di Barbara Fini
Nel gioco i ragazzi verranno posti in una situazione immaginaria in cui un sovrano, per compiacere la propria regina che nutre interesse per le teorie illuministe, inviterà i più famosi filosofi a corte perché lo consiglino nel promulgare una nuova legge.
Gli illuministi si presenteranno ciascuno con una proposta di legge, scelta in linea coi principali interessi culturali, filosofici e politici di ciascuno dei suddetti pensatori. Le proposte di legge che entreranno in gioco non riguarderanno tematiche la cui trattazione si è poi esaurita nel 1700, ma verteranno su questioni che in qualche modo restano aperte anche oggi (ad esempio la libertà di religione, la pena di morte, il diritto all'istruzione).
Il gioco i svolge dopo lo studio, anche sommario, del periodo dell’illuminismo e degli stati assolutisti.
(per informazioni sull’edu-larp, si veda su HL Come si fa l’Italia. Una proposta di Edu-Larp, un gioco di ruolo dal vivo).
Gli illuministi. Ai ragazzi designati come tali verrà data una scheda col profilo biografico dell'illuminista, i rapporti con gli altri filosofi e una proposta di legge: è a scelta del docente se fornire all'alunno anche spunti d'argomentazione per sostenerla o spingerlo a rifletterci in privato per trovarne.
Ogni personaggio è accompagnato da un allievo o da un mecenate, ciascuno munito di una propria scheda.
I consiglieri del Re avranno una scheda in cui sarà loro indicato di cosa si occupano, il proprio rango nella società, i rapporti con gli altri ministri e a ciascuno sarà indicata una problematica legata ad una (o più) delle leggi proposte (ad esempio, al ministro della giustizia verrà fatto presente che, in caso di abolizione della pena di morte, diventerà rilevante la questione del sovraffollamento delle carceri).
La regina metterà in risalto prevalentemente il ruolo della donna nella società dell'epoca: potrà infatti cercare di influenzare privatamente il marito per fargli scegliere la proposta di legge che preferisce, ma non avrà mai un reale diritto di esprimere la propria opinione.
Il Re avrà il ruolo di ascoltare, moderare il dibattito, dare o togliere la parola a piacimento ed infine prendere la decisione, senza necessariamente tenere conto delle posizioni dei ministri, in modo da far sì che i ragazzi sperimentino in prima persona il concetto di “assolutismo”.
Esempio di suddivisione della classe per 23 giocatori:
– un gruppo di 7 alunni interpreterà gli illuministi
– un gruppo di 9 alunni interpreterà la corte (Regina, Re e suoi consiglieri)
– un gruppo di 7 alunni interpreterà assistenti, mecenati, apprendisti degli illuministi
Il gioco è pensato per una classe da 16 a 23 alunni. Nel caso in cui ci siano meno di 23 alunni, si consiglia di cominciare a togliere gli allievi e i mecenati a partire dall’ultimo della lista.
La Corte:
Il re di Absolutia
La regina di Absolutia
Il Cardinale
Il Ministro della Cultura
Il Ministro della Giustizia
Il Ministro della Guerra
Il Ministro della Stampa e delle Poste
Il Ministro dell’Interno
Il Ministro del Tesoro
Gli illuministi:
Denis Diderot (pronuncia: Denì Diderò)
Jean Jaqcues Rousseau (pronuncia: Jan Jac Russò)
Jean-Baptiste le Rond d’Alembert (pronuncia: Jan Baptìst Dalambèr)
Voltaire (pronuncia: Voltèr)
Cesare Beccaria
Barone d’Holbach (pronuncia: Dolbàc)
Barone di Montesquieu (pronuncia: Monteschiè)
Mecenati e allievi:
Allievo di Beccaria
Mecenate di Voltaire
Allievo di d’Holbach
Allievo di Montesquieu
Mecenate di Diderot
Mecenate di Rousseau
Mecenate di d’Alembert
Tempi
20 minuti – consegna schede dei personaggi e chiarimenti da parte degli operatori
30 minuti – presentazione da parte degli Illuministi delle proposte di legge e dibattito
10 minuti – discussione tra i ministri e il sovrano sulla legge da scegliere e, in parallelo, discussione tra gli illuministi sulle impressioni ricevute e le proprie stesse preferenze a favore di una proposta piuttosto che di un’altra. Alla fine di questa fase il Re decide.
30 minuti – debriefing
Il gioco può essere giocato anche considerando l'eventualità di consegnare a ciascun ragazzo la scheda del personaggio il giorno prima, in modo da spingerlo, nel caso degli illuministi e degli assistenti, ad approfondire il personaggio storico reale, nel caso dei ministri a trovare da soli motivazioni per argomentare contro una determinata proposta di legge. In questo caso, la parte introduttiva viene ridotta a 5 minuti, mentre il tempo di gioco viene aumentata.
Il Regno di Absolutia (scheda da consegnare ad ogni personaggio)
Il Regno di Absolutia è un REGNO IMMAGINARIO, ma che può somigliare molto agli stati assoluti del 1700 come la Francia.
Nel regno di Absolutia il re governa da solo, ed è “sciolto dalle leggi”: È UNO STATO ASSOLUTO. Ha un consiglio di ministri, che hanno il compito di consigliarlo, ma alla fine ogni decisione viene presa dal re.
Non ci sono elezioni e NON C’È UN PARLAMENTO.
Esiste una sola religione, quella del re, cioè quella cattolica. Tutte le altre religioni sono perseguitate. Vale la legge CUIUS PRINCEPS EIUS RELIGIO, e chi non ha la stessa religione del re può essere condannato, quindi spesso preferisce fuggire negli stati vicini.
La chiesa e i nobili hanno molto potere, ed hanno istituito una forte CENSURA, cioè impediscono la pubblicazione di libri che dicono qualcosa che li danneggia. Non solo: se una persona esprime in pubblico idee che vanno contro lo stato delle cose, o che offendono il re e la religione, può essere presa e messa in prigione. Si finisce in prigione anche se si pubblica di nascosto un libro che la censura non aveva approvato, oppure se vieni trovato con in casa un libro censurato.
Per il crimine più grave, cioè l’omicidio, c’è la PENA DI MORTE.
Poiché i NOBILI sono molto potenti, HANNO TANTISSIMI PRIVILEGI: non pagano le tasse, vengono giudicati da tribunali meno severi rispetto a quelli dei poveri, e tra nobili e poveri non ci si può sposare. Inoltre i contadini non possiedono i campi, ma lavorano nei campi dei nobili, quindi devono dare loro buona parte del raccolto per pagare “l’affitto” del campo.
Anche il Clero è potente e non paga tasse.
Come nella Francia del 1700, esistono due gruppi di nobili: i NOBILI DI SPADA, che hanno sempre avuto questo titolo fin dal medioevo, e i NOBILI DI TOGA, che hanno comprato il titolo con il denaro guadagnato nelle loro attività di banchieri ed avvocati. I nobili di toga sono invidiosi di quelli di spada, perché loro hanno faticato per comprare il titolo mentre quelli di spada lo hanno dalla nascita. Quelli di spada invece considerano i nobili di toga inferiori, perché non sanno come comportarsi a corte, e non hanno antenati famosi che si sono distinti in battaglia.
Nel Regno di Absolutia non ci sono scuole, perché solo i figli dei ricchi possono studiare, e per studiare pagano dei maestri privati che vengono ad insegnargli a casa.
I figli dei contadini a cinque anni sono già a lavorare nei campi, e i figli degli artigiani aiutano in bottega. Le donne non possono studiare.
Per arrivare a fare i mestieri pagati bene, però, bisogna aver studiato, perché (se non sei nobile) gli unici mestieri che ti arricchiscono sono fare il banchiere, o il mercante (e per questo bisogna saper leggere, scrivere e sapere la matematica) oppure il medico (e per farlo devi aver imparato a conoscere il corpo umano) o l’avvocato (e devi aver studiato le leggi) o l’insegnante.
Quindi i poveri, non potendo studiare, non miglioreranno mai la loro posizione.
I mestieri “manuali”, come gli artigiani, i contadini, i manovali, sono considerati inferiori e pagati meno.
Sua Eccellentissima Maestà il Re di Absolutia
Sei un uomo carismatico, ricco e potente.
Sei forte alla guida dell’esercito e sei un grande guerriero.
Ma non tolleri la disobbedienza e ti piace governare da solo, senza che il popolo si intrometta.
La tua famiglia regna su Absolutia da cinque secoli, quindi, secondo te, questo regno è tuo di diritto e questo potere ti viene direttamente da Dio.
Le uniche persone che ascolti, quando fai le leggi, sono i tuoi sei ministri e il tuo consigliere, il Cardinale: però alla fine sei tu che decidi.
Nel tuo regno le donne non hanno diritto di governare, però tu tieni molto al parere della regina tua moglie, perché la ami e perché è una donna istruita e intelligente.
Lei viene dal regno di Lumia e siete stati promessi da bambini.
Questo mese è successa una cosa meravigliosa per voi due: finalmente avete avuto un bambino!
È un figlio maschio, e tu sei molto felice perché potrà ereditare il regno.
Per festeggiare, hai deciso di fare a tua moglie un bel regalo, ed hai avuto un’idea.
La regina ha molta simpatia per questi nuovi filosofi che si fanno chiamare “Illuministi” e che vorrebbero dare consigli ai sovrani per migliorare i loro stati.
Hai deciso di invitarne sette alla tua corte perché ti propongano delle nuove leggi.
Alla fine sceglierai quella che ti piace di più e la introdurrai nel tuo regno, in onore della regina.
Interpretare il re
Sei un re, e quindi devi comportarti in modo regale, con molta educazione.
Però sei anche il SOVRANO ASSOLUTO, quindi, se vuoi interrompere qualcuno mentre parla o se vuoi rimproverare qualcuno, lo puoi fare (puoi farlo al massimo 4 volte nel gioco).
Regole per la decisione
Quando hai ascoltato tutte le proposte, tu puoi decidere COME TI PARE, secondo la tua preferenza: l’ultima parola è SEMPRE LA TUA.
Ma ti conviene stare attento a due cose:
• Se decidi andando contro al parere della maggioranza dei tuoi consiglieri, rischi che ci sia una rivolta.
• Se decidi senza ascoltare il parere della regina, lei ci rimarrà malissimo e questo a te dispiace.
La Regina del Regno di Absolutia
Sei la figlia primogenita del Re di Lumia. Sei stata promessa sposa al Re di Absolutia quando eri solo una bambina. Quando lo hai sposato, vi eravate incontrati solo tre volte.
In questa corte, dove non conoscevi nessuno, all’inizio ti sentivi un po’ sola. Ma il re era molto innamorato di te e tu, anche se all’inizio non eri felice di sposare uno sconosciuto, col tempo ti sei innamorata. Adesso siete una coppia felice, e il mese scorso avete avuto un bambino. Il re è contentissimo perché è un maschietto, così potrà ereditare il trono.
A te sarebbe piaciuto molto anche avere una bambina, ma in un regno come questo le donne non contano molto, quindi un maschio avrà una vita più facile.
Tu sei una donna molto saggia, perché sei sensibile ed hai studiato (le donne che studiano sono molto rare, ma il re di Lumia ci teneva e ti ha fatto istruire da un buon maestro): ti intendi molto di politica, e ti piacerebbe dare consigli al re, ma purtroppo, su queste questioni, le donne non vengono ascoltate.
Il re, per le questioni politiche, ascolta solo i suoi ministri.
I ministri del re però non ti piacciono molto, perché pensi non consiglino bene il tuo sposo: infatti non vogliono mai cambiare niente, e in questo modo, secondo te, il regno non si modernizza.
Ultimamente ti sei appassionata alle idee di un nuovo gruppo di filosofi: gli illuministi.
Loro fanno proposte di cambiamento molto interessanti, che secondo te sarebbero utili al Regno di Absolutia.
Per festeggiare la nascita del vostro bambino, il re ha deciso di farti un regalo: inviterà sette di questi illuministi a palazzo, ascolterà le loro proposte, e poi, seguendo i loro suggerimenti, sceglierà di fare una nuova legge che dedicherà a te.
Interpretare la regina
Sei una donna giovane e bellissima, sei istruita e sai parlare bene, ma, per l’educazione che viene data alle donne, non puoi parlare molto in pubblico, e per farlo devi chiedere al re il permesso.
Però hai un grande potere: il re ti ama e si fida di te.
La scelta di quale legge promulgare spetta solo al re: tu sai già che i suoi ministri lo consiglieranno per fargli scegliere quella che piace di più a loro.
Tu purtroppo non hai diritto di voto, quindi il tuo parere non conta.
Però sai che il re ti ascolta sempre e vuole fare questa nuova legge per te, quindi non farebbe delle scelte che ti scontenterebbero.
Se saprai parlare al re nel modo giusto e fare leva sul vostro amore, forse potrai convincerlo a scegliere la proposta di legge che piace di più a te, invece di quelle che piacciono ai ministri...
Il cardinale
Sei il più anziano della corte, e il più fedele consigliere del Re.
Gli sei stato accanto da quando lui è salito al trono. Sei generoso e desideri il bene della gente.
Hai studiato presso i gesuiti, quindi sei molto colto e tieni molto alla difesa e alla diffusione della fede cattolica.
Cosa pensi degli illuministi
Alcuni di loro non conoscono la vera fede: dicono che Dio è uno solo, non importa se si chiama Gesù, Allah o in qualsiasi altro modo.
Tu sai che stanno sbagliando, perché hai tanto pregato e tanto studiato, e sai che la vera fede è quella cattolica, e il solo, vero Dio, è il Dio della Bibbia.
Però sei una persona che ama profondamente gli altri, e quindi non provi ostilità verso di loro: ti dispiace, anzi, che stiano sbagliando e che, così, potrebbero non andare in paradiso.
Inoltre, per alcune cose li stimi e sei d’accordo con loro: infatti, anche se non credono in lui, dicono cose che ha detto anche Gesù nel vangelo, per esempio che tutti gli uomini sono uguali.
Però non sei d’accorso sulla loro proposta di libertà di religione per tutti, per due ragioni:
1. La prima è che tu sei convinto che la tua fede sia la sola che porta alla salvezza, e siccome ami tutti gli uomini, non vuoi che, scegliendo una fede sbagliata, non vengano salvati.
2. La seconda è che hai paura per il regno. Infatti ti ricordi bene che cosa successe in Francia quando c’erano gli Ugonotti: prima ci furono le guerre civili. Poi, quando le guerre cessarono e i cattolici vinsero, gli furono concesse delle fortezze così potenti che, se avessero voluto ribellarsi, sarebbero stati pericolosi!
In uno stato, la presenza di tante religioni crea divisione, invece un regno, per essere forte, deve essere unito sotto tutti gli aspetti, anche quello della fede.
Rapporti con gli altri personaggi
• Sei leale verso il re, ma pensi che, per governare bene, i tuoi consigli siano indispensabili, e se il re non li seguisse commetterebbe dei gravi errori.
• Stimi molto sua maestà la regina e le vuoi bene, ma pensi che, per essere una donna, a volte cerchi di intromettersi troppo negli affari di governo.
• Sei generoso e gentile, perciò vai d’accordo con tutti i ministri, e non hai antipatie per nessuno, anche se sai bene che molti di loro ti invidiano per il posto che hai accanto al re.
Il Ministro della Cultura
Appartieni alla nobiltà di Toga, e ti sei guadagnato il titolo di Barone con i tuoi meriti!
Eri di famiglia borghese, tuo padre era un insegnante privato, ma hai uno zio che si è arricchito col commercio del cacao e del caffè dall’America: lui ha notato la tua intelligenza e ti ha pagato gli studi. Sei un filosofo e hai pubblicato tre libri di grande successo. Grazie alla tua fama, sei arrivato a diventare ministro.
Cosa pensi degli illuministi
Hanno tante belle idee, ma non si rendono conto di quanto sia difficile realizzarle.
Questo Diderot pensa che si possa garantire la scuola per tutti: sarebbe bello, ma non ha visto come vivono i contadini? Anche se lo stato spendesse un sacco di soldi per istituire una scuola pubblica, i contadini non ci manderebbero i loro figli, perché hanno bisogno di loro nel lavoro dei campi. Se li mandassero a scuola, poi mancherebbero braccia per lavorare, e così non guadagnerebbero abbastanza nemmeno per sfamarli!
Inoltre, anche se la scuola fosse gratuita per tutti, i libri hanno comunque un costo, e non tutti potrebbero permetterseli.
Rapporti con gli altri personaggi
• Il Ministro della Stampa e delle Poste è tuo cugino (il figlio dello zio che ti ha pagato gli studi) e vi volete molto bene.
• Non sopporti il Ministro dell’Interno, non solo perché è della nobiltà di Spada, ma anche perché non fa altro che farti notare che si sente più intelligente di te! Invece, tu credi di valere più di lui, anche perché tutto ciò che hai fatto, lo hai fatto con le tue forze: non hai avuto la vita facile che ha avuto lui!
Il Ministro della Giustizia
Appartieni alla nobiltà di Toga: tuo padre, famoso avvocato, si è così arricchito che ha comprato il titolo di Barone. Anche tu hai seguito le orme di tuo padre, hai studiato legge e alla fine sei diventato un giudice. Oggi sei il più giovane ministro dello stato di Absolutia.
Cosa pensi degli illuministi
Ti piacciono molto le loro idee, soprattutto l’idea che non dovrebbero esistere privilegi di nascita: i nobili di Spada si vantano di avere una dinastia antica, ma in fondo non hanno fatto nulla per possedere tante ricchezze. La nobiltà di Toga invece si è sudata il proprio posto nella società.
L’unico degli illuministi che ti preoccupa è Beccaria, perché le sue idee sulla giustizia, per quanto belle, manderebbero in crisi il tuo lavoro. Lui parla di abolire la pena di morte, ma non si rende conto del problema che questo stato deve combattere ogni giorno: le carceri sono strapiene! I criminali sono così tanti, che se si dovessero tenere in prigione anche i peggiori assassini non si saprebbe dove metterli!
Inoltre, mettere degli assassini spietati insieme a criminali che non hanno mai ucciso, ma hanno commesso solo crimini minori, potrebbe essere un rischio per la loro sicurezza. Nessuno vuole dormire accanto ad un pericoloso omicida!
Rapporti con gli altri personaggi
• Ti sono un po’ antipatici i due ministri della nobiltà di Spada, quello della Guerra e quello dell’Interno. Si danno troppe arie, in particolare quello della Guerra, che è un superbo.
• Sei molto arrabbiato con il Ministro del Tesoro, perché ha impedito che si stanziassero i soldi per un tuo progetto di ingrandimento del tribunale: ha detto che voi uomini di legge di soldi ne vedete anche troppi... e questa cosa ti ha offeso.
• Con gli altri ministri hai un buon rapporto di amicizia.
Il Ministro della Guerra
Sei nobile di nascita. La tua famiglia appartiene alla nobiltà di Spada. Si racconta che il capostipite della tua famiglia fosse uno dei più fidati compagni d’armi di Carlo Magno.
Tu sei un grande stratega, comandante d’eserciti, abile sia con le armi da fuoco che con la spada.
Sei forte e leale, ma i tuoi amici dicono che hai un brutto difetto: la superbia.
Cosa pensi degli illuministi
Sei diffidente verso le idee di questi filosofi: ti sembra che vogliano distruggere la società che hai sempre conosciuto ed il sistema di governo che rispetti e servi con tutta la tua lealtà.
Hai sentito dire che due di loro, Voltaire e d’Holbach, sono dei pacifisti ed hanno parlato male dell’esercito!
Ma quello che ti fa più paura è quel Rousseau!
Pare che dica che gli uomini nascono tutti uguali e che quindi la nobiltà intera andrebbe abolita.
Questa cosa è assurda! Che i nobili abbiano dei privilegi non è una cosa sbagliata: se hanno un titolo importante, è perché i loro antenati si sono coperti di gloria in battaglia, e quindi è giusto che siano stati premiati dando qualche vantaggio alle loro famiglie e ai loro discendenti. Se qualcuno compie qualcosa di importante, è forse sbagliato che riceva un premio?
Inoltre, anche se i nobili possiedono tante ricchezze e conducono una vita più agiata degli altri, devono anche sobbarcarsi delle grosse responsabilità! Voi ministri, per esempio, dovete ogni giorno prendere decisioni cruciali per lo stato, e questo a volte è duro e difficile! Se sbagliate, siete voi che ne pagate le conseguenze!
Per assumere questi ruoli, è necessario essere colti, sapere le buone maniere, saper parlare con capi di stato esteri, conoscere tantissime cose. E questo sarebbe impossibile senza avere alle spalle una famiglia ricca, che può trasmetterti una buona cultura e una buona educazione, aiutarti ed appoggiarti...
Se non ci fosse più la nobiltà, a chi affideremmo i ruoli di governo? Forse ai contadini, che non sanno nemmeno scrivere il proprio nome?
Rapporti con gli altri personaggi
• Sei fedele e leale al Re. Per lui sei pronto a morire.
• Il Ministro dell’Interno è tuo cugino. Vi stimate e vi volete molto bene.
• Rispetti e stimi il Cardinale, consigliere del Re.
• Invece non ti piacciono molto il Ministro della Cultura, il Ministro della Giustizia, il Ministro delle Poste e della Stampa e il Ministro del Tesoro. Non ti hanno fatto nulla di male e non ti sono antipatici, ma sono tutti e quattro di nobiltà di Toga, e tu non capisci perché il Re abbia affidato ben quattro ministeri a persone che non sono “veri nobili”, dato che il titolo nobiliare se lo sono comprato!
Il Ministro della Stampa
e delle Poste
Appartieni alla nobiltà di Toga. Tuo padre si è arricchito col commercio del cacao e del caffè dall’America: possiede una grande compagnia commerciale. Tuo padre, siccome tiene molto all’istruzione, ha pagato gli studi anche al tuo carissimo cugino, che è diventato Ministro della Cultura.
Cosa pensi degli illuministi
Sono molto pericolosi, e sono anche irrispettosi.
In Francia hanno fatto stampare un sacco di libri senza autorizzazione, e tu non vuoi che questo accada anche nel tuo regno!
Devi contrastare la proposta di d’Holbach: lui vuole togliere ogni tipo di censura per permettere la libertà di stampa e di pensiero. Ma secondo te è una cosa pericolosissima!
Se ognuno potrà dire quel che gli pare, si finirà col poter offendere liberamente chiunque!
Inoltre, se non c’è controllo sulla stampa, si potranno pubblicare anche cose false, e nessuno potrà sapere se sono attendibili o no. Sarebbe un bel pasticcio andare a comprare un libro per studiare un argomento, e scoprire che in realtà ci sono dentro un sacco di menzogne!
Rapporti con gli altri personaggi
• Il Ministro della Cultura è tuo cugino e vi volete molto bene.
• Non sopporti assolutamente il Cardinale perché vuole sempre mettere il naso nel tuo lavoro: pensa di essere solo lui ad avere il diritto di dire quali sono i libri da censurare e ti comanda a bacchetta. Tu vorresti tanto potergli dire di farsi gli affari suoi, ma non puoi, perché lui è il consigliere del re, e perché altrimenti ti metteresti contro l’autorità della Chiesa.
Il Ministro dell’Interno
Sei nobile di nascita. La tua famiglia appartiene alla nobiltà di Spada.
Sei famoso per la tua furbizia e per la tua capacità di risolvere tutte le situazioni politiche più complicate.
Sei fedele al Re, ma pensi che a volte non sappia prendere le decisioni giuste, e che lo stato sarebbe migliore se il sovrano desse più ascolto a te, invece di ascoltare il suo consigliere più fidato: il Cardinale.
Cosa pensi degli illuministi
Le loro idee rivoluzionarie potrebbero cambiare lo stato in meglio... Ma se lo cambiassero in peggio? Li ammiri per la loro cultura e intelligenza, ma hai dei dubbi su di loro... Non sai se ci si può fidare...
Apprezzi alcuni di loro: per esempio ti piace Diderot, perché sei d’accordo con lui sul fatto che bisogna diffondere la cultura; l’ignoranza non fa bene ad uno stato. Tu sei un uomo intelligente, e pensi, come lui, che l’intelligenza vada sfruttata, altrimenti è uno spreco.
Invece sei completamente contrario alle idee di Montesquieu: lui sostiene che il popolo debba partecipare alla politica, e che si debba addirittura istituire un parlamento... Ma, non essendo mai stato in politica, lui non si rende conto delle conseguenze di quello che dice! Voi ministri siete un gruppo di 7 persone soltanto: eppure, spesso è difficile mettersi d’accordo sulle decisioni, e il Re tante volte finisce per decidere senza ascoltarvi. Non osi immaginare cosa succederebbe se, per approvare una legge, si dovesse anche passare da un parlamento di centinaia di persone! Non si deciderebbe più niente!
Inoltre, il popolo è ancora troppo ignorante, troppo poco istruito per governare: prenderebbe decisioni inconsapevoli e porterebbe lo stato in rovina.
Rapporti con gli altri personaggi
• Sei fedele al Re, però di lui pensi che sia un uomo molto forte ma poco furbo.
• Il Ministro della Guerra è tuo cugino. Vi stimate e vi volete molto bene.
• Sei geloso del Cardinale, consigliere del Re: sembra che il Re si fidi più di lui che di te, ma in realtà tu sei molto più intelligente e gli daresti consigli migliori.
• Non ti piacciono molto il Ministro della Cultura, il Ministro della Giustizia, il Ministro delle Poste e della Stampa e il Ministro del Tesoro. Non ti hanno fatto nulla di male e non ti sono antipatici, ma sono tutti e quattro di nobiltà di Toga, e tu non capisci perché il Re abbia affidato ben quattro ministeri a persone che non sono “veri nobili”, dato che il titolo nobiliare se lo sono comprato!
Il Ministro del Tesoro
Sei un nobile di Toga. La tua famiglia possiede banche da sempre, e alla fine si è comprata il titolo.
Tu fin da piccolo hai imparato come funziona l’economia: forse non sarai saggio, forse non sei un grande studioso... ma, a differenza degli altri, tu sai come va il mondo... e sai benissimo che, purtroppo, il mondo gira solo intorno ad una cosa: i soldi!
Cosa pensi degli illuministi
Avranno anche tante belle idee, ma non hanno capito nulla della vita! Per fare le cose, ci vuole prima di tutto tanto denaro... e il regno non ce l’ha!
Il regno è in crisi, troppa poca gente paga le tasse, ci sono state delle guerre e sono stati spesi molti soldi in armamenti. Inoltre c’è carestia. La gente muore di fame.
Diderot pensa che si debbano aprire scuole per tutti: e con cosa pensa di pagare gli insegnanti?
Beccaria vuole togliere la pena di morte... così ci sarà il doppio di persone nelle carceri: con cosa li manteniamo?
Insomma, a te sembra che questi illuministi facciano dei progetti senza pensare prima a come si poterli realizzare, e soprattutto con quali soldi.
Quello che ti sembra più pazzo è d’Alembert: con la crisi che c’è, vorrebbe alzare gli stipendi degli artigiani e pagarli come si pagherebbe un avvocato o un professore. Ma non si rende conto che in questo modo il regno finisce in bancarotta?
Rapporti con gli altri personaggi
• Vai d’accordo quasi con tutti, anche se i due ministri di nobiltà di Spada, quello della Guerra e quello degli Interni, si danno un po’ troppe arie e si sentono superiori a voi.
• Il Ministro della Giustizia ce l’ha con te: tu non hai voluto fargli avere un finanziamento per allargare il tribunale, perché in quel momento c’erano cose più importanti da fare, e lui se l’è presa ingiustamente con te. Tu però non sei arrabbiato con lui.
• L’unico che proprio non sopporti è il Ministro della Cultura, che si crede chissà chi, solo perché è un famoso filosofo ed ha pubblicato dei libri! Per combinare qualcosa nella vita non basta avere tante idee in testa, bisogna anche essere pratici e concreti.
Cesare Beccaria
Sei un filosofo italiano, nato a Milano. Sei di famiglia nobile, infatti hai il titolo di Marchese.
Insieme ai tuoi migliori amici, i fratelli Alessandro e Pietro Verri, hai fondato un gruppo di nome “Accademia dei pugni”. Scrivete insieme anche una rivista, “Il caffè”.
La vostra idea è che bisogna educare le persone fin da piccole alla legalità e al rispetto delle regole, perché in questo modo si prevengono i peggiori delitti.
Siccome il tuo amico Alessandro ti ha fatto riflettere su quanto siano terribili le condizioni dei carcerati a Milano, hai cominciato ad occuparti della situazione della giustizia.
Hai riflettuto molto sulle pene che vengono date ai criminali e sei arrivato a capire che la pena di morte e la tortura sono sbagliate, ingiuste e non servono nemmeno a nulla.
Hai pubblicato un libro su questo, che si intitola Dei delitti e delle pene, ma la chiesa l’ha fatto mettere nell’Indice dei libri proibiti.
Tu pensi che:
Non si può privare un uomo della vita, anche se ha sbagliato. Lo stato non può applicare la legge “occhio per occhio, dente per dente”.
Lo scopo di uno stato è il benessere di tutti, e quindi non deve uccidere chi ha sbagliato, ma punirlo, fargli capire il suo errore e farlo cambiare.
Secondo te la pena di morte non solo è crudele, ma non serve neppure a dissuadere gli uomini dal commettere delitti. Infatti, quando le persone assistono ad una condanna a morte, invece di pensare che questo è il loro destino se commettono un crimine, provano quasi pena per il criminale.
Secondo te, la maniera giusta di punire è attraverso il lavoro.
Chi commette un reato deve essere incarcerato e obbligato a lavorare per pagare il suo mantenimento e ripagare la società del danno che ha fatto.
In questo modo, anche le persone che vedono il criminale condannato a lavorare duramente e lo hanno ogni giorno sotto gli occhi, saranno dissuase dal commettere un crimine.
In questo paese è sbagliato che:
Esista ancora la pena di morte.
La legge che vuoi proporre al re è:
Eliminare la condanna a morte e trasformarla in ergastolo con obbligo di lavorare.
Cosa potrebbero obiettarti:
Le carceri sono troppo piene.
Cosa puoi rispondere:
I criminali lavoreranno gratis, e con il ricavato si potranno costruire altre carceri dove tenerli.
Rapporti con gli altri personaggi:
Non conosci quasi nessuno di persona, perché tu sei italiano e gli altri quasi tutti francesi.
L’unico che hai incontrato una volta è d’Holbach, che ti ha invitato una volta a casa sua, ma non siete in confidenza.
Però Voltaire, un filosofo di cui hai letto i libri, ha scritto delle cose bellissime sulla tua opera Dei delitti e delle pene, e quindi desideri tanto incontrarlo!
Anche di Montesquieu hai letto i libri e ne hai sentito molto parlare.
Jean-Baptiste le Rond d’Alembert
Sei nato a Parigi. Sei un famoso matematico e fisico, ma ami anche la filosofia e hai scritto sull’Enciclopedia.
La tua infanzia è stata difficile: i tuoi genitori, un generale e una nobildonna, si amavano di nascosto. Tua mamma ti mise al mondo, ma tuo padre non poteva sposarla, così lei fu costretta ad abbandonarti in una chiesa. Per fortuna una brava famiglia ti adottò e il tuo vero padre, anche se non poteva ammettere pubblicamente che eri suo figlio, vegliava su di te di nascosto e pagò tutti i tuoi studi.
Sei diventato quasi subito famoso per la tua bravura in matematica e fisica. Poi hai fatto amicizia con Denis Diderot, che ti ha chiesto se volevi lavorare con lui per il progetto di scrivere l’Enciclopedia.
Tu hai accettato, e siccome tu e Diderot siete diventati molto amici, lui ti ha fatto scrivere la parte più importante, cioè l’articolo iniziale che presenta tutta l’opera.
Però, dopo che il governo ha cominciato a censurare l’Enciclopedia e a perseguitarvi, hai preferito smettere di scrivere lì e dedicarti alla tua amata matematica.
Tu pensi che:
Bisogna riconoscere ad ogni cittadino la sua dignità, e per fare questo bisogna capire che TUTTE LE FORME DI CONOSCENZA SONO UGUALMENTE IMPORTANTI.
Saper costruire bene una casa, o saper stampare un libro, saper cucire un bellissimo vestito sono cose importanti come conoscere la letteratura, conoscere la matematica e conoscere la medicina.
Tutte le materie sono ugualmente importanti e quindi anche tutti i lavori sono ugualmente utili alla società: non è giusto pensare che costruire bene un palazzo valga meno che diventare professore.
Per far progredire una società c’è bisogno sia dello scienziato che dell’artigiano o del cuoco: tutti i mestieri sono necessari a costruire una società che funzioni bene.
Tu e Diderot siete sempre stati d’accordo su questo, infatti nell’enciclopedia avete voluto descrivere tutti i mestieri che fino ad ora nessuno considerava importanti: avete parlato di tutte le forme di artigianato che conoscevate, e siete anche andati nelle botteghe a intervistare gli artigiani.
Inoltre avete voluto disegnare i macchinari usati dagli artigiani, o i sistemi per fare le cose, in modo che tutti potessero capirli.
In questo stato è sbagliato che:
Le persone che hanno studiato hanno gli stipendi migliori e una considerazione più alta. Le persone che invece hanno fatto un lungo apprendistato in una bottega ed hanno imparato a svolgere un mestiere meglio di chiunque altro, sono comunque considerate solo degli artigiani ed hanno stipendi più bassi ed una considerazione minore.
Questo succede anche perché spesso sono solo i nobili che possono permettersi di studiare, mentre le persone comuni devono andare fin da giovani a imparare un mestiere.
In questo modo i ricchi resteranno sempre ricchi, e i poveri resteranno sempre poveri.
La legge che vuoi proporre al re è:
Alzare gli stipendi di chi svolge mestieri pratici e manuali, perché abbiano la stessa dignità di chi svolge mestieri intellettuali.
Cosa potrebbero obiettarti:
Non ci sono i soldi perché il regno è in crisi economica.
Cosa puoi rispondere:
I soldi ci sarebbero se anche la Chiesa e i nobili pagassero le tasse.
Rapporti con gli altri personaggi:
Sei molto amico di Diderot, anche se lui ce l’ha un po’ con te dopo che ti sei tirato indietro dall’Enciclopedia per timore della censura.
Sei amico anche di Rousseau e di d’Holbach perché avete lavorato all’Enciclopedia insieme e perché sei stato alle feste nel salotto di d’Holbach.
Conosci anche Voltaire e Montesquieu perché hanno collaborato all’Enciclopedia, ma non sei molto in confidenza.
Paul-Henri Thiry, Barone d’Holbach
Sei nato in un paesino della Germania e appartieni ad una famiglia non molto ricca, di piccola borghesia. Tuo zio materno, però, da giovane era emigrato in Francia ed aveva fatto fortuna: era diventato così ricco da entrare nella nobiltà di Toga, comprandosi il titolo di “Barone d’Holbach”. Lui non aveva figli, e quindi, alla sua morte, ha deciso di lasciare a te la sua fortuna e anche il titolo nobiliare. Così ti sei trasferito in Francia, dove ti sei trovato bene e sei rimasto tutta la vita.
A Parigi hai conosciuto Denis Diderot, che stava lavorando a una grande opera, l’Enciclopedia: è diventato subito il tuo migliore amico ed hai cominciato a lavorare a questa opera insieme a lui. Sei stato l’unico che non lo ha mai abbandonato quando la censura ha cominciato a perseguitarvi e ad impedirvi di finire l’opera: insieme vi siete battuti contro tutte le difficoltà.
Tu disprezzi la censura, perché per te è assurdo che qualcuno non sia libero di esprimere ciò che pensa. Così, hai deciso di stampare le tue opere e quelle dei tuoi amici clandestinamente: pubblichi i testi anonimi o con pseudonimi, con falsa indicazione di tempo e luogo di edizione. Oppure, facendoti aiutare da tuo fratello minore, che vive vicino al confine coi Paesi Bassi, fai stampare le opere all’estero, dove c’è più libertà di stampa, e poi le fai rientrare in Francia.
Inoltre il salotto di casa tua è diventato un punto di incontro di tutti gli illuministi: nel tuo salotto si può parlare in modo sicuro anche di argomenti molto rivoluzionari e scottanti.
Tu pensi che:
Ognuno deve essere libero di dire ciò che pensa.
Anche se il re non è d’accordo con un pensiero, o se la Chiesa non approva certe idee, non è giusto impedire di diffonderle, perché solo discutendo e ragionando sulle cose uno stato cresce e diventa migliore.
Se la censura impedisce ai libri di circolare, le persone resteranno sempre ignoranti, perché la cultura cresce solo se si sentono TANTE IDEE DIVERSE, non un’idea sola.
La cultura nasce dal CONFRONTO con le diversità: se non si accettano i pensieri diversi, si rimane solo dei somari con la testa ristretta!
In questo stato è sbagliato che:
Esista la censura, che può impedire di pubblicare un libro, oppure far sparire dal commercio un libro che è già stato pubblicato.
Non solo: se una persona esprime in pubblico idee che vanno contro lo stato delle cose, o che offendono il re e la religione, può essere presa e messa in prigione. Si finisce in prigione anche se si pubblica di nascosto un libro che la censura non aveva approvato, oppure se vieni trovato con in casa un libro censurato.
La legge che vuoi proporre al re è:
Abolire la censura.
Cosa potrebbero obiettarti:
• Se non c’è controllo sulla stampa, allora si potranno pubblicare anche cose false, e nessuno potrà sapere se sono attendibili o no.
• Inoltre, si potrebbero offendere gli altri liberamente.
Cosa puoi rispondere:
• Se tutti sono liberi da parlare dicendo quello che pensano, la verità uscirà dal confronto delle diverse opinioni.
• “Offendere” e “dire quello che pensi” non sono la stessa cosa: non stai dicendo che vuoi dare la libertà di ferire liberamente gli altri! Si può dire che una persona sta sbagliando, senza offenderla e dire cose aggressive su di lei.
Rapporti con gli altri personaggi:
Diderot è il tuo migliore amico, viene sempre alle tue feste ed è spesso a casa tua.
Conosci molto bene anche Rousseau e d’Alembert perché vengono alle tue feste e perché avete lavorato insieme all’Enciclopedia.
Conosci anche Cesare Beccaria perché una volta lo hai invitato a casa tua, ma non siete in confidenza, siete solo conoscenti.
Hai conosciuto Montesquieu e Voltaire mentre lavoravate all’Enciclopedia. Ammiri moltissimo quest’ultimo per una frase che ha detto: “Non la penso come te, ma sono pronto a farmi uccidere perché tu possa esprimere le tue idee”.
Denis Diderot
Sei un filosofo francese. Sei di una famiglia abbastanza ricca, ma non sei nobile. Hai studiato molto e hai fatto molti mestieri, tra cui soprattutto il precettore.
Sei un uomo vivace, spiritoso e intelligente. Ami tutte le materie, dalla letteratura, all’arte, alla matematica, alle scienze alla filosofia. Ti piace moltissimo il teatro ed hai anche recitato in alcune compagnie e scritto copioni.
Hai idee molto rivoluzionarie, ad esempio sei contro il troppo potere della Chiesa e vorresti che tutti potessero esprimere liberamente le proprie idee: per questo tuo modo di pensare, ti è capitato anche di essere sbattuto un paio di mesi in prigione, dove, per fortuna, non ti hanno trattato troppo male!
Sei famoso per una grande impresa: la realizzazione della prima enciclopedia al mondo! È un enorme libro con notizie in ordine alfabetico su migliaia di argomenti possibili. Per fare questa opera hai chiamato moltissimi collaboratori esperti in materie diverse, tra cui i tuoi tre grandi amici, Jean-Baptiste d’Alembert, Jean-Jacques Rousseau e Paul Henri d’Holbach (il tuo migliore amico). Ci hai messo anche tante illustrazioni perché la gente più semplice possa capire e imparare.
Tu pensi che:
Tutti gli uomini possiedono un dono: l’intelligenza.
Con l’intelligenza si può fare di tutto: è come un lume che guida la vita.
Tutti hanno l’intelligenza, ma c’è un problema: non tutti sanno usarla. Infatti, per usare bene questo dono, bisogna studiare ed imparare.
Spesso i potenti non vogliono insegnare ai più poveri ad usare l’intelligenza, perché così possono sfruttarli meglio e raggirarli.
Tu perciò pensi che per essere UOMINI LIBERI bisogna studiare e imparare a servirsi del cervello, altrimenti ci sarà sempre qualcuno che può imbrogliarti, sottometterti, fregarti.
Il tuo sogno è FAR ARRIVARE LA CULTURA A PIÙ GENTE POSSIBILE. Vuoi insegnare a tutti a sfruttare il dono dell’intelligenza.
In questo paese è sbagliato che:
I figli dei ricchi paghino istruttori privati che vanno ad insegnare ai ragazzi nei loro palazzi. I figli dei poveri vanno a lavorare nelle botteghe artigiane o nei campi.
La legge che vuoi proporre al re è:
Istituire delle scuole pubbliche.
Cosa potrebbero obiettarti:
I figli dei contadini non andranno comunque a scuola, perché devono lavorare coi loro genitori.
Cosa puoi rispondere:
Magari non tutti ci andranno, e non tutti i giorni, ma quelli che cominceranno ad andarci capiranno che saper fare due conti li può aiutare nel lavoro, per esempio per sapere quanta frutta o verdura si è raccolto. E magari, col tempo, sapere qualcosa in più potrà permettergli di non fare il contadino tutta la vita.
Rapporti con gli altri personaggi:
Sei molto amico di Rousseau e d’Alembert, perché sono due bravissimi collaboratori. Però sei un po’ arrabbiato con d’Alembert perché, per paura della censura, da un po’ di tempo ha smesso di scrivere sull’Enciclopedia e si è dedicato solo alla sua amata matematica. D’Holbach è il tuo migliore amico: quando la censura vi perseguita lui non ti abbandona mai. Andate d’accordo su tutto. Sei spesso a casa sua; nel suo salotto si fanno feste ma si discute anche di argomenti scottanti. Montesquieu e Voltaire li ammiri tantissimo! Hanno collaborato all’Enciclopedia con un piccolo contributo e ne sei stato felicissimo. Beccaria non lo conosci, ma siccome il tuo migliore amico una volta lo ha invitato a casa sua, deve essere una persona di cui ci si può fidare.
Charles-Louis de Secondat, Barone di Montesquieu
Sei un francese appartenente alla nobiltà di Toga. Hai fatto studi giuridici, e da giovanissimo eri già impegnato in politica.
Ti piace scrivere in modo ironico: fai finta di scrivere cose serie ed in realtà stai prendendo in giro o criticando qualcuno o qualcosa (cioè ti piace fare SATIRA). Con le tue opere sei diventato famoso molto in fretta, ma i tuoi scritti sono anche stati molto criticati per i loro contenuti rivoluzionari (per esempio, hai criticato molto l’assolutismo).
Hai viaggiato molto in tutta Europa, studiando come si governa nei vari paesi. Ti piace viaggiare perché credi che tutte le culture del mondo siano belle e importanti, e che per diventare saggi bisogna conoscere il mondo.
Il paese che preferisci è l’Inghilterra, infatti ci hai vissuto per un anno ed hai capito quanto è importante in uno stato il ruolo di un Parlamento.
Così hai scritto un libro, Lo spirito delle leggi, in cui spieghi che il potere deve essere diviso in tre: legislativo, esecutivo e giudiziario. Per paura della censura, hai pubblicato il libro anonimo, a Ginevra.
Purtroppo, proprio come temevi, il tuo libro è subito stato inserito nell’Indice dei libri proibiti.
Tu pensi che:
Una persona, anche se fosse la più saggia al mondo, può sbagliare.
Inoltre, una persona, se ha il potere tutto per sé, può approfittarsene.
Se il potere viene diviso tra più persone, si risolvono entrambi i problemi, infatti:
• se una persona sbaglia, le altre possono correggerla;
• se una persona cerca di approfittarsi del potere per ottenere dei privilegi in più rispetto agli altri, gli altri possono impedirglielo.
In uno stato assoluto, c’è il rischio che il re non venga mai controllato da nessuno e che quindi commetta degli errori, oppure che faccia tutte le leggi a suo vantaggio o a vantaggio di amici e parenti.
La tua idea è che il potere dovrebbe essere diviso in tre parti:
• Potere ESECUTIVO, cioè quello di comandare e accertarsi che tutti obbediscano alle leggi: lo vorresti dare al RE.
• Potere GIUDIZIARIO, cioè quello di giudicare e condannare chi trasgredisce le leggi: lo vorresti dare a dei GIUDICI.
• Potere LEGISLATIVO, cioè quello di fare le leggi: lo vorresti dare a un PARLAMENTO eletto dai cittadini.
In questo stato è sbagliato che:
Il sovrano sia “assoluto”, cioè “sciolto dalle leggi”. In questo modo, anche se le sue leggi sono crudeli o sbagliate, lui non le subisce.
Inoltre comanda da solo, quindi, se sbaglia, nessuno lo corregge.
Ha dei ministri, ma contano solo come consiglieri e il re può anche non ascoltarli.
I cittadini sono completamente esclusi dalla vita politica.
La legge che vuoi proporre al re è:
Trasformare la monarchia assoluta in monarchia costituzionale, facendo eleggere dai cittadini un parlamento che avrà il potere legislativo.
Cosa potrebbero obiettarti:
Con un parlamento, ci vorrà troppo tempo per fare le leggi.
Cosa puoi rispondere:
Anche se ci vorrà più tempo, poi saremo più sicuri che quelle leggi sono giuste, perché sono state discusse da più persone, e non solo da un re e pochi ministri.
Inoltre, avere il parlamento che controlla, impedisce che un Re faccia leggi solo a suo vantaggio.
Rapporti con gli altri personaggi:
Sei il più anziano degli illuministi, il più saggio e quello che ha un po’ aperto la strada a tutti.
Conosci tutti gli altri perché hai collaborato all’Enciclopedia.
Con Voltaire in particolare condividi in modo forte il COSMOPOLITISMO e l’amore per tutte le culture.
Pensi che alla fine, qualunque legge il sovrano approverà, tu ne sarai contento perché sarà comunque un progresso per tutti.
L’unico che non hai mai incontrato di persona è Beccaria.
Jean-Jacques Rousseau
Sei nato a Ginevra, da una famiglia piuttosto umile. Tuo babbo faceva l’orologiaio. Tua mamma, purtroppo, morì dandoti alla luce, ma tuo padre ti ha cresciuto ed educato bene.
Amavi studiare, in particolare la musica e la filosofia, e, dopo aver viaggiato un po’ per l’Europa, ti sei trasferito a Parigi, dove c’era un ambiente più vivace dal punto di vista culturale.
A Parigi sei diventato molto amico di Diderot, che ti ha chiesto se volevi occuparti degli articoli di musica della sua Enciclopedia. Tu hai accettato.
Ma poco dopo Diderot è stato arrestato per aver scritto cose che non erano piaciute alla censura. Tu sei andato a trovarlo in prigione, e, mentre andavi lì, hai letto sui giornale il bando di un concorso filosofico. Diderot ti ha incoraggiato tantissimo a partecipare: tu hai scritto il tuo testo ed hai vinto!
Questa vittoria è stata l’inizio del tuo successo: infatti poco dopo hai scritto le tue due opere più importanti: “Discorso sulle origini della disuguaglianza tra gli uomini” e “Il contratto sociale”.
Tu pensi che:
Gli uomini sono nati TUTTI UGUALI e CON GLI STESSI DIRITTI.
La persona che per prima, nell’antichità, ha messo un recinto ad un pezzo di terra ed ha detto: “Questo è mio” ha commesso un’ingiustizia e ha dato il via alle disuguaglianze.
Da allora in poi, chi riusciva a possedere di più e ad essere più ricco ha cominciato ad opprimere il povero, e ad inventarsi storie false dicendo di essere superiore per nascita.
Oggi i nobili dicono di essere superiori agli altri solo per “volere di Dio”, ma questa è una favola creata per ingannare i poveri, che, non essendo istruiti, credono a tutto.
Nessuno può essere superiore per volere di Dio, perché Dio ci ha fatti tutti uguali.
Nemmeno il re è sul trono per “volere di dio”, ma solo perché gli uomini ce l’hanno messo.
Anzi, in una società veramente giusta, non dovrebbe esserci nemmeno un re, ma dovrebbe esserci una repubblica democratica dove il potere appartiene a tutti.
In questo stato è sbagliato che:
I nobili, solo perché hanno titoli di Barone, Duca, Conte o Marchese, pensino di contare più degli altri e godono di privilegi: per esempio non pagano le tasse, oppure, se commettono un crimine, vengono giudicati da un tribunale di nobili come loro.
Inoltre un ragazzo non nobile non può sposare una nobile.
Se un povero offende un nobile viene subito condannato, ma se un nobile fa del male a un povero non gli viene fatto niente.
Inoltre i contadini non possiedono i campi, ma lavorano nei campi dei nobili, quindi devono dare loro buona parte del raccolto per pagare “l’affitto” del campo.
La legge che vuoi proporre al re è:
Abolire tutti i privilegi della nobiltà, perché gli uomini devono avere tutti gli stessi diritti.
Cosa potrebbero obiettarti:
I nobili hanno più privilegi ma hanno anche più responsabilità e compiti più difficili.
Cosa puoi rispondere:
Non è vero. Al giorno d’oggi i compiti più difficili li stanno svolgendo i borghesi: infatti si vede bene che quattro ministri del re appartengono alla nobiltà di Toga, quindi provengono dalla borghesia.
Inoltre, i nobili, anche quando comandano in battaglia, non corrono veri pericoli: quelli che muoiono sul campo sono sempre i soldati, cioè borghesi e contadini.
Rapporti con gli altri personaggi:
Sei amico di tutti gli altri illuministi perché avete tutti collaborato all’Enciclopedia: l’unico che non hai mai incontrato è Beccaria.
Di Diderot sei particolarmente amico perché ti incoraggia sempre.
François-Marie Arouet, detto “VOLTAIRE”
Sei il più famoso dei filosofi illuministi, ed anche quello che ha scritto di più. Sei autore di romanzi, autore di teatro e di fiabe per bambini, poeta, storico, hai scritto saggi e articoli per l’Enciclopedia.
Sei nato a Parigi da una famiglia di ricca borghesia. Non hai un buon rapporto con tuo padre, primo perché non apprezza la tua vocazione poetica, secondo perché non gli piace la gente troppo liberale e piena di idee rivoluzionarie che tu frequenti, e infine perché, da ragazzo, voleva costringerti a fare l’avvocato, o il notaio come lui. Tu hai sempre contestato il fatto che i padri possano imporre ai figli la loro volontà, e pensi che sia sbagliato sottomettersi sempre a autorità costituite senza metterle in discussione.
Da giovane hai studiato dai Gesuiti, e ti sei fatto questa idea: li ammiri perché sono colti e conoscono bene la religione che professano, ma non li condividi perché tu non credi che esistano un dio cristiano, un dio musulmano, ecc… Tu credi che Dio sia uno solo: sono gli uomini che, sbagliando, gli hanno dato nomi diversi e si sono divisi in tante diverse forme di religiosità. Tu pensi invece che Dio ci vorrebbe tutti uniti, e che non voglia che si facciano guerre in suo nome.
Pensi che tutti gli uomini siano uguali e ami tutti i popoli (cosmopolitismo). Sei una persona molto pacifica, ami tutte le persone, sei generoso e disprezzi la guerra.
Pensi che le persone abbiano diritto ad esprimere le proprie idee, quindi non è giusto incarcerarle o mettere all’Indice i loro libri quando vanno contro il re o contro la religione: infatti sei famoso per aver detto questa frase: “Non sono d’accordo con te, ma sono pronto a morire perché tu possa esprimere liberamente le tue idee”.
Ti piace scrivere in modo ironico: fai finta di scrivere cose serie ed in realtà stai prendendo in giro o criticando qualcuno o qualcosa (cioè fai satira).
Hai scritto molte cose che non piacevano ai sovrani e alla Chiesa, e così sei stato messo in carcere parecchie volte. Alla fine hai deciso di scappare in Inghilterra, dove c’è più libertà.
Tu pensi che:
Dio è uno solo, e le varie religioni sono state inventate dagli uomini. Siccome esiste un solo Dio, che ama tutti ed è fonte solo di amore, tutte le guerre in nome della religione sono sbagliate.
È sbagliatissimo perseguitare, esiliare o torturare chi ha una religione diversa: secondo te ognuno ha diritto di professare la fede che vuole, tanto alla fine il vero Dio è uno, ed è un Dio di pace e tolleranza.
Pensi che tutte le guerre che sono state fatte tra cattolici e protestanti siano una cosa di cui vergognarsi, perché non sono state fatte per amore di Dio, ma solo per avere più potere.
Pensi che sia bruttissimo condannare qualcuno solo perché la pensa diversamente da te.
In questo stato è sbagliato che:
La religione ufficiale sia quella scelta dal re, e tutte le altre religioni sono perseguitate. Chi professa una fede diversa è costretto a fingere, oppure a scappare in un altro paese.
La legge che vuoi proporre al re è:
Libertà di religione per tutti.
Cosa potrebbero obiettarti:
Potrebbero dirti che, se ci sono più religioni nello stesso stato, il popolo è diviso, e si possono rischiare guerre civili come successe in Francia e Germania.
Cosa puoi rispondere:
Le guerre di religione scoppiano quando una delle religioni viene perseguitata: se tutte hanno la stessa libertà e gli stessi diritti, non c’è motivo che i fedeli si facciano guerra, perché nessuno avrà invidia per l’altro.
Inoltre, spesso le guerre di religione non scoppiano per motivi veramente “religiosi”, ma per motivi politici ed economici nascosti dietro la facciata della religione. Per esempio, i principi tedeschi non seguirono Lutero per fede, ma solo perché erano ostili ai vescovi cattolici che possedevano terre in Germania.
Se diamo la libertà di religione a tutti, nessuno potrà più usare la fede come scusa per liti politiche.
Rapporti con gli altri personaggi:
Hai letto il libro di Beccaria, un giovane filosofo italiano, contro la pena di morte, e lo hai trovato bellissimo: sei d’accordo con tutte le sue idee, anche se non vi siete mai incontrati.
Conosci tutti gli altri illuministi perché avete collaborato tutti all’Enciclopedia.
Con d’Holbach condividi l’odio per la censura. Entrambi pensate che tutti devono essere liberi di esprimere le proprie idee.
Con Montesquieu condividi in modo forte il COSMOPOLITISMO e l’amore per tutte le culture.
Pensi che l’Illuminismo debba servire per migliorare gli stati, quindi, qualunque legge il sovrano approverà, ne sarai felice.
TU SEI:
Il mecenate di Diderot
Sei un giovane nobile che presenterà Denis Diderot a corte.
Conosci Diderot perché lui ti dà lezioni private. Lo ammiri perché ha uno scopo che consideri nobile: diffondere la cultura a più gente possibile.
Il tuo desiderio è che Diderot ti faccia scrivere sull’Enciclopedia, anche se sei ancora un ragazzino. Il tuo sogno infatti è diventare uno scrittore famoso.
Per questo, davanti al Re, vuoi aiutarlo a fare bella figura: magari ti ricambierà il favore lasciandoti scrivere degli articoli per lui.
Il mecenate di d’Alembert
Sei un giovane nobile che presenterà a corte Jean Baptiste le Rond d’Alembert. Lo conosci perché è il tuo insegnante di matematica.
Tu non sei bravo negli studi… anzi, sei un disastro… e studiare non ti piace! I tuoi genitori, però, ti ossessionano, perché secondo loro essere colti è la cosa più importante.
Tu, invece, sei bravissimo nel costruire cose. Sei in grado di smontare e rimontare qualsiasi oggetto, e realizzi degli splendidi modellini di case, fortezze e chiese con il legno. Da grande vorresti poter costruire torri e castelli, ma i tuoi genitori dicono che questo non è un mestiere degno di un nobile.
D’Alembert invece ti difende sempre, e dice che tu hai un grande talento, che non vale meno dell’essere bravi in matematica.
Per questo vuoi aiutarlo a fare bella figura col Re.
Il mecenatedi Rousseau
Sei il giovane nobile che presenterà a corte Jean Jacques Rousseau.
Lo hai conosciuto ad un concorso letterario, dove lui ha vinto il primo premio. Anche tu avevi partecipato, ma eri molto giovane e inesperto, così non ti sei classificato.
Hai deciso di presentare a corte Rousseau perché le sue idee ti hanno molto colpito.
Lui difende l’uguaglianza tra tutti gli uomini, e questo ti riguarda in maniera personale: infatti, sei innamorato di una ragazza, che ti ricambia, ma i vostri genitori vi hanno proibito di frequentarvi, perché tu sei nobile, mentre lei è solo la figlia di un maggiordomo. Sono ormai molti mesi che non la vedi, anche se vi scrivete lettere in segreto.
Se la proposta di Rousseau di abolire i privilegi dei nobili fosse approvata, tu e lei potreste stare insieme liberamente.
Il mecenate di Voltaire
Tu sei il nobile che presenterà Voltaire a corte.
Tu e Voltaire vi siete conosciuti nel famoso caffè Procope, dove si incontrano spesso filosofi e studiosi. Siete diventati subito amici.
Ti fidi così tanto di lui, e conosci così bene le sue idee di tolleranza che gli hai rivelato il tuo segreto: tu sei di religione protestante, ma non lo sa nessuno, perché altrimenti dovresti fuggire dal regno… e non vuoi farlo, perché sei nato qui, qui hai tutta la tua famiglia e i tuoi amici.
Voltaire sostiene che ognuno dovrebbe essere libero di professare la propria religione. Se la sua proposta di legge venisse approvata, saresti finalmente libero di essere te stesso.
L’allievo del Barone d’Holbach
Sei l’allievo di Paul-Henri Thiry, Barone d’Holbach. Lo hai conosciuto perché è amico di tuo padre, e lo ha salvato da un gran pasticcio.
Tuo padre è uno scrittore e, un giorno, ha pubblicato un articolo su un giornale, in cui ha affermato che la Chiesa predica l’umiltà e poi invece è piena di ricchezze e non vuole pagare le tasse.
Per questo è stato arrestato.
D’Holbach, che condivide le idee di tuo padre, essendo molto ricco è riuscito a pagare una guardia carceraria per far evadere tuo padre dalla prigione, e lo ha nascosto nella sua villa.
Adesso vivete a casa sua, e tu stai imparando da lui per poter diventare anche tu un filosofo illuminista.
L’allievo del barone Montesquieu
Tu sei l’allievo di Charles-Louis de Secondat, Barone di Montesquieu. Lo conosci perché vivi in casa sua: infatti tuo padre è il suo maggiordomo di fiducia.
Lui si è accorto che tu sei molto intelligente e quindi ha fatto di te il suo allievo.
Tu lo stimi molto perché, a differenza di tutti questi francesi nobili, non ti guarda dall’alto in basso solo perché sei straniero.
La tua famiglia infatti è di origini indios: la gente di qui vi guarda come se foste un popolo inferiore, invece Montesquieu ti apprezza ed è affascinato dalla tua cultura e dalle storie che tu racconti sul tuo popolo.
Oggi ti ha chiesto qualcosa che ti fa sentire molto importante: deve recarsi al cospetto del Re di un regno straniero, e vuole che sia proprio tu ad accompagnarlo.
L’allievo di Cesare Beccaria
Sei un allievo del Marchese Cesare Beccaria, perché lui è un esperto di leggi e tu da grande vuoi fare l’avvocato.
Ma in realtà hai scelto di prendere lezioni proprio da lui perché è contrario alla pena di morte… e dietro questa scelta c’è un motivo personale.
Purtroppo, infatti, tua cugina è stata accusata di aver ucciso suo marito ed è stata condannata a morte. Ma tu non sei sicuro della sua colpevolezza: anzi, non c’erano abbastanza prove per condannarla.
Tu hai saputo che grazie al libro di Beccaria, Dei delitti e delle pene, il Granduca di Toscana, Pietro Leopoldo, ha deciso di abolire la pena di morte nel suo regno.
Speri tanto che anche il Re di Absolutia prenda questa decisione, così la pena di tua cugina sarà modificata.