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La Formazione Professionale

La Formazione Professionale

Veramente a Verona si insegna meglio che a Bari? La didattica universitaria e il gatto che si mangia la coda.

Autore: Antonio Brusa

Esce l’ennesima graduatoria delle Università italiane. Hanno questo in comune. C’è un gruppetto di testa, di Università del Nord che, come in una gara di ciclismo, lottano per il primo posto. Segue il gran mischione del gruppo. In coda arrancano una decina di Università meridionali, che si alternano come nel gruppo di testa, solo che si contendono, ahimé, la maglia nera.

Le classifiche si basano sui due indicatori generali, la ricerca e la didattica. Per il primo valgono le pubblicazioni, le partecipazioni a progetti internazionali e tanto altro, che qui non metto in discussione. Per la didattica – parlo della “didattica universitaria” -  valgono qualità come “l’attrattività da altre regioni”; “l’occupazione post laurea”; “l’ammontare delle tasse” e tante altre…

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The Next Generation. Formazione dei futuri professori di storia

Autori: Antonio Brusa, Luigi Cajani

“Invitiamo ogni dipartimento di storia a occuparsi seriamente di didattica”. Questa raccomandazione si trova in apertura del programma The Next Generation of History Teacher, promosso da varie organizzazioni di storici statunitensi, fra cui l’American Historical Association . Da questo programma abbiamo tratto il titolo della rubrica, che dedichiamo a coloro che in questi giorni cominciano a frequentare il TFA, ai nostri colleghi che vi insegneranno, e, oltre a loro, a tutti gli insegnanti che vogliono intraprendere un percorso autonomo di formazione professionale specifica.

Non conosciamo i programmi, né l’organizzazione dei diversi corsi italiani (speriamo che, a questo proposito, l’indagine avviata dai colleghi della Sisem, ci possa dare buone…

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La scuola è peggiorata?

Alessandria 9 dicembre


Rubo a Norberto Bottani il titolo del suo contributo al dossier sulla scuola, che potete leggere nel numero in corso de “il Mulino” (6, 2014). Sì, risponderebbero tutti, dal giornalista alla cassiera, compresa la maggior parte dei colleghi universitari e moltissimi insegnanti, soprattutto quelli della mia età. Non si può dire, ribatte Bottani. La scuola di oggi è così diversa da quelle del passato, che un confronto è improponibile. E questo anche quando, come nel caso della Svizzera o di paesi anglosassoni, si è cercato di fare esperimenti eroici di comparazione (esempio limite: riproporre a ragazzi di oggi prove date cinquant’anni fa, e tentare il confronto). Figuriamoci se, come è invece il caso dell’Italia, non esiste nessuna ricerca che permetta di azzardare un…

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TFA e Master di formazione. Un confronto tra Italia e Spagna

Autore: Antonio Brusa


Intervista a Rafael Valls Mòntes

Rafael Valls Mòntes insegna Didattica della Storia presso l’Università di Valencia dal 1989. Lavora in un Dipartimento di Didattica delle scienze sperimentali e sociali con 50 colleghi, dei quali dieci sono “strutturati” e quaranta “associati”, cioè docenti di scuola che insegnano presso l’Università. Sono nella sua bella casa, un po’ alla periferia di Valencia, illuminata da un sole autunnale caldo e piacevole. Parliamo di formazione dei docenti e di didattica della storia.


Tfa italiani e Master spagnoli

Da quando le Siss furono chiuse dalla Gelmini, in Italia non abbiamo ancora capito come si andrà a finire con la formazione dei docenti. Attendendo i corsi di formazione universitaria, anno dopo anno, si attivano Tfa, poi Pas, poi…

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Piramidi molto imperfette

Autore: Antonio Brusa
I manuali di storia dei licei

Introduzione
L’Indice dei libri del mese di aprile pubblica l’inserto sulla scuola, il ventiseesimo della sua lunga vita. Questa volta è dedicato ai manuali di storia. Vi potete leggere una lunga intervista a Roberto Gulli, ora direttore di Pierson Italia (è stato a lungo alla guida della Bruno Mondadori), un’indagine su come i manuali trattano il tema della Shoàh e un intervento di Rachele Pasquali su di un fenomeno di attualità, i libri “fai da te”. In mezzo anche un mio studio, sui manuali di storia del liceo, che l’Indice mi permette di ripubblicare qui. Ne presento, dunque, una versione più ampia (la rivista di carta ha leggi diverse dal digitale, ed è giusto approfittarne), ma cerco di dare conto del dibattito, così come emerge anche…

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Quelli che “ ah la scuola di una volta”.

Piccolo sussidio contro i luoghi comuni sull’insegnamento della storia

Diario di bordo
Passatempo 12 dicembre


Sam Wineburg, studioso assai poco noto in Italia, è un punto di riferimento mondiale per chi si occupa di insegnamento storico. Come succede ai grandi, soprattutto se sono anglosassoni, è dotato anche di uno strepitoso senso dell’ironia. Lo capite subito dal titolo della sua opera più nota: Historical Thinking and Other Unnatural Act: Charting the Future of Teaching the Past (Philadelphia 2001). Ne avevo una fotocopia tutta ciancicata. Luigi me ne ha regalato una copia, e rileggendone la prefazione, mi sono ricordato che la cito sempre, quando mi imbarco nell’ennesima discussione sulla scuola di oggi che “non funziona e i ragazzi che non studiano e sono dei somari, un tempo invece”.…

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Uno strumento per una programmazione integrata di storia, geografia e economia

Autori: Antonio Brusa con Catia Brunelli, Andrea Fumagalli, Massimiliano Lepratti

 

Emilio Leofreddi, Giro del mondo in ottanta minuti

 

Nel “manifesto”, come con tanta ironia lo abbiamo chiamato, di storia interculturale/interdisciplinare, abbiamo esposto i principi e le avvertenze di massima. Ora è la volta di uno strumento pratico: uno schema/matrice, per costruire una programmazione quinquennale.

Come avete visto nel manifesto, ci si sforza di pensare alla storia non come una narrazione continua, ma come un Atlante, fatto di carte mondiali, regionali e nazionali/locali. E’ un Atlante particolare, però, perché deve – comunque – tenere conto della cronologia. Di conseguenza, ogni grande periodo della storia umana è organizzato secondo una visione transcalare. E, periodo per…

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Il curricolo interculturale e interdisciplinare di storia, geografia e studi sociali

Autore: Antonio Brusa

 

Un manifesto in due premesse e tredici domande

Un sacco di gente, fa Giovanna. Emozionata come ogni volta che iniziamo il nostro convegno sull’intercultura a Senigallia*. Lo scopriremo domani. Oggi stiamo lavorando al progetto, una riunione durissima, mi dico ora che è finita e desidero solo di andare a tuffarmi nell’Adriatico appena increspato, che vedo dal balcone dell’hotel. Quest’anno il convegno si svolge all’interno di un progetto europeo, sulla revisione dei curricoli delle scienze storico sociali. Sono coinvolte diverse nazioni, ma il cuore della ricerca è qui in Italia, e soprattutto nelle Marche, terra di lavoro di Giovanna. Di qui la sua emozione. Ma siamo arrivati ormai alla settima edizione. Di questi tempi un risultato da segnalare. Vuol dire che…

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La guerra insegnata (parte II)*. E la didattica che abbiamo perduto.

Autore: Antonio Brusa

 

La storia

Galvanizzati dal successo dello sbarco in Normandia e, insieme, preoccupati dalla resistenza feroce organizzata dai tedeschi nelle Ardenne, gli angloamericani azzardarono un assalto dietro le loro linee, per tagliarne i rifornimenti e accerchiarle. Obiettivo dell’attacco: le città di Njimegen e di Arnhem, nell’Olanda meridionale, e i ponti che attraversano i loro fiumi. Nome dell’operazione “Market Garden”, tragicamente ottimistico per come andò a finire. Tempo: dal 17 al 26  al settembre. Nove giorni di battaglia, per un autentico disastro. Migliaia di morti, il ponte di Arnhem perso, decine di migliaia di prigionieri. Obiettivo militare completamente fallito. La guerra continuò per tutto il terribile inverno del ’44 e solo nei mesi iniziali…

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Avete detto Invalsi?

Autore: Antonio Brusa

La valutazione come un melodramma.

 

Ouverture italiana

Poche volte ho visto gli insegnanti così arrabbiati, come quando si parla di Invalsi. Una delle ultime ero a Modena, platea di oltre cento colleghi. L’inviato ministeriale, che vorrebbe parlare del cantiere delle riforme, che come quello di Sanpietro non si chiude mai, ha l’infelice idea di toccare il tema della valutazione. Prima mano che si alza. Domanda. Altre mani. Domande sempre più insistenti. Osservo il volto dei colleghi. Oggi è di moda fare gli incazzati. Ma questa volta mi sembra speciale. Intervengono preoccupati, desiderosi di avere una risposta e non soltanto di fare una denuncia. Sembrano addolorati perché troppe cose non vanno come si dichiara.

 

Indice

  • Primo movimento olandese
  • Entra in…

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Cittadinanza e Costituzione. Cronistoria di una “non materia”

Autore: Antonio Brusa

 

Introduzione

Per una volta tanto, la scuola c’era arrivata prima, in questo mondo di Alice, dove sbocciano le “non-qualche cosa”, non-statuti o non-partiti che siano, con l’invenzione della non-materia. Cittadinanza e Costituzione. Insegnanti e dirigenti sono indaffarati, da qualche anno, per combinarne orari, incastrare unità didattiche, spalmare qua e là competenze di Cittadinanza, progettare curricoli. Certamente, insegnare Educazione Civile (come mi piace chiamare questa disciplina insieme a Alessandro Cavalli) è difficile, oltre che doveroso e anche entusiasmante (quando riesce). Ma farlo nel nostro paese è molto complicato. Dobbiamo renderci conto che di questa difficoltà c’è un perché tutto nostro. Deriva dalle cause e dal modo con il quale questo…

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Lumière, Jobs e i compiti in classe. Sull’utilità e l’inutilità del tablet

Autore: Raffaele Guazzone

Indice:

  • Lumière e noi
  • Né apocalittici e nemmeno integrati
  • Aforismi sul cartaceo di contrabbando
  • Il digitale si traveste da cartaceo
  • Ciò che manca (e che tutti sappiamo)
  • Impariamo da Franti?


Raffaele Guazzone ha una solida esperienza nel campo dei libri e dell’editoria. Ma è anche laureato in Lettere e, quando partono i Tfa, sente il richiamo della foresta. Lascia il suo ufficio e si iscrive. Frequenta con un piccolo gruppo di sopravvissuti alle prove di selezione il corso a Pavia, e lì l’ho incontrato. Un corso rapidissimo di didattica, giusto il tempo per conoscersi, poi, agli esami, discutiamo di tecnologie. Il suo tirocinio, infatti, si svolge in un corso Web, dove i libri sono proibiti e si usa solo il tablet. Gli ho chiesto di raccontarci della sua…

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“La storia con la memoria”. Appunti sul rapporto fra storia e memoria

Autore: Antonio Brusa

 

Indice

  1. Nebraska
  2. Storia con memoria
  3. La dimensione individuale della memoria
  4. La dimensione sociale della memoria
  5. La dimensione storica della memoria
  6. La memoria conflittuale
  7. La memoria selettiva

 

Interno del Caffè Nebraska, a Madrid

 

1. Nebraska
Nebraska è un caffé di Madrid, luogo di ritrovo di un piccolo gruppo di studiosi di didattica, troppo radicali per essere amati dall’accademia pedagogica, troppo impegnati e bravi per non essere conosciuti e letti dagli insegnanti che ci tengono al loro mestiere. In omaggio a quel bar, il gruppo di chiama Nebraska. La loro guida è Raimundo Cuesta.

 

 

 

L’ho conosciuto venti anni fa, in una summer school di Valencia, organizzata da Rafael Valls, che vi insegna storia contemporanea e didattica…

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La didattica della Shoah

Criteri, materiali e percorsi didattici secondo lo Yad Vashem


Autore: Maria Angela Binetti

 

Introduzione

La giornata della memoria e quella del ricordo sono passate e, come ogni anno, sono state accompagnate dalle solite polemiche. Per fortuna, sempre meno astiose. Trattare argomenti così scottanti, richiede più che mai all’insegnante una riflessione preliminare a freddo, che eviti facili, e spesso controproducenti, approcci emotivi e si fondi su una rigorosa analisi storiografica. La politica nazista di deportazione e sterminio fu un fenomeno complesso, che colpì non solo gli ebrei, ma anche altre categorie, come i malati mentali, i sinti e i rom, e i prigionieri di guerra sovietici (di cui circa 3.300.000 vennero lasciati morire di fame, stenti e malattie nei campi in cui erano…

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Il Novecento. Una proposta di programma essenziale

Autore: Cesare Grazioli

 

Indice:

A. Il processo di trasformazione della mondializzazione in globalizzazione
B. Il processo di formazione della società di massa e la sua diffusione nel mondo

 

Introduzione

 

Che il Novecento contenga una quantità di fatti, notizie e problemi che è difficile gestire, è un dato che, anno dopo anno, appare sempre più vistoso. Inoltre, la tendenza dei docenti è in genere quella di cominciare la spiegazione con i fatti dell’Ottocento e procedere cronologicamente. In questo modo, non si arriva mai a trovare il tempo per studiare il mondo attuale. Per ovviare a questo problema, occorrerebbe individuare i processi fondamentali, quelli che attraversano il secolo e giungono fino ad oggi. Vanno colti osservando il secolo “da lontano”, come se lo…

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La guerra insegnata. Note di didattica per la scuola e per i musei. (Parte prima)

Autore: Antonio Brusa


La guerra insegnata. Note di didattica per la scuola e per i musei. (Parte prima)

 

Indice


1. Craonne, la città martire
2. Gallipoli, la spiaggia sacra
3. Perché studiare la guerra?

 

1. Craonne. La città martire

 

 Craonne si trova nel Nord Est della Francia, sotto le Ardenne, dove si affrontarono soldati di molte guerre, europee e mondiali. Per una di quelle eccezioni che si imparano solo in loco, si pronuncia Cran (ma dubito tutti i francesi lo sappiano). La città è piccolissima, un insediamento sparso, con una vecchia scuola, adibita a mensa, e un palazzo comunale costruito con i fondi del governo svedese (omaggio alla città martire). La città importante più vicina è Laon. A un medievista brillano gli occhi a sentirne il nome. Qui si elaborò la…

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FARE E CAPIRE. Osservazioni didattiche sull'Archeologia sperimentale e sull'operatività

 Autori: Antonio Brusa, Teresa Cavone, Maria Pia De Bellis, Mario Iannone, Chiara Palmieri, Valentina Ventura

 

Introduzione

Negli ultimi due decenni si sono diffuse nelle scuole alcune proposte didattiche che nei decenni precedenti erano state esclusive dei gruppi più innovativi italiani. Fra queste, il laboratorio e la didattica operativa. A questo aspetto positivo, fa riscontro un aspetto negativo. Questa diffusione non è stata accompagnata da una riflessione e da un aggiornamento culturale adeguati. Di conseguenza, imperversano nelle scuole i “simil-laboratori” e la pseudo-operatività. Imitazioni dell’operatività vera, si riducono a esercizi e questionari, a giochini a volte privi di senso. Un fenomeno analogo è accaduto per una pratica innovativa fra le più promettenti:…

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Il paesaggio, palestra per una cittadinanza attiva.

Suggerimenti e esperienze per un’escursione efficace nel territorio.[1]

Autori: Marco Cecalupo e Giuseppe Febbraro (insegnanti di Scuola Secondaria di Primo e Secondo Grado, Reggio Emilia)

 

Introduzione:
Si può fare scuola fuori dall'aula. Gli insegnanti lo sanno, ma spesso lasciano al mercato dell'educational anche la gestione didattica delle uscite, con risultati mediamente piuttosto deludenti.

Come suscitare, invece, l'interesse di tutti (docenti e studenti) nei confronti di un'escursione nel paesaggio? Innanzitutto trasformando quest'ultimo in un oggetto vivo, problematico, stratificato, denso di significati spesso discordanti, patrimonio di tutti, nessuno escluso. Se l'uscita è dotata di determinate qualità, la sua efficacia è indiscussa: mobilita tutte le intelligenze e…

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Un buon programma di studi per il futuro TFA

Bari, 29 gennaio

Tra le varie associazioni di storici, quella dei modernisti (SISEM) vanta una sezione didattica attiva, guidata da Walter Panciera, dell’università di Padova. Ha prodotto un documento sul TFA che è importante diffondere sia fra i giovani che frequentano i corsi, sia fra gli insegnanti in servizio, che dovrebbero conoscere e partecipare a queste vicende formative.

Come si sa, la vecchia Ssis funzionò male, per quanto riguarda la didattica della storia, soprattutto perché i docenti, incaricati di insegnare didattica, preferivano insegnare storia o addirittura rifare i loro corsi monografici. La nuova legge istitutiva dei TFA, per quanto abbia molti punti criticabili, su questo è precisa: i corsi devono essere di Didattica della Storia e non di Storia (il cui studio è…

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Le scuole di specializzazione. Il tfa e la Ssis: due concezioni diverse della formazione docente

Pavia, 24 gennaio

Qui, a Pavia, hanno già avuto inizio le attività di didattica della storia. Ci sono i tutor, i supervisori. Ho sentito gli altri colleghi in modo da concordare le nostre lezioni. Siamo un gruppo affiatato già da nove anni di lavoro nella Silsis, la scuola di formazione che la Gelmini eliminò in nove minuti (ci sono voluti nove anni per farla e a me nove minuti per cancellarla, dichiarò).

Di fronte a me (classe 43a) ci sono sei ragazze. Ed è questa la prima differenza con la vecchia scuola. Una selezione talmente severa, che ha impedito di coprire tutti i posti a disposizione. Il corso è molto breve, 12 ore. Ed è questa la seconda differenza col passato: storia ne aveva molte di più. La rigidità dell'organizzazione, poi, impedisce di realizzare il progetto che aveva…

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Un'Europa da Nobel?

A Madrid dal 15 al 18 ottobre 2012 si è svolto il I CONGRESO INTERNACIONAL DE EDUCACIÓN PATRIMONIAL dal titolo "Mirando a Europa: estado de la cuestión y perspectivas de futuro". Di seguito riportiamo la relazione, adattata, tenuta dal Prof. A. Brusa. Un'occasione di riflessione sul significato di parole come patrimonio europeo, identità, radici.

Un premio che ci obbliga a ripensare l'insegnamento della storia, il patrimonio europeo e l'educazione alla cittadinanza.

(di Antonio Brusa)

1. La pace, un patrimonio critico

Il premio Nobel per la Pace, recentemente assegnato all'Unione Europea è un nuovo punto di partenza, per riesaminare alcune questioni chiave, dell'insegnamento della storia e forse anche della convivenza civile in Europa. Senza entrare nel merito delle polemiche e degli…

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The Next Generation

Formazione dei futuri insegnanti

(A cura di A. Brusa e L. Cajani)

 

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