli interventi. Si è così scoperto il problema fondamentale dell'incapacità degli allievi di operare inferenze accettabili a partire dalle sensazioni tattili: e questa scoperta ha obbligato il gruppo a rielaborare il progetto in funzione "terapeutica" di tale bisogno.  La fase successiva del lavoro ha mirato a verificare la riproducibilità dei moduli didattici attraverso la  ripetizione dell'esperienza in numerose classi (abbiamo raggiunto oltre 500 ragazzi).  La conclusione dell'esperimento, sulla effettiva replicabilità nelle classi è (da allora) del tutto aperta: sappiamo che molti docenti hanno letto e tentato di riprovare in classe queste esperienze; ma abbiamo visto che molti operatori museali ne hanno tratto un buon utile. Confidiamo che il numero relativamente alto (molto di più che nel passato) di docenti e di nuovi docenti che hanno frequentato scuole di archeologia o hanno partecipato a sessioni di scavo, possa riaprire una stagione di sperimentazioni, efficace e quanto mai divertente.

     


    Bibliografia
    (si citano soltanto i testi ai quali si è fatto stretto riferimento: mancano perciò i testi successivi agli anni ‘90)

     

    "Bollettino del Centro di Archeologia Sperimentale di Torino", nn. 1 -3, 1987-89.

    AA. VV, Vivere la preistoria. Moduli facili di archeologia sperimentale per le scuole elementari, medie e superiori,  Quaderno n. 10  de "I Viaggi di Erodoto", Edizioni Scolastiche Bruno Mondadori, Milano 1995.

    AA VV., Musée bus, musée valise et enseignement de l'histoire, in "Cahiers de Clio", 63, 1980. 

    AA. VV., Una storia archeologica: il contributo dell'archeologia all'insegnamento della storia, a c. di A. Mutti, Centro di Documentazione Educativa, Modena 1992.

    Aliffi S., Fare scuola al museo archeologico, in "Insegnare", 11-12, 1992, pp. 30-33.

    Beltràn A., Arte rupestre preistorica, Jaca Book, Milano 1993.

    Binford L. R., Preistoria dell'uomo.  La nuova archeologia,  Rusconi, Milano 1990.

    Calvani A., La preistoria è storia, in "Riforma della scuola", 6, 1992, pp. 51-54.

    Cassano S. M., Muntoni I., Conati Barbaro G., Dall'argilla al vaso. Fabbricazione della ceramica in una comunità neolitica di 7000 anni fa,  Museo delle Origini, Roma 1995.  

    Chelidonio G., Apprendimento, ambiente, origini.  Esplorare le radici del futuro, La Nuova Italia, Firenze 1992.

    Coles J., Archeologia sperimentale, Longanesi, Milano 1981.

    Collin F., Outils, gestes et techniques, il y a 13 000 ans.  Les expériences pédagogiques du Musée de la préhistoire en Wallonie à Ramioul, in "Cahiers de Clio", 111-112, 1992, pp. 5- 40.

    Gioca con l'archeologia. Esercitazioni didattiche, a c. di G. Ciurletti, 9 fascicoli, Museo provinciale d'arte,  Trento 1989-93.

    Graziosi P., L'arte dell'antica età della pietra, Sansoni, Firenze 1956.

    Graziosi P., L'arte preistorica in Italia, Sansoni, Firenze 1973.

    Isetti E., Rossi G., Laboratorio didattico, Museo di Paleontologia e mineralogia, Campomorone 1994.

    Leroi- Gourhan A., Il gesto e la parola.  Einaudi, Torino 1975.

    Marini E., Borgognini T., L'antropologia nella scuola dell'obbligo, in "Insegnare" 6-7, 1988, pp.  37-40.

    Rye O. S., Pottery Technology. Principles and Reconstruction, Taraxacum, Washington 1988.

    Tixier J., Inizan M.L., Roche H., Préhistoire de la pierre taillée, 1, Terminologie et technologie, C.R.E.P., Antibes 1980.

     

    Note:

    1. tratto da: A. BRUSA, T. CAVONE, M.P. DE BELLIS, M. IANNONE, V. VENTURA, Fare e capire. Osservazioni didattiche sull’Archeologia Sperimentale, in Atti del XIII Congresso Internazionale delle Scienze Preistoriche e Protostoriche, Forlì 8-14 Settembre 1996
  • Autore: Susy Cavone

     

    Ho cominciato a raccogliere i siti per la mia tesi di laurea, sulla Didattica della Preistoria. Poi ho continuato, li ho riorganizzati ed eccoli qua, a disposizione di tutti: professori, studenti e amanti di questa splendida branca della storia.
    Sono debitrice a molti, per questo lavoro. Fra gli altri, a una precedente sitografia, redatta da Mario Iannone, Valentina Sepe e Maria Corallo (ora inI beni culturali: un patrimonio mediato dalla didatticahttp://www.mondimedievali.net/Storiainsegnata/beniculturali.htm).  Spero che i lettori si comportino allo stesso modo: aggiungendo altri siti, che sembrano loro interessanti, o copiando questa stessa sitografia. Basta inviarci l’indirizzo, con il vostro commento.

     

    ARCHEOLOGIA E DISABILITA’                            

    Museo Egizio da toccare. 1984- 2004, storia di un progetto per i portatori di handicap visivo - Elvira D'Amicone: è la descrizione di un progetto per i portatori di handicap visivo nel Museo Egizio di Torino, realizzato da Elvira D’Amicone; presenta una ricca bibliografia di approfondimento.

    http://www.comune.torino.it/museiscuola/esperienze/index.shtml: sito del C.E.S.M.A.P.(Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica) di Pinerolo (Torino) che realizza per le scuole primarie di primo e secondo grado laboratori di preistoria, anche per diversamente abili. E’ possibile scaricare schede e pdf  dei diversi progetti didattici e delle esperienze realizzate dai discenti, nei quali viene approfondita la funzione del museo nella società dell’apprendimento continuo.

    http://tuttiabordo-dislessia.blogspot.com: portale che raccoglie risorse online sul web, software didattici free, news sulla scuola e sulla dislessia.  Ha inoltre realizzato una presentazione a  fumetti animati della preistoria per dislessici.

     

    ARCHEOLOGIA PREISTORICA

    http://www.iipp.it: l’Istituto Italiano di Preistoria e Protostoria offre un sito strettamente scientifico ed estremamente ricco, necessario riferimento per chi si occupa di archeologia preistorica e protostorica. Si consiglia di consultare la bibliografia e la fototeca del sito. Non possiede però un settore rivolto alle scuole; tutti i progetti sono per gli “addetti al lavoro”.

    http://www.tautavel.culture.gouv.fr/: corredato di un’ottima bibliografia, il sito offre un’ottima spiegazione circa la vita dell’uomo di Tautavel in ogni suo aspetto, con particolare riferimento all’ambiente che lo circondava. Contiene un gioco interattivo sull’evoluzione umana con annessa tecnologia di riferimento e schede esplicative.

    http://www.truelles-pixels.mom.fr/:  attraverso la storia di un reperto archeologico, il giocattolo di un bambino del passato (Le bèlier d’Antaka), il sito racconta ai giovani e al grande pubblico il metodo e la tecnica dello scavo archeologico, partendo dal  lavoro della missione archeologica francese realizzata a Mahastan (Bangladesh), per scoprire la civiltà locale di alcuni secoli prima di Cristo e vivere in prima persona uno scavo archeologico.  La cornice è attraente e l’impostazione è fortemente interattiva (suoni, animazioni, giochi, test...).

    http://xoomer.virgilio.it/egnazia: sito ufficiale del Museo e del Parco Archeologico di Egnazia. Contiene informazioni circa la sezione dedicata alle teche del museo ed un percorso fra le emergenze archeologiche presenti nel parco. Alcune pagine sono dedicate alla campagna di scavo iniziata nel 2001 relativa al sito. Non prevede pagine didattiche ma solo un’attività didattica  laboratoriale Una giornata di Gaio ad Egnatia, curata dall’ Associazione Culturale Historia Ludens.


    ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE

    http://www.archeologiasperimentale.it
    http://www.archeologiasperimentale.it/link_archeologia.htm:  sono solo alcuni dei siti  di archeologia sperimentale presenti su web, che permettono ai naviganti di seguire passo per passo, attraverso dei video, la realizzazione sperimentale di molti oggetti e utensili  preistorici come bulini e fischietti ricavati da una  falange di cervo, tecniche di scheggiatura e accensione del fuoco, ecc…

    htpp//www.archeolink.com/: il sito si occupa di divulgare informazioni pratiche e teoriche sull’archeologia sperimentale. Organizza attività interattive per adulti e bambini. Sul sito sono  presenti la documentazione relativa alle attività svolte nei laboratori scolastici nazionali, una raccolta di documenti da scaricare e una galleria fotografica.

    http://www.indire.it/content/index: in questo sito si possono consultare numerosissimi progetti didattici relativi all’archeologia sperimentale e alla didattica museale. è possibile scaricare alcuni allegati o proporre on line all’IRRE della propria regione un’attività realizzata dalla propria scuola che sarà poi valutata da INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa).

    http://webtiscali.it/visabù/: in questo sito è possibile visionare il restauro di reperti archeologici e le  riproduzioni sperimentali di ceramiche di epoca nuragica, fenicia, punica e romana trovati durante gli scavi nei siti di tutta la Sardegna. Oltre ai vari askos, vasi, piatti e alle diverse ciotole decorate, vengono riprodotti  anche monili e collane che un tempo erano il corredo di  donne e di guerrieri nuragici.

     

    ARTE PREISTORICA

    http://www.arachnis.asso.fr/dordogne/viecult/musees/eyzies/msnpreh0.htm: ottimo sito dal punto di vista scientifico per la comprensione dell’arte preistorica; prevede un apparato tecnico circa le esecuzioni dei dipinti rupestri. Le indicazioni bibliografiche sono ampie e ben strutturate per la realizzazione di  ricerche e  progetti  didattici .

    http://www.france-voyage.com/francia-guida/grotta-pech-merle-853.htm: ottimo sito per la comprensione dell’arte preistorica francese di Pech Merl, perché prevede una visita virtuale tra le immagini dei dipinti delle grotte, dei quali sono scaricabili ottime foto. Nel museo è presente un settore molto ampio dedicato alla didattica che propone filmati, esposizioni ed un atelier pedagogico molto interessante sull’arte e sul pensiero dell’uomo, dal Paleolitico al Neolitico.(vedi anchehttp://scano.altervista.org/principale/preistarte/paleolitico/paleolitico.htm)

    htpp://www.archart.it/:  archivio on line con migliaia di foto e immagini circa l’arte preistorica, antica e l’archeologia,  ad accesso gratuito.

    http://www.ask.com/Arte+Preistorica/: è il nuovo portale dal respiro internazionale interamente dedicato all’arte rupestre. Contiene infatti numerosi articoli (in diverse lingue), e-book, forum, e lavori didattico-artistici ispirati a tale tipologia d’arte preistorica.

    http://www.lascaux.culture.fr/#/fr/02_00.xml: il sito permette di visitare virtualmente la grotta di Lascaux e di osservare da vicino i dipinti rupestri. Interessante è la parte relativa all’arte parietale nella quale vengono illustrate e spiegate le materie prime, le tematiche, le tecniche e le prospettive dei dipinti esaminati. Contiene una lunga bibliografia e una dettagliata  cronologia dell’arte parietale, indispensabile per ricerche didattiche.

    http://www.rupestre.net/orme/: sitio della Coop. Arch. “Le orme dell’uomo” operante nel settore dell’archeologia rupestre preistorica in Valcamonica. E’ possibile visionare i vari progetti didattici realizzati direttamente a scuola (i laboratori Arte rupestre e didattica, Tracce degli antichi Camuni. arte rupestre). Organizza inoltre campi scuola settimanali per ragazzi di età minima di  16 anni, visite guidate che variano da mezza giornata a due per i più piccoli, lezioni, percorsi didattici, galleria d’arte preistorica virtuale, dirette a scuole di ogni ordine e grado. È possibile scaricare i pdf dell’esperienze citate. (vedi anche http://www.rupestre.net/tracce/12/artdid.html ).


    DIDATTICA MUSEALE

    http://www.archecoop.it: in questo sito la Cooperativa “Archè” di Macerata  espone nella sezione Musei, alla voce “Didattica”, descrizioni sintetiche dei laboratori d’archeologia realizzati per diversi musei delle Marche.

    http://www.archeobo.arti.beniculturali.it/mostre/monterenzio_didanew.htm: sito del Museo Archeologico “Luigi Frantini” di Monterenzio (Bologna) che  realizza percorsi didattici in correlazione al programma scolastico. All’interno di tali percorsi sono realizzati laboratori  sperimentali relativi alla scheggiatura della selce, alla realizzazione di oggetti ceramici e di una fibula celtica, alla lavorazione a sbalzo su lastre di rame,  alla realizzazione e fabbricazione dei tessuti con l’ausilio di piccoli telai a cornice e alla simulazione di uno scavo archeologico relativo a sepolture esemplificative dei riti funerari in uso a Monte Bibele. E’ possibile scaricare il depliant del museo.

    http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/index.php?it/142/archeodidattica: è il sito di Archeodidattica, promosso dalla Sopraintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria,  gestito da personale specializzato in archeologia con esperienza nella didattica museale. Propone attività scientifiche e ludiche della durata di due ore (Piccoli archeologi alla scoperta dell’ antenato preistorico, Indovina come si viveva nell’antico Egitto) e una visita al “museo virtuale” (Viaggio nel tempo: l’antico Egitto), corredata di gioco didattico e legate al mondo dell’archeologia e della storia antica. Tali attività  si possono svolgere sia nelle sedi scolastiche sia presso il Museo Archeologico Nazionale di Perugia.

    www.assodidatticamuseale.it:  sito dell’A.D.M. (Associazione Didattica Museale), responsabile del Dipartimento dei Servizi Educativi del Museo Civico di Storia Naturale di Milano, che offre al pubblico servizi didattici  come i Laboratori mobili, laboratori didattici che vengono portati direttamente in aula sulla scìa dell’esperienza francese del Museo-bus1, il Paleolab: laboratorio di Paleontologia, il Laboratorio didattico di Scienze della Terra, il Biolab: laboratorio didattico di Scienze della Vita e il Parco della Preistoria.

    http://www.comune.empoli.fi.it/citta/turismo/EmpoliPercorsi08.pdf: sito del Museo Civico di Paleontologia d’Empoli il quale  ha realizzato il progetto permanente Museo per la scuola che prevede vari itinerari storico-scientifici. Interessanti per quanto riguarda la preistoria l’itinerario relativo ai fossili, attraverso il quale  vengono delineate le principali  tappe dell’evoluzione della vita sulla terra,  e l’itinerario relativo alla comparsa e l’evoluzione del genere umano e alla sua colonizzazione del nostro territorio. Ogni itinerario prevede l’associazione di due percorsi.

    http://www.comune.torino.it/museiscuola/esperienze/index.shtml: sito del C.E.S.M.A.P. ( Centro Studi e Museo d’Arte Preistorica ) di Pinerolo (Torino) che realizza per le scuole primarie di primo e secondo grado laboratori di preistoria. E’ possibile scaricare schede e pdf  dei diversi progetti didattici e delle esperienze realizzate dai discenti, nei quali viene approfondita la funzione del museo nella società dell’apprendimento continuo.

    http://www.icom-italia.org: il sito dell’International Council of Museums (Comitato Nazionale Italiano) permette di aggiornarsi sulle iniziative proposte da molti musei e di accedere ad un’ampia sitografia e alla rivista dei musei.

    http://www.indire.it/content/index: in questo sito si possono consultare numerosissimi progetti didattici relativi all’archeologia sperimentale e alla didattica museale.. è possibile scaricare alcuni allegati o proporre on line all’IRRE della propria regione un’attività realizzata dalla propria scuola che sarà poi valutata da INDIRE (Istituto Nazionale di Documentazione per l’Innovazione e la Ricerca Educativa).

    htpp//liast.it/: sito ufficiale del Laboratorio di Archeologia Sperimentale di Torino che svolge attività laboratoriale e corsi di aggiornamento per docenti interessati alle attività di archeologia didattica.

    http://www.mtsn.tn.it/perlascuola/libretti/il_Museo_per_la_Scuola_2010-11_Primaria_e_Secondaria_I_grado.pdf: sito del Museo Tridentino di Storia e Scienze naturali di  Trento che realizza progetti e percorsi didattici sperimentali permanenti rivolti ad  analizzare tutti gli aspetti delle culture preistoriche partendo dalle riproduzioni degli  oggetti  quotidiani del Mesolitico e Neolitico. La Sezione didattica del museo offre inoltre ai docenti innumerevoli servizi: una consulenza didattica diretta sul posto o attraverso la posta elettronica; corsi d’aggiornamento per docenti; possibilità di adesione a progetti di ricerca della didattica basati sull’apprendimento attivo, sulla ricerca-azione e sulla sperimentazione; possibilità di creare una pagina a disposizione della scuola sul sito del Museo dove pubblicare la documentazione relativa a progetti didattici speciali e/o co-progettati. Da qualche anno il museo ospita un  Museo itinerante che sviluppa  due percorsi2 di preistoria, differenti per la scuola primaria e secondaria.

    http://www.museodelterritorio.biella.it/: sito del Museo del territorio biellese. Ospita una sezione dedicata alla Paleontologia e due  sezioni archeologiche: la sezione egizia, incentrata sulla figura e sugli scavi  di Schiaparelli  e la sezione d’archeologia del territorio contenente reperti dalla preistoria all’età medievale. Tali sezioni realizzano diverse attività didattiche fondate su un’ eguale metodologia: analisi dei  reperti esposti e  sperimentazione laboratoriale. I laboratori didattici permanenti  sono rivolti ai discenti della scuola dell’infanzia  (L’incredibile storia di Cropetite) scuole  primaria e secondaria di primo e secondo grado (L’intreccio e la tessitura, La nascita della metallurgia,  La pittura degli Egizi, La moneta e il commercio dei Romani, La cosmesi dei Romani, La casa e l’edilizia romana). Il  Museo realizza inoltre il progetto speciale Il Museo a  scuola, la scuola in Museo, per le scuole di ogni ordine e grado.

    http://www.museionline.it: portale dedicato ai musei italiani e alle loro sezioni didattiche.

    http://www.pigorini.arti.beniculturali.it: sito del Museo Preistorico ed Etnografico Pigorini. Oltre ad esporre l’attività museale, il sito offre una sezione educativa dedicata alle attività svolte dalle scuole all’interno del museo.

    www.prehistoiregrandpressigny.fr/: è il sito del Museo della Preistoria di Grand Pressigny, corredato di una pagina dedicata all’archeologia di laboratorio e di una pagina di archeo-giochi per i più piccini, dal Paleolitico all’Età del bronzo.

    http://www.sistemamusei.ra.it/main/index: attraverso questo indirizzo si accede al Sistema Museale della Provincia di Ravenna che offre pagine web interessanti come quelle relative ai laboratori didattici. Nel sito è possibile consultare un’accurata bibliografia, divisa per sezioni, sulle pubblicazioni di didattica curate dai musei della provincia, o cliccare su giochi didattici e accedere alle descrizioni di 13 interessanti giochi realizzati all’interno dei musei emiliani. Tra le attività caratterizzanti del Sistema Museale c’è l’ideazione e pubblicazione di molteplici prodotti editoriali (la guida alle attività didattiche realizzate nei musei italiani A spasso per i musei, il notiziario quadrimestrale Museo in-forma,  la collana di Monografie sui singoli musei, la collana Quaderni di didattica museale,  la collana I quaderni del Laboratorio, la collana di guide a fumetti I misteri dei musei,  la collana Quaderni del Progetto Beni Culturali e il Laboratorio Provinciale per la Didattica Museale) finalizzati a promuovere in maniera continuativa ed aggiornata i musei del Sistema. Offre al cittadino servizi on line come le visite virtuali in 3D ai musei , la consultazione di cataloghi, la prenotazione e il pagamento delle visite guidate e dei laboratori didattici.

     

    LABORATORI D’ARCHEOLOGIA SPERIMENTALE

    http://www.archea.info/: sito della Coop. “Archea”di Bene Viagenna (Cuneo), che realizza percorsi didattici attraverso i quali gli studenti, di ogni ordine e grado scolastico, possono rivivere in prima persona le attività quotidiane, i cambiamenti dello stile di vita e gli adattamenti all’ambiente, messi in pratica dagli uomini preistorici dell’uomo preistorico. Infatti ha ricreato  un villaggio in cui gli ospiti visitano le ricostruzioni fedeli di capanne del Paleolitico, Neolitico ed Età dei Metalli,  realizzate con le stesse tecniche e gli stessi materiali di quelle originali. Inoltre realizza laboratori di simulazione, di scavo in una sepoltura Neolitica, di pittura parietale con ocra e pece, di macinazione dei cereali, di accensione del fuoco e tessitura con tecniche preistoriche.

    http://www.archeologiadidattica.it/aries/: sito curato dalla Coop. “Aries” di  Pavone Canavese (Torino) nel quale è possibile visionare tutti i laboratori  didattici di archeologia, realizzati nelle scuole di ogni ordine e grado, regionali e nazionali. Della Regione Puglia sono presenti solo i laboratori realizzati nella provincia di Lecce. 

    http://www.archeonauti.it/: sito dell’Ass. Cult. “Archeonauti” di Udine, che si occupa di ideare, gestire e realizzare Laboratori Didattici di Archeologia Sperimentale attraverso l’utilizzo di materiali e strumenti il più simile possibili a quelli originali. I laboratori sono tenuti al Centro Visite Storico - Archeologico di Sammardenchia (UD) e nelle scuole, oltre che presso gruppi, associazioni e privati. Attraverso visite didattiche guidate agli spazi espositivi del Centro e i  laboratori didattici di archeologia sperimentale è possibile scoprire la preistoria e la protostoria locale.

    http://www.cesq.it/progetti_didattici_CeSQ_2010_2011.pdf: sito del C.E.S.Q. (Centro studi sul Quaternario Onlus) di Sansepolcro (Arezzo) che  organizza diversi  laboratori  sperimentali di Preistoria, Archeologia, Scienze Naturali, Educazione Artistica e Musicale per le scuole dell’infanzia primaria e secondaria e campi -scuola. I percorsi  didattici proposti permettono di scegliere numerosi laboratori teorico-pratici strutturati in modo da catturare l’attenzione dei partecipanti attraverso la manipolazione diretta dei materiali.

    http://www.rupestre.net/orme/: sito della Coop. Arch. “Le orme dell’uomo” operante nel settore dell’archeologia rupestre preistorica in Valcamonica. E’ possibile visionare i vari progetti didattici realizzati direttamente a scuola (i laboratori Arte rupestre e didattica, Tracce degli antichi Camuni. Sui sentieri dell’arte rupestre). Organizza inoltre campi scuola settimanali per ragazzi di età minima di  16 anni, visite guidate che variano da mezza giornata a due per i più piccoli, lezioni, percorsi didattici, galleria d’arte preistorica virtuale, dirette a scuole di ogni ordine e grado. È possibile scaricare i pdf dell’esperienze citate.


    PARCHI ARCHEOLOGICI

    www.archeopark.net/: lo scopo del sito è quello di far rivivere al navigante la preistoria attraverso la scoperta della civiltà degli antichi Camuni e delle genti padane ed alpine nel corso di 15.000 anni.

    http://www.ctnet.it/museo/cetona/parco

    http://www.mtsn.tn.it/rete/default.asp

    http://www.parcomontale.it

    http://www.rupestre.net.valcamonica.html

    http://www.suedtirol-it.com/valsenales/archeoparc.htm

    http://www.marcadoc.com/parco-archeologico-livelet/

    sono solo alcuni dei numerosi siti relativi ai parchi archeologici (in ordine sitografico: Parco Archeologico-Naturalistico del Monte Cetona (Siena); Museo delle Palafitte del Lago di Ledro (Trento); Parco Archeologico e Museo all’aperto della Terramara di Montale (Modena); Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane, Valcamonica (Brescia); Archeoparco di Val Senales (Bolzano); Parco Archeologico Didattico del Livelet - Revine (Treviso)), dotati d’aree didattiche e spazi dedicati a una vera e propria ricostruzione dei diversi ambienti di vita sociale tipici del Neolitico, delll’Eta’ del Rame e dell’Eta’ del Bronzo. Nei laboratori all’aperto si sviluppano attività didattiche d’archeologia sperimentale relative ai diversi periodi della preistoria, oltre alla simulazione di uno scavo archeologico.

    http://xoomer.virgilio.it/egnazia: sito ufficiale del Museo e del Parco Archeologico di Egnazia.

     

    PREISTORIA IN 3D

    http://www.archeopg.arti.beniculturali.it/index.php?it/142/archeodidattica: in questo sito d’archeodidattica, promosso dalla Sopraintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria, è possibile realizzare una  visita (corredata di gioco didattico) al “museo virtuale” relativa alla popolazione dell’antico Egitto.

    http://www.france-voyage.com/francia-guida/grotta-pech-merle-853.htm: ottimo sito per la comprensione dell’arte preistorica francese di Pech - Merl, perché prevede una visita virtuale tra le immagini dei dipinti delle grotte, dei quali sono scaricabili ottime foto.

    http://www.lascaux.culture.fr/#/fr/02_00.xml: il sito permette facilmente di visitare virtualmente la grotta di Lascaux e di osservare da vicino i dipinti rupestri.

    http://www.rupestre.net/orme/: nel sito è possibile visionare sito una galleria d’arte preistorica virtuale, realizzata all’interno di un percorso laboratoriale dalla Coop. Arch. “Le orme dell’uomo” operante nel settore dell’archeologia rupestre preistorica in Valcamonica.

    http://www.sistemamusei.ra.it/main/index: è il sito del Sistema Museale della Provincia di Ravenna  che offre al cittadino  vari servizi on line come le visite virtuali in 3D ai musei nazionali.

    http://virtualmuseumiraq.cnr.it/: su iniziativa del CNR e del Ministero degli Affari Esteri, il sito  propone una visita virtuale storico-interattiva al Museo Nazionale di Baghdad, partendo dalla preistoria fino ad arrivare all’età islamica, attraverso le principali risorse e meraviglie dell’antica Mesopotamia. Avvalendosi di ricostruzioni, filmati, musiche, il museo virtuale presenta oggetti/simbolo delle numerose culture ed epoche storiche in maniera così accattivante da interessare nel contempo appassionati archeologi e semplici curiosi.

     

    PREISTORIA MULTIMEDIALE

    http://www.gaudio.org/lezioni/storia/preistoria/preistoria.htm: sito relativo ad audio-lezioni  disponibili in formato mp3 e wma sulla preistoria, realizzate dal prof. Gaudio,  destinate ai discenti ma  non solo. Tali audio lezioni ( Dai primati agli ominidi, Il Paleolitico, Sepolture eArte nel paleolitico, Il Mesolitico, Il Neolitico,  La preistoria dell'Italia comprese origini, Lingua, politica e società degli Etruschi,  La metallurgia: dal Neolitico all'età del rame,  La nascita delle città) realizzate dal docente, possono rappresentare  solo un approfondimento di studio per chiunque ne  avesse bisogno di integrazioni scolastiche o  per risvegliare l’attenzione di coloro che ritengono noiose le lezioni scolastiche e le pagine dei manuali.

    http://www.glossari.it/glossariopreistoria.html: glossario informatico di preistoria, fondamentale nelle attività di ricerca archeologica e didattica della preistoria, utilizzabile per la spiegazione dei termini tecnici relativi all’archeologia preistorica.

    www.lavagnataquotidiana.org/p/didattica-dellarcheologia.html: blog ideato da Anna Rita Vizzari   ( docente  di scuola Secondaria di 1° Grado “A. Gramsci” di Sestu - CA) in cui vengono forniti ai colleghi informazioni e materiali utili sulle cosiddette “nuove tecnologie” in generale e circa i materiali di altra natura adattabili a una didattica con la LIM, segnalando solo strumenti e risorse, senza effettuare riflessioni didattiche. E’ possibile scaricare un ebook gratuito circa le esperienze legate alla Didattica Laboratoriale dell’Archeologia (Laboratorio di Archeologia, creazione e cura del blog: laboratorioarcheologia.blogspot.com, contenente suggerimenti, materiali e link utili) e di Didattica virtuale dell’Archeologia, che ha previsto l’allestimento di uno scenario virtuale archeologico su Second Learning World e  la creazione di un canale video intitolato Archeologia e Storia nei mondi virtuali.

    http://www.skuola.net.it: sito di Scuola.net, il portale della scuola che si occupa di fornire kit didattici, lezioni, articoli, appunti, mappe concettuali e percorsi didattici su molti argomenti fra cui la preistoria (http://www.skuola.net/storia/appunti-preistoria/preistoria.html).

    http://www.soundcenter.it/preistoria.htm: sito di musica preistorica sperimentale  gestito da il  “Centro del Suono”, che presenta un centinaio d’oggetti quotidiani della preistoria come pietre, conchiglie, ossi e corni e dimostra sperimentalmente come possano diventare percussioni, fischietti trombe, ance, archi e rombi. Offre anche  informazioni sui brani musicali a tema preistorico, realizzati dallo stesso centro musicale,  come il brano Altamira, del quale è possibile un ascolto direttamente dal sito.

     

    TESTATE GIORNALISTICHE ON LINE

    http://www.archaeogate.org/ sito di Archaeogate, il portale italiano di  Archeologia Subacquea, Archeologia Classica, I.I.C.E., Egittologia, Antichità classiche e papirologia. Offre informazioni aggiornate su università, libri, progetti di ricerca e  scavi.

    www.archeologiaviva.it/: sito di ArcheologiaViva, rivista italiana di divulgazione archeologica. Offre informazioni su mostre, convegni ed eventi  presenti sul territorio nazionale e internazionale.Contiene inoltre segnalazioni relative a scavi archeologici e a corsi d’archeologia.

    http://www.archeomedia.net: rivista di aggiornamento sulle novità archeologiche ad abbonamento gratuito. Offre numerosi servizi: lezioni di argomento storico-archeologico per istituzioni e scuole; informazioni tecniche circa l’accompagnamento presso musei e aree archeologiche; ideazione e realizzazione di sussidi audiovisivi; prestazione di attività didattiche finalizzate alla divulgazione e alla pubblica fruizione del patrimonio archeologico e culturale.

    www.archeorivista.it: sito di Antika, rivista online e gratuita su archeologia, storia e arte antica.Offre informazioni e notizie su scoperte, scavi, libri, convegni, restauri e tutto quello che riguarda il degrado archeologico. Contiene una guida online gratuita su archeologia, storia e arte antica e  centinaia di schede e articoli su eventi, luoghi, personaggi e miti,  scritte da archeologi,  antropologi e scienziati.

    http://www.ask.com/Arte+Preistorica/: è il nuovo portale dal respiro internazionale interamente dedicato all’arte rupestre. Contiene infatti numerosi articoli (in diverse lingue), e-book, forum, e lavori didattico-artistici ispirati a tale tipologia d’arte preistorica.

    http://www.positanonews.it/categorie/9/news_costiera_amalfitana.html: sito di Positanonews, testata giornalistica online. Pubblica notizie, informazioni, eventi su Positano, Costiera Amalfitana e Penisola Sorrentina; sono inclusi temi e iniziative archeologiche. Ha pubblicato nel 2010 la ricerca di Michele Pappacoda:  La preistoria e gli uomini primitivi, dimostrando un vivo interesse per l’archeologia preistorica.

    www.romarcheomagazine.com/: sito di RomaArcheoMagazine,  Rivista di archeologia online sulla città di  Roma e sulla storia dell’Impero Romano.

    http://www.rupestre.net/tracce/12/artdid.html: sito di Tracce, rivista ufficiale di arte rupestre in Italia. Recentemente ha pubblicato i risultati ottenuti dalle  esperienze didattiche  condotte  nel  Parco Nazionale delle Incisioni Rupestri di Naquane.

    www.sardegnattiva.it/associazioniculturali.htm

    www.bcxt.it/index.php/grand-tour/itinerari-culturali/sardegna/115-archeosardegna-con-la-scuola: siti di “ArcheoSardegna.com, il portale italiano che propone informazioni sull’archeologia e sulla preistoria  della Sardegna: un viaggio tra nuraghi, tombe dei giganti, dolmen, menhir, domus de janas, templi, attraversando le civiltà nuragica, punica, fenicia e romana che ne hanno segnato la storia.

    http://mysterium.blogosfere.it/tag/preistoria/4: sito di MysteriumBlogosfere, portale italiano che si interessa dei misteri irrisolti fra cui quelli relativi alle scoperte dell’archeologia preistorica.

     

     

    Note:

    1. Il Museo-bus, assieme al Museo in valigia,  sono  progetti interscolastici inaugurati il 5 maggio 1980 dai Ministri dell’Educazione Nazionale e della Comunità Francese e Belga. Tuttora realizzati nelle scuole francesi e belga, in questi progetti le classi  vengono raggiunte direttamente a scuola dall’équipe museale, munita di valigia didattica o bus, nei quali  sono contenuti calchi di ominidi, manufatti delle varie tipologie ceramiche e litiche, faune fossili, tutti destinati alla manipolazione da parte dei bambini e utili all’illustrazione didattica sia delle fasi della preistoria che delle discipline che concorrono all’interpretazione dei dati di scavo. Sia il museo-valigia che il museo-bus presentano uguale itinerario didattico: a) una guida introduttiva presenta la metodologia che verrà utilizzata per realizzare il laboratorio;  b) la classe viene  divisa in gruppi di tre bambini ciascuno; c) ogni gruppo ha  vari strumenti didattici con cui lavorare (un fascicolo relativo ad un periodo preistorico, contenente esercizi per sviluppare un lavoro autonomo, scoprire gli oggetti, manipolarli, analizzarli, fare una relazione da mostrare  agli altri gruppi; schede guida su come riconoscere gli oggetti e classificarli con targhette; descrizione degli oggetti in base alle caratteristiche; glossario; utilizzo di una linea del tempo e di una carta  geografica della  nazione; esercizi d’analisi e riflessione sui reperti, dopo la manipolazione, per stabilire la fruizione in base alla materia prima e in base alla  scoperta attraverso la sperimentazione e  fabbricazione di vasi o utensili litici; questionari a scelta multipla (vero/falso); dizionario su cui realizzare ricerche di termini tecnici; disegni da scoprire e sintesi parziali come punti di riferimento per la sintesi generale. Questi progetti  hanno il compito d’attirare l’attenzione dei ragazzi  verso i reperti e di  suscitare l’invito alla scoperta come strumento di decentramento. Lo scopo didattico di tali progetti è quello di iniziare i bambini al rispetto dei reperti e ad un’analisi profonda degli oggetti attraverso la loro manipolazione. Il loro successo a livello nazionale scaturisce dalla possibilità di essere utilizzati  rispettando i programmi degli insegnanti, perché s'integrano perfettamente con l’orario scolastico e possono essere svolti in qualsiasi momento dell’anno scolastico; inoltre  possono rimanere anche quindici giorni in una scuola. Cfr  AA.VV. Sciences de l’homme et de son environnement, in “Cahiers de Clio”, Centre de la Pédagogie de l’Histoire et des Sciences de l’homme,  N° 63,1980; TOGNI R., Ringiovanire il museo: qualche motivata provocazione. Incontri con Munari: museo ‘inventato’ Museo del bambino. Museo“famigliare”. Museo tenda, bus, valigia, Centro Di, 2000, pp. 26-37, in Atti del convegno “Munari arte come didattica”, Faenza, 1999.
    2. Il primo, per i più piccoli, prevede uno spettacolo teatrale e giochi d’animazione corporea per ripercorrere la vita di Ljiuba, bambina del Paleolitico. Il secondo,  per i più grandi, prevede un approfondimento della preistoria, che si sviluppa attraverso una serie d’esperienze interattive e creative, con contenuti di storia e archeologia preistorica (limitato però alle scoperte del Riparo Dalmieri), attraverso cui i ragazzi analizzano e formulano ipotesi sul mondo preistorico.

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