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		<title>Uno su cento. Il tema storico alla prova della maturità</title>
		<description>Discussione Uno su cento. Il tema storico alla prova della maturità</description>
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			<title>Eliana Romano scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Incredibile a dirsi ma l'accelerazione imposta dall'attuale governo e dalla sua espressione ministeriale dell'istruzione e ricerca riporta, con mia enorme soddisfazione, alla ribalta la Storia ridotta da sempre a contesti, ancella di materie umanistiche, scientifiche ; ridotta ad un contenitore in cui i docenti si muovono con fatica, spesso non avendo altri strumenti che l'ancoramento all'asse cronologico difficile da abbattere perché rinfrancante in quella congerie di contenuti di programmi obsoleti, che li affliggono nella stesura concordata dei loro piani di lavoro. Nonostante il professionismo e la libertà di insegnamento significhino il capovolgimento del tradizionalismo , del nozionismo, l'abbandono della storia lineare e dei metodi deduttivi a favore dell'induzione a partire dal presente, dall'analisi della vita e dei dati del quotidiano per cercare e ricostruire radici, sensi, coerenze e fratture continuiamo a non abbandonare strade vecchie per nuove vie. E nonostante anni di ricerca di didattica storica a favore di laboratori, nonostante la costruzione / ricostruzione delle competenze significhi e si traduca in un approccio di analisi e ricerca in cui i contenuti sono un pretesto ma non un fine assoluto, la scuola gira ancora attorno all'asse temporale, alla storia politica... ansimando .... Non mi sono meravigliata delle attuali scelte di politica scolastica che hanno colto in pieno un processo di china della memoria storica, in un paese che difficilmente conserva memorie e che non sa comprendere mai dagli errori e dai guadagni del passato, né sa rielaborare la sua storia... perché non la conosce, appunto!. Meno si sa meglio si sta, si potrebbe dire. Da un lato si spinge verso il merito, l'inclusione, la conoscenza e l'innalzamento dei livelli del servizio scolastico, dall'altro si emargina chi cittadino italiano non è, chi non ha abbastanza mezzi o lo si relega nei ghetti delle scuole cosidette di frontiera, dove la scuola, in verità è davvero tale perché la necessità crea la motivazione della ricerca innovativa e l'abbandono di ogni forma di trasmissività dei saperi, gioco forza. Ossimori concettuali e procedurali delle nostre politiche scolastiche occhieggianti alla vituperata Europa negli standard e nelle forme valutative vuote e poco di sostanza, incapaci di costruire un progetto serio di scuola, un modello pedagogico che si fa fatica a trovare, perché non c'è. Riforme di governance, belletti tampone per un'istituzione che di fatto non è mai stata al centro dei reali interessi delle diverse classi politiche che si sono avvicendate nell'ultimo ventennio. Tristemente mi rendo conto con quasi 40 anni di scuola sulle spalle, nel cuore e nella mente, vissuta come testimonianza civile prima ancora che come docente prima e preside ( o dirigente che dir si voglia) poi, che manca il pensiero ed il progetto di scuola con buona pace della Costituzione or più presa a randellate nel silenzio dell'ignoranza storica... Azzerare la "noiosa" Storia, un tempo "magistra vitae" sembra portare avanti, con gran vigore, la sonnolenza e l'indolenza delle giovani generazioni disperse nelle tecnologie usa e getta , di cui non conoscono funzionamento, valore scientifico o altro. Tutto usato ad occhi chiusi.... e senza mai guardarsi attorno né, tanto meno, dentro. Dispersi nella virtualità aerea, allergici alla lettura e bloccati in una 60 di parole bastevoli per spendersi e nascondersi nel virtuale. Allora difendere l'insegnamento della Storia e la sua autonomia, difendere la memoria contro l'oblio crescente sono un dovere per chi fa scuola, per chi ancora riesce a fare ricerca pedagogica e ad avere ascolto, diventa un atto civile di difesa dei fondamentali di una repubblica democratica. Occorre ricentralizzare la Storia e non relegarla a sfondi di prove. Bisogna ancora una volta spingere sulla formazione dei docenti tirandoli fuori dalle loro angosce di programma!]]></description>
			<dc:creator>Eliana Romano</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 11 Nov 2018 18:41:15 +0100</pubDate>
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			<title>Maurizio Pistone scrivi:</title>
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			<description><![CDATA[Sarebbe il caso di parlare dell'architettu ra della prima prova scritta, un'enorme costruzione barocca che risale ai primi tempi della riforma Berlinguer; un plico (credo che sia ancora così) di otto o nove fotocopie, alcune con inguardabili riproduzioni di opere d'arte, divise per artificiosissim e "tipologie" che nulla hanno a che vedere né con un insegnamento ragionevole della scrittura argomentativa, né con le forme di scrittura del mondo reale. Effettivamente, in questo pasticcio, il "tema di storia" spesso poteva apparire come un'ancora di salvezza, perché almeno si capiva qual era la richiesta, senza doversi addentrare in una pagina e mezza di non sempre pertinenti citazioni o sfuggenti domandine. Ma è vero che la storia è sempre l'ancella della nostra scuola; non solo per la carenza di ore, ma perché è affidata a insegnanti che, con la loro massima buona volontà, non ne sono specialisti. Non dico che non la conoscano, ma non sempre hanno una chiara idea della metodologia specifica della disciplina. Nei licei la storia è affidata agli insegnanti di filosofia; negli altri indirizzi agli insegnanti di lettere. Non è il caso di spiegare quali siano le lontane basi ideologiche di questi accoppiamenti; ma sicuramente non sono i più opportuni. Può benissimo capitare che fra questi insegnanti ve ne siano di veramente appassionati e competenti. Ma più spesso il docente di filosofia vedrà la storia come il teatro entro il quale si sviluppano i grandi movimenti di pensiero; l'insegnante di lettere, il quadro, l'argomento o anche solo l'occasione delle grandi opere letterarie. Questo spiega, tra l'altro, l'importanza assai disuguale che viene data alle diverse epoche storiche, a seconda se, nella visione tradizionale, esse siano più o meno produttive di quei due generi di collegamenti.]]></description>
			<dc:creator>Maurizio Pistone</dc:creator>
			<pubDate>Thu, 18 Oct 2018 11:48:39 +0200</pubDate>
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