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		<title>La città ideale e i beni comuni</title>
		<description>Discussione La città ideale e i beni comuni</description>
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		<lastBuildDate>Thu, 14 May 2026 01:20:27 +0200</lastBuildDate>
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			<title>lidia gualtiero scrivi:</title>
			<link>https://www.historialudens.it/diario-di-bordo/94-la-citta-ideale-e-i-beni-comuni.html#comment-11</link>
			<description><![CDATA[E’ vero, i beni comuni vanno difesi da tutti, per questo una didattica del paesaggio (come è stata attuata a Gattatico) dovrebbe permeare di più i vari POF delle scuole di ogni ordine e grado. Io abito a Santarcangelo di Romagna che si estende in parte nella Valle dell’Uso. Valle Uso è una piccola valle, certamente una minuscola realtà rispetto alle immense ricchezze paesaggistico-c ulturali di cui l’Italia è dotata, purtuttavia offre un patrimonio di bellezze naturali, architettoniche e storiche che, ormai avremmo dovuto capirlo, appartengono a tutti. Il popolamento della zona ha origini antichissime. Nel museo Renzi ( che si trova a S. Giovanni in Galilea, piccolo borgo che si erge su uno spettacolare sperone roccioso) sono conservate tracce della frequentazione preistorica del territorio e centinaia di reperti che documentano la storia e la vita delle genti dall’età del bronzo fino all’epoca medioevale e moderna Lungo i versanti della valle spuntano altri paesini che conservano intatto il fascino del passato: case in pietra, castelli, abazie, stretti vicoli che si allargano all’improvviso su piazze o veri e propri balconi naturali. Intorno un alternarsi di boschi, campi coltivati e radure. Eppure cosa è successo in questi anni? Piccola cronistoria illustrata Prima aprirono le CAVE di pietra, ghiaia, argilla, tufo, gesso. Poi arrivarono gli ALLEVAMENTI di polli e maiali ( sono centinaia, sono ovunque e si sentono. Si sono diffusi a partire dagli anni ’60 per il “boom” della riviera e lo spopolamento delle campagne. L’impatto ambientale è tanto ma l’occupazione poca). Negli anni ’80 (la costa romagnola era ormai satura) nacquero nuovi INSEDIAMENTI urbani e industriali. Cave, allevamenti, insediamenti vecchi e nuovi rendevano la situazione della valle Uso già problematica, specie la VIABILITA’. Ma arrivò il peggio: le DISCARICHE (e sottolineo Le; i rifiuti giungono anche da S. Marino che paga profumatamente e non ha nessun piano rifiuti) Ed ecco l’ultimo nato: L’Impianto di compostaggio: autorizzato nel 2010 è di circa 12.000 mq, dovrebbe trattare 50.000 ton/anno di rifiuti organici urbani e speciali (liquami, fanghi e scarti industriali, ecc.) che possono provenire anche da tutta Italia. Ha problemi di rumori e di puzza, non è escluso il rischio esplosivo. Dove è stato collocato? Sul fiume, vicino a un centro abitato, a un lago di pesca e a una comunità di recupero. Certo amministratori (in un territorio da sempre “di sinistra”) ma anche abitanti gli scrupoli non li hanno avuti. Che dire? Rassegnarci? Penso che non dobbiamo dimenticare la scuola: sappiamo che lì dobbiamo agire per formare cittadini e cittadine consapevoli. Penso che non dobbiamo dimenticare la scuola: sappiamo che lì dobbiamo agire per formare cittadini e cittadine consapevoli. E abbiamo cominciato a farlo promuovendo interventi nelle scuole e un corso di formazione docenti: “IL TERRITORIO COME LABORATORIO PER LA FORMAZIONE DI CITTADINI RESPONSABILI” Un link per avere qualche immagine e qualche piccola notizia in più http://www.marecchia.it/index.php?option=com_content&view=article&id=254:valle-ricca-di-natura-e-cultura&catid=49:liberaluso&Itemid=76]]></description>
			<dc:creator>lidia gualtiero</dc:creator>
			<pubDate>Sun, 15 Sep 2013 16:59:44 +0200</pubDate>
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