
a cura di Enrica Dondero, Sara Rabuiti
È l’ultimo numero del “Bollettino di Clio92” (dicembre 2025), dedicato a Postcolonialismo Decolonialità, un campo di studi molto vasto, composito e trasversale; un ambito di ricerca teorica e politica che si confronta con le sopravvivenze del colonialismo non solo in ambito economico e sociale ma anche culturale, razziale ed epistemico.
Da questa prospettiva il colonialismo non è stato un evento accidentale, tragico ma ormai superato: è stato un passaggio storico necessario e costitutivo lo sviluppo del capitalismo moderno. Non riguarda perciò il passato ma l’attualità, sia per la presenza, nella nostra contemporaneità, del neocolonialismo e di un rinvigorito imperialismo, sia perché l’espansione coloniale ha plasmato economicamente,…

di Antonio Brusa
Diario di bordo, 21 gennaio 2026
Oggi partecipo al seminario sul gioco in storia e geografia organizzato dal Cidi. L'annuncio che avevo messo qualche giorno fa su questo profilo ha avuto quasi 64 mila visualizzazioni. Non mi era mai capitato. I motivi degli internauti sono tanti e diversi. Ma due cose probabilmente significa questo numero: che il gioco è diventato un qualcosa di accettato presso il grande pubblico degli insegnanti (e, credetemi, ce n'è voluto); e che il legame fra storia e geografia è “ancora” percepito come fortissimo da molti.
Ancora: perché io l'ho sentito fin dal principio del mio lavoro didattico (e sono più di quarant'anni fa). Per decenni è stata una richiesta ininterrotta dei docenti, alla quale ho cercato di rispondere, spesso con l'aiuto…

di Elina Quero
L’idea di proporre una versione tematica del gioco “Correva l’anno …” è nata nella 3AL del Liceo “Tito Livio” di Martina Franca, in occasione della “Notte della Scienza”. L’evento organizzato dalla scuola è dedicato alla figura di Ipazia, filosofa e scienziata vissuta nella seconda metà del IV secolo ad Alessandria e brutalmente uccisa da un gruppo di fanatici cristiani. Assieme alle studentesse abbiamo deciso di proporre un gioco: la scelta è caduta su “Correva l’anno …”, proposta didattica che avevo già utilizzato nella versione proposta da Giuseppe Losapio sulla rivista Novecento.org, a cui rimando per la descrizione dettagliata e le regole.
Il gioco è molto semplice: si dispone di un mazzo di carte ognuna delle quali presenta un evento sul fronte e la data…

di Salvatore Adorno
Un merito va dato alle Nuove Indicazioni: quello di aver suscitato un dibattito sull’insegnamento della storia, sui suoi contenuti (eurocentrici o meno), sui metodi (lezione sì-lezione no) e, infine, sulle finalità dell’insegnamento. Il contributo di Salvatore Adorno permetterà a tutti di strutturare al meglio una discussione che, troppo spesso, si basa su esperienze personali e sul senso comune. Questi temi, al contrario, sono oggetti di studi e dibattiti specialistici, soprattutto nei mondi anglosassone e tedesco. Ora, grazie al lavoro di Adorno, ne possiamo usufruire anche noi e, in particolare, affrontare con maggiore consapevolezza quei temi che riguardano la questione del “pensare storicamente”. In che cosa consiste, quali opinioni esistono in proposito? E che…

di Antonio Prampolini
Indice
1. Il fotogiornalismo
2. Le donne corrispondenti di guerra
2.1 Margaret Bourke White
2.2 Lee Miller
3. Due diverse visioni della guerra
Appendice: le fotografie
Grazie allo sviluppo tecnologico della fotografia (apparecchiature, modalità e tempi di ripresa, stampa, trasmissione e pubblicazione delle immagini) nei primi decenni del '900, il fotogiornalismo ha potuto seguire e raccontare, negli anni dal 1939 al 1945, gli eventi del conflitto mondiale nei numerosi e lontani fronti in cui si combatteva1.
In particolare, con l'utilizzo di macchine fotografiche compatte e leggere, come la Leica, la Contax, la Rolleiflex che utilizzavano pellicole in rullini, i fotoreporter furono in grado di riprendere i combattimenti da vicino, in prima…

di Antonio Brusa
Immagine ottenuta con ChatOnDiario di Bordo, 18 gennaio 2026
Gli storici competenziali si trovano, con la loro descrizione, in un post di Luca Malgioglio. Sono storici che non amano le date, dicono che qualsiasi contenuto va bene, che al posto della lezione occorre fare laboratori e che le conoscenze devono essere sempre scoperte dai ragazzi, altrimenti non valgono nulla. Detrattori delle nozioni, perché nozionistiche, sostengono a spada tratta le competenze. Sono figli vuoi del pensiero pragmatico ed economicista americano, vuoi di quello fascistissimo di Bottai, vuoi dell’imperversante neoliberalesimo (a scelta, tanto sono cattivi tutti e tre).
In quello stesso post, ho scoperto che io sarei tale, insieme al mio amico Luigi Cajani. È più che evidente che si tratterebbe…
di Marco Mengoli
Figura 1: il logo del Gruppo Archeologico Bolognese disegnato dal fumettista Giuseppe Camuncoli ispirandosi alla decorazione della cosiddetta “Situla della Certosa”.Le interviste impossibili
Le Interviste impossibili uscirono come programma radiofonico su Radio 2 in due stagioni, nel 1974 e nel 1975, e raccolsero 84 interviste a personaggi storici scritte da alcuni dei più importanti autori dell’epoca, come Giorgio Manganelli, Umberto Eco, Andrea Camilleri, Guido Ceronetti, Edoardo Sanguineti e Italo Calvino, che fungevano spesso anche da intervistatori, a personaggi interpretati da attori del calibro di Carmelo Bene, Adriana Asti, Milena Vukotic, Romolo Valli e Paolo Poli.
La prima puntata, l’Attila di Guido Ceronetti interpretato da Carmelo Bene, andò in onda il 1…

di Antonio Brusa
Diario di bordo, 4 gennaio 2025
“Ogni anno, all’aprirsi delle scuole, in ogni paese dell’Europa e di America, i giornali che hanno una buona tradizione, di interesse educativo, invitano gli esperti più famosi a parlare sulle loro colonne della scuola”.
Con queste parole Nazareno Padellaro provava a incuriosire il suo pubblico, alla fine della sua prolusione al corso di aggiornamento che il Ministero (allora della Pubblica Istruzione) tenne a Villa Falconieri l’11 ottobre del 1965. Padellaro (zio del giornalista che tutti conoscono) era stato un collaboratore apprezzato di Bottai, ma lo riscatteremo nella nostra memoria per aver promosso la trasmissione tv “Non è mai troppo tardi”, con Alberto Manzi. Continuava così:
“Siccome sono curioso, cerco ritagli e conservo i più…

di Luigi Cajani
Il programma di storia della riforma Valditara per il primo ciclo1 è stato bersaglio di un gran numero di critiche, che non hanno lasciato indenne nessuno dei suoi aspetti. In primo luogo, sul piano ideologico, è stato criticato il suo eurocentrismo, proclamato nel perentorio incipit: “Solo l’Occidente conosce la storia”. È stata poi criticata l’impostazione narrativa della didattica, col rifiuto esplicito del lavoro sulle fonti. Molte poi le critiche sui contenuti. Nella versione definitiva si trova ad esempio la “comparsa dell’uomo sulla terra”, invece del “processo di ominazione”, che è la definizione scientificamente rigorosa, e si trovano inutili ridondanze, come i due distinti contenuti: “la nascita e l’importanza della scrittura” e “vari tipi di scrittura”. Ed è…

di Barbara Fini
Nel gioco i ragazzi verranno posti in una situazione immaginaria in cui un sovrano, per compiacere la propria regina che nutre interesse per le teorie illuministe, inviterà i più famosi filosofi a corte perché lo consiglino nel promulgare una nuova legge.
Gli illuministi si presenteranno ciascuno con una proposta di legge, scelta in linea coi principali interessi culturali, filosofici e politici di ciascuno dei suddetti pensatori. Le proposte di legge che entreranno in gioco non riguarderanno tematiche la cui trattazione si è poi esaurita nel 1700, ma verteranno su questioni che in qualche modo restano aperte anche oggi (ad esempio la libertà di religione, la pena di morte, il diritto all'istruzione).
Il gioco i svolge dopo lo studio, anche sommario, del…

di Barbara Fini
Indice
1. Cos’è un Edu-Larp
2. Il gioco
3. I materiali
Il larp (live action role-playing – gioco di ruolo dal vivo) è un metodo ludico che può essere utilizzato come strumento educativo: in questa funzione prende il nome di edu-larp.
Si tratta di una modalità didattica di affermazione relativamente recente, la cui sperimentazione è partita dai paesi nordici, in particolare in Danimarca, e che in Italia ha cominciato ad emergere dal 2015, con i primi convegni specificamente dedicati all’argomento.
Non mi soffermerò sulle definizioni di cosa sia un larp e quanto si differenzi o si avvicini ad altre attività confinanti come il gioco di ruolo al tavolo o l’improvvisazione teatrale, né affronterò le diverse modalità con cui l’edu-larp viene usato in…

Laboratorio con le fonti iconografiche
(questo laboratorio segue l’articolo di Prampolini L'America della Grande Crisi e del New Deal nelle fotografie della collezione FSA della Library of Congress).
di Antonio Brusa, Antonio Prampolini
Indice
A. Schede per l’insegnante (numerate per il percorso didattico)
Fig.1: Copertina del libro di Hariman e Lucaites, pubblicato nel 2007 per i tipi della University Chicago Press. Da quest’opera sono tratti i brani virgolettati qui riportati. a.1 La foto iconica
“Non ha bisogno di didascalie”. È una foto che parla. Chi la guarda sa subito (o pensa di sapere) che cosa vuole comunicare. Così scrivono Robert Hariman e John Louis Lucaites, gli studiosi che per primi hanno…

*Su queste fonti HL propone a breve un laboratorio per le scuole superiori di primo e secondo grado
di Antonio Prampolini
Indice
1. La "fotografia documentaria" e il movimento per le riforme sociali
2. Il progetto fotografico di Roy Stryker e la Farm Security Administration
(FSA)
Fig.1: famiglia boema impegnata nella produzione di sigarette in un quartiere di NewYork - fotografia di Jacob Riis (1890). Fonte1. La "fotografia documentaria" e il movimento per le riforme sociali
In America (Stati Uniti), già prima degli Anni Trenta e del New Deal roosveltiano, la "fotografia documentaria" (Documentary Photography) aveva affrontato, a cavallo tra '800 e '900,…

Il linguaggio del rap per stimolare argomentazione e pensiero storico*
di Ilaria Calvano
Che cos’è il dissing
Chiedete in una classe della scuola secondaria che cosa significhi il termine “dissing”. La risposta non tarderà ad arrivare: i nostri ragazzi e le nostre ragazze conoscono bene la cultura rap, dalla quale la trap, una variante più recente dell’hip hop oggi molto popolare, ha ripreso diversi elementi.
La parola dissing deriva dall’inglese disrespecting (mancare di rispetto). Si tratta di un confronto verbale tra artisti, soprattutto attraverso le canzoni e talvolta improvvisando, il cui obiettivo è attaccare l’avversario, dimostrando la propria superiorità artistica. In sostanza, una sorta di moderna “tenzone”, i cui precedenti illustri potremmo rintracciare in quei vivi…

di Antonio Prampolini
Indice
1. Emil Otto Hoppé: uno sguardo sul mondo
3. La Germania dalla Repubblica di Weimar al Reich hitleriano
4. L’archivio ritrovato: il sito eohoppe.com
1. Emil Otto Hoppé: uno sguardo sul mondo
Emil Otto Hoppé (1878-1972) è stato uno dei più importanti fotografi della prima metà del Novecento. Nato a Monaco di Baviera in una famiglia della ricca borghesia, si era trasferito a Londra nel 1900 dove aveva iniziato l’attività di fotografo (prima a livello amatoriale e poi professionale) affermandosi come ritrattista di personalità di spicco della società del tempo (aristocratici, politici, uomini d’affari, artisti e scienziati).1
Tra le due guerre mondiali Hoppé viaggiò in molti paesi e continenti alla ricerca di nuovi…

Una biblio-sitografia, con giochi provati in classe*
di Marco Mengoli
Questa bibliografia nasce dai miei corsi all’Istituto Secondario di Secondo grado “Carlo e Nello Rosselli” di Aprilia. Sono i giochi che uso con i ragazzi e nelle attività di formazione per i docenti che organizzo presso la mia scuola. Di questi, alcuni sono stati utilizzati durante l’orario curriculare, mentre altri, essendo più difficilmente adattabili alle dimensioni e ai tempi di una classe, soltanto durante le attività facoltative pomeridiane.
In appendice, per onorare la splendida città che ha ospitato la Conferenza della Sididast, dove ho presentato per la prima volta questa biblio-sitografia, presento quattro giochi in cui la Siracusa del V secolo a.C. è protagonista.
Aggiungo che la lista…

di Claudia Villani
FonteSta partendo anche in Italia, insieme ad altri 13 paesi, il progetto internazionale di ricerca “Youth and History 2025”-“Giovani e storia 2025” sulla coscienza storica degli adolescenti di oggi, su come si relazionano con la storia, non solo come materia scolastica, ma in rapporto alle grandi questioni sociali del nostro tempo.
Il progetto è una replica aggiornata di un'indagine condotta in 27 paesi europei nel 1994/1995 [Angvik & von Borries (dirs.) Youth and History. The Comparative European Project on Historical Consciousness among Teenagers, 1997]. Nasce dal desiderio di confrontare le variabili sensibili emerse da quell’indagine con il contesto mutevole dell'Europa di oggi, tenendo anche conto delle numerose esperienze di rinnovamento del curriculum e della…

di Andrea Nicolotti
Il 28 agosto 2025 un articolo uscito sulla rivista Journal of Medieval History a firma di Nicolas Sarzeaud, ricercatore presso l’Università cattolica di Lovanio, ha reso nota l'avvenuta identificazione della prima fonte in assoluto che menziona la Sindone oggi conservata a Torino. La notizia è stata resa nota al grande pubblico, lo stesso giorno, grazie a un articolo pubblicato da Andrea Parodi su "La Stampa", si sono poi interessate della questione diverse testate giornalistiche di diversi paesi e in diverse lingue.
La fonte consiste in un breve passaggio contenuto all'interno di uno scritto, finora mai pubblicato nella sua interezza, opera del teologo, filosofo e scienziato medievale Nicola di Oresme, noto agli studiosi come uno dei precursori di Copernico,…

di Marco Cecalupo e Giuseppe Losapio
1. Giocare a scuola: domande e strumenti per orientarsi
Quali sono gli elementi e i passaggi per decidere se un gioco di storia possa funzionare a scuola? Come inserirlo nella programmazione e cosa lo rende differente da qualsiasi altro gioco? Come posso usare un gioco commerciale e adattarlo per le mie lezioni? Queste sono le domande che ci hanno spesso impegnato nella nostra decennale pratica di didattica ludica, sia come insegnanti sia come autori di giochi didattici o adattatori di giochi commerciali. E in tutti questi anni le risposte sono venute da una tradizione di studi ben rappresentata nel volumetto di Antonio Brusa, Giochi per imparare la storia (Carocci 2022), a cui ci siamo rifatti per ripensare e aggiornare i nostri strumenti di…

di Antonio Brusa
Non parlo mai di casi personali, su fb, a meno che non sia di qualche prelibatezza o di qualche uascezza, come si dice a Bari. Ma questo, per quanto capitato a me, mette a fuoco un problema che è di tutti i colleghi.
Ecco il fatto. Per anni, insieme con validissime colleghe, ho messo su un appuntamento formativo su intercultura e apprendimento disciplinare. Il principio che ci muoveva è che le due cose non possono essere separate. Ascolti una lezione sull'intercultura, poi una di storia, te ne vai a casa e fai lo zabaglione. No, l'intercultura deve essere DENTRO la storia (come nelle altre discipline), per poter funzionare in classe. Il che implica un'operazione difficile (e a volte) dolorosa, perché ti obbliga a rivedere gli assetti disciplinari…

di Giuseppe Losapio
Dopo l’ennesimo taglio di ore a discapito dell’insegnamento della Storia, avvenuto per il biennio dei professionali con la riforma del 2017, il quesito che mi ha maggiormente perseguitato in questi ultimi anni, quando mi veniva assegnata una classe del biennio, è stato: “Come insegnare venti milioni di anni di storia con un’ora settimanale?”
Una risposta a questo quesito – o almeno una proposta – l’ho presentata sfruttando l’invito di Duccio Balestracci a un incontro online il 16 aprile 2024 presso l’Accademia Senese degli Intronati, dal titolo “Severamente riservato ai minori. La Storia a misura di bambino”. È stata l’occasione per presentare la sperimentazione che in quell’anno scolastico stavo portando avanti nella mia prima superiore di secondo grado. Infatti,…



