<?xml version="1.0" encoding="utf-8"?>
<rss version="2.0" xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/" xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom">
	<channel>
		<title>Cinque stereotipi sull’immigrazione</title>
		<description>Discussione Cinque stereotipi sull’immigrazione</description>
		<link>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html</link>
		<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 11:55:27 +0200</lastBuildDate>
		<generator>JComments</generator>
		<atom:link href="https://www.historialudens.it/component/jcomments/feed/com_content/159.html" rel="self" type="application/rss+xml" />
		<item>
			<title>carmen scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html#comment-29</link>
			<description><![CDATA[La Sig.ra CINZIA Milani la ha salvata della disonestà dei poveri africani assetati di denaro accordandomi un credito di 23000 euro su una durata di 5 anni affinché il mio sognati diventino realtà. Prego a tutti coloro che hanno potuto usufruire di questi servizi, di volere ritornare testimoniarne per permettere all'altra gente nella necessità, di potere trovare anche un ricorso affidabile. Vi lascio il suo indirizzo professionale: cinziamilani62@gmail.com]]></description>
			<dc:creator>carmen</dc:creator>
			<pubDate>Mon, 27 Apr 2015 19:12:30 +0200</pubDate>
			<guid>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html#comment-29</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Antonio Brusa scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html#comment-22</link>
			<description><![CDATA[Nel testo non parliamo affatto di "adattamento", nel senso corrente della parola. L'uso delle virgolette voleva segnalare (ci dispiace che non siano bastate a evitare il fraintendimento ) che ci si riferiva a una forma di "adattamento" specifica dei migranti, che nel linguaggio della demografia viene anche designata come fitness riproduttiva. Massimo Livi Bacci insiste a più riprese sul fatto che "una delle caratteristiche dei migranti è l'alto grado di adattamento" (In cammino. Breve storia delle migrazioni, pag.33) e lo riferisce alla loro "fitness riproduttiva" (ibidem), che si è sempre manifestata nella storia umana, nel passato come nel presente. Nelle migrazioni del passato, di tipo agricolo, i gruppi di migranti avevano alti livelli di riproduzione, ma quando il contesto sociale delle mete dell'emigrazion e è diventato, all'opposto, urbano e industriale, i migranti hanno adattato i loro comportamenti riproduttivi con grande rapidità, addirittura nell'arco di una generazione. Un esempio emblematico riportato da Livi Bacci è quello delle donne italiane emigrate all'inizio del Novecento negli Stati Uniti. Tra queste donne, quasi tutte provenienti dal Mezzogiorno, "ancora nel 1920 il numero medio di figli messi al mondo dalle nate in Italia era esattamente doppio di quello delle americane (bianche) nate negli Stati Uniti: 6,34 contro 3,15. Ma in pochissimo tempo la forbice si richiuse e già nel 1936 il numero di figli delle italiane era sceso sotto quello delle americane: 2,08 contro 2,14" (ibidem). Altri esempi dello stesso tipo vengono riportati dalla Francia degli anni '90 del Novecento, e dalla Lombardia nello scorso decennio. Per quanto riguarda invece il primo rilievo mosso dal lettore, lungi da noi la sottovalutazion e del fattore "guerre", ma dovrebbe essere chiaro che il nostro intervento non ha certo il fine di descrivere analiticamente le diverse forme di migrazioni del presente. Nell'altro intervento citato in bibliografia (I numeri che fanno la storia, che sta per uscire in questi giorni su www.noovecento.org), ben più ampio di questo, si dà conto delle diverse forme di migrazione, sia spontanee sia forzate, dalle deportazioni agli esodi per motivi bellici, ai displaced persons fino al fenomeno della "fuga dei cervelli". gli autori]]></description>
			<dc:creator>Antonio Brusa</dc:creator>
			<pubDate>Wed, 01 Oct 2014 07:39:03 +0200</pubDate>
			<guid>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html#comment-22</guid>
		</item>
		<item>
			<title>Federico Palmieri scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html#comment-21</link>
			<description><![CDATA[Un analisi che forse contiene molta cattedra e tiene poco conto del reale contesto sociale. Non credo si possa relegare ad un ruolo di secondo piano il fattore "guerre"che invece sta risultando determinante negli ultimi anni. se ci trovassimo davvero di fronte ad una seconda ondata di spostamento migratorio, come mai quasi la metà della gente che arriva fa domanda di asilo politico per ottenere lo status di rifugiato?Da inizio anno sono oltre 72mila i richiedenti in Italia,dato emerso nel corso della conf.Stato-Regi oni di Luglio.E'vero che chi giunge qui sono i più ricchi, ma semplicemente perché hanno le risorse per permettersi il viaggio, o i più intelligenti, perché le famiglie fanno collette per pagare il viaggio di sola andata nel Mediterraneo. E adattarsi al nostro tessuto economico-socia le non è semplice. Non è facile comprendere il nostro sistema di leggi, comprese quelle che tutelano il lavoro, la burocrazia a dir poco lenta, il sistema sanitario e così via. Nel testo invece si parla di generico "adattamento". Temo che la questione sia un tantino più complessa e vada analizzata nel dettaglio.]]></description>
			<dc:creator>Federico Palmieri</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 30 Sep 2014 09:17:21 +0200</pubDate>
			<guid>https://www.historialudens.it/didattica-della-storia/159-cinque-stereotipi-sull-immigrazione.html#comment-21</guid>
		</item>
	</channel>
</rss>
