Didattica della storia
di Antonio Prampolini
Indice
1. Gli album come oggetti materiali
2. Gli album come luoghi della memoria
3. L’uso didattico degli album
4. Le risorse della rete: sitografia
Negli studi sulla fotografia di famiglia è fondamentale la distinzione tra gli album intesi come “oggetti materiali” e come “luoghi della memoria”1. Una distinzione che deve essere tenuta presente anche da chi, nel mondo della scuola, voglia servirsi degli album fotografici di famiglia nell’insegnamento/apprendimento della storia contemporanea. Per facilitarne l’uso didattico, di seguito ho elaborato dei quadri riassuntivi sulla loro natura/funzione e segnalato alcuni siti web open access.
Questo articolo è collegato a quello precedente (La storia della fotografia e la fotografia fonte della storia: cronologia e…

Le interviste impossibili
di Marco Mengoli
Di Giuseppe Mantovani e di come abbia recuperato, per il Gruppo Archeologico Bolognese, l’idea di riproporre come spettacolo teatrale per musei e aree archeologiche le vecchie Interviste Impossibili uscite sulla Radio RAI alla metà degli anni ’70 abbiamo già parlato qui.
Visto il successo dell’articolo precedente, Giuseppe voleva preparare un articolo dedicato all’intervista impossibile che aveva scritto direttamente lui, dedicata al personaggio storico di Vel Kaikna, “titolare” di una stele funeraria di età felsinea presente presso il Museo Civico Archeologico di Bologna. Giuseppe Mantovani è purtroppo mancato il 22 marzo 2026 e non potrà più scriverlo, e allora mi permetto di proporlo io, consapevole del fatto che lui lo avrebbe sicuramente…

Parte seconda: esempi di moduli didattici.*
di Antonio Brusa
Più che presentare un curricolo verticale (cosa che richiederà un articolo dedicato), propongo un modulo (possibilmente bimestrale), compatibile dal punto di vista delle nuove Indicazioni, ma che risponda ad alcuni portati della didattica della storia. Si tratta di uno schema puramente teorico, che in prima battuta serve per illustrare un modo di rileggere la storia da insegnare e le Indicazioni e, lavorandoci su un po’, come ispirazione per costruirne dei propri. Come riferimento prenderò la seconda bozza per le superiori (quella analizzata da Luigi Cajani nell’articolo citato nella prima parte) perché, in particolare per il medioevo, è priva di molti degli errori che funestano le Indicazioni per la scuola di base.
Questo modulo…

Parte prima: breve promemoria per insegnanti di storia non ministeriale
(seguirà la parte seconda: esempi di moduli didattici)
di Antonio Brusa
Disclaimer 1: a chi è diretto questo articolo
Se sei un docente che segue fedelmente il manuale, lo assegna da pagina x a pagina y, considera la lezione e l’interrogazione i soli momenti seri dell’insegnamento, sostiene che chi non ricorda “fatti, date e personaggi” non conosce la storia puoi risparmiarti la lettura di questo articolo. Una trascurabile esenzione, è vero. Quella significativa, però, è che ti potrai esimere dal leggere le nuove Indicazioni. E questo è un guadagno non da poco, vista la loro lunghezza. Il motivo è semplice: le Indicazioni sono state scritte proprio per te. Lo ha dichiarato Giovanni Belardelli, membro della…

di Giuseppe Losapio
L'Indire (Istituto Nazionale di Documentazione, Innovazione e Ricerca Educativa) propone sulla piattaforma FADventure, dedicata alla formazione degli insegnanti in chiave gamificata, un modulo formativo dal titolo Insegnare la Storia è un Gioco: Metodologia, Pedagogia e Simulazione Storica: cinque video-lezioni della durata di 10-15 minuti pensate per accompagnare i docenti nella riflessione sulla didattica ludica della storia.
Fig. 1: Homepage della piattaforma Indire FADventure. FonteAttirato dalla tematica e intrigato dal sistema di gamificazione, ho seguito il corso per intero - della durata di 49 minuti, escluso il test finale - con l'interesse di chi da anni porta il gioco in classe come strumento didattico. Al termine dell'esperienza ho appuntato alcune mie…



