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		<title>Salvate il soldato Caius</title>
		<description>Discussione Salvate il soldato Caius</description>
		<link>https://www.historialudens.it/diario-di-bordo/69-salvate-il-soldato-caius.html</link>
		<lastBuildDate>Sat, 02 May 2026 13:11:07 +0200</lastBuildDate>
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			<title>Donatella Rosselli scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/diario-di-bordo/69-salvate-il-soldato-caius.html#comment-8</link>
			<description><![CDATA[Sapere o saper fare? questo è l'ormai ineludibile problema della scuola superiore italiana. Sapere ossia conoscere fatti, date, personaggi. Saper fare ossia orientarsi con sicurezza nel tempo e nello spazio (lasciamo perdere la negletta geografia, con il risultato che ogni vicenda storica di cui si tratti nel corso di una lezione risulta del tutto "appesa" alla sola, inafferrabile dimensione temporale, senza alcuna possibilità di calarla su un determinato territorio...), saper cogliere nessi di causalità, saper periodizzare... Tutte chiacchiere, insomma, e il risultato è che la storia diventa, per gli studenti, un inutile e defatigante esercizio di memorizzazione del manuale. Saper orientarsi, in realtà, presume che si abbiamo gli strumenti per farlo: i punti di riferimento. Che nella storia sono "nel" tempo (e nello spazio, insisto). Azzardo un'ipotesi: forse che la crisi di un'idea della storia intesa come inevitabile progresso dell'umanità, abbia vanificato l'interesse sulle tappe fondamentali pregresse? Del resto, sui manuali di storia delle superiori non esistono più quei "prontuari" delle date memorabili, così come ad esempio c'erano nel vecchio Villari. Segno ormai che il nefasto malinteso delle "competenze" sta lasciando il segno...]]></description>
			<dc:creator>Donatella Rosselli</dc:creator>
			<pubDate>Fri, 29 Mar 2013 15:25:11 +0100</pubDate>
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			<title>Luigi Cajani scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/diario-di-bordo/69-salvate-il-soldato-caius.html#comment-7</link>
			<description><![CDATA[Quando studiavo al liceo classico, negli anni '60, circolava un libretto famoso, La fiera delle castronerie, uno sciocchezzario che l'autore diceva di aver raccolto fra gli studenti francesi. Noi sghignazzavamo alle spalle dei nostri coetanei transalpini, ma ci chiedevamo anche un po' dubbiosi, nonostante la nostra spocchia di studenti di una scuola romana d'élite, se fossero proprio tutte vere castronerie o se l'autore, Jean Charles, non ci avesse messo qualcosa - o più di qualcosa - del suo, per fare un libro umoristico che vendesse. Chi di noi è diventato docente, nella scuola o all'università, ha poi avuto modo di compilare la sua fiera personale, per riderci sopra, fra il maligno e lo sconfortato, con i colleghi, per vedere chi la raccontava più grossa. Per quanto mi riguarda, ricordo una studentessa di filosofia che qualche anno fa venne all'esame di storia moderna. Le chiesi di parlarmi delle scoperte geografiche e poiché stava facendo un po' di confusione fra i vari navigatori, per aiutarla le dissi: "Facciamo un po' d'ordine con le date: quando è stata scoperta l'America da Colombo?". Domanda che non ho mai fatto, ne prima né dopo di allora, considerandola un'assoluta ovvietà, quasi offensiva per l'esaminando. E infatti non volevo sapere quella data, ma dare un punto di riferimento alla studentessa. Lei mi rispose incerta: "Mi pare ... nel Cinquecento?". Credo che con questo aneddoto posso pretendere di entrare nel palmarès. Ma sono certo che questo e altri aneddoti, da Canne alle origine del cristianesimo, pongono soprattutto il problema di ciò che si apprende nella scuola e di come si verificano lì gli apprendimenti. All'università è abbastanza normale che certe lacune sfuggano, perché si danno per scontate certe conoscenze, che oggi tali non sono più. Che fare? Certo, ristrutturare i corsi del primo anno perché non siano iperspecialisti ci, come spesso accade. Ma non possiamo fare tutto noi. E' necessario intervenire sulla scuola. E non credo che sia così difficile trovare un accordo su conoscenze oggi irrinunciabili. La battaglia di Canne credo che verrebbe accettata da tutti gli storici, e non solo. E invece Baiamonte Tiepolo, che un tempo era in tutti i manuali italiani di liceo, verrebbe unanimente scartato.]]></description>
			<dc:creator>Luigi Cajani</dc:creator>
			<pubDate>Tue, 26 Mar 2013 20:09:21 +0100</pubDate>
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			<title>Aurora Delmonaco scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/diario-di-bordo/69-salvate-il-soldato-caius.html#comment-6</link>
			<description><![CDATA[Tanti, ma tanti anni fa ero un'insegnante che voleva teste ben fatte, teste che lavorassero davvero, con l'entusiasmo di chi supera ostacoli e raggiunge traguardi. Ma ero anche convinta che non si potesse far lavorare le teste vuote, e dunque occorreva materiale di conoscenza per costruire idee. Un ragazzo voleva dimostrami che bastasse l'entusiasmo e non occorresse sapere alcunché. Lo rimandai a settembre in storia. Viene, e io gli chiedo: "Parliamo del cristianesimo?" . E lui: "Certo. Il cristianesimo cominciò nel terzo secolo avanti Cristo". Lo bocciai. L'anno dopo fu un'altra storia. Aveva meno entusiasmo, ma cercava di parlare rendendosi conto di ciò che diceva. Non credo, tuttavia, che sia diventato uno storico,]]></description>
			<dc:creator>Aurora Delmonaco</dc:creator>
			<pubDate>Sat, 23 Mar 2013 21:53:33 +0100</pubDate>
			<guid>https://www.historialudens.it/diario-di-bordo/69-salvate-il-soldato-caius.html#comment-6</guid>
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