Didattica della storia

Pietro Manca e la I B, Istituto Comprensivo “magistrato Giovanni Falcone”, Copertino (LE)
Possono gli oggetti aiutare a comprendere la storia? Possono contribuire all’insegnamento della storia? In che modo è possibile fare didattica con l’utilizzo degli oggetti? E lo studio degli oggetti non è tipico delle archeologie del mondo antico? Che c’entra con la storia contemporanea?
Queste le domande che ci vengono in testa, sfogliando il libro di Giuliano De Felice L’archeologia del contemporaneo in 10 oggetti, edito da Laterza nel 2024.
Sentiamo l’autore
Sembrerà strano, ma per un archeologo che si occupa di Età contemporanea, non c’è differenza così marcata fra il modo di vedere delle popolazioni in Età antica, medievale e, entro certi limiti, anche moderna; seppur con livelli…
Per una proposta didattica integrativa
di Daniele Morgese
Nel corso della propria vita scolastica uno studente medio si confronta con un numero irrisorio di compagni. Difficilmente più di un’ottantina. Con loro affronta per 13 anni lezioni, compiti, interrogazioni. Anche quando incontra docenti che propongono metodologie innovative (innovative per così dire: in Italia si spaccia ancora per nuovo il Debate), le sperimenterà sempre con lo stesso campione umano. Certo, ci sarebbero le uscite didattiche, le esperienze Erasmus, le competizioni nazionali, ma nessuna di queste ha il carattere didattico di un Hackathon. Ecco quindi la prima caratteristica di questo mediatore didattico: l’Hackathon è tra quelli maggiormente capaci di abbattere la rigidità del nostro sistema…
di Walter Panciera
Intervengo nel dibattito che si è acceso intorno alla bozza delle Indicazioni di storia, per offrire un contributo come docente universitario che da oltre vent’anni si è occupato dell’insegnamento della Storia nella scuola primaria e secondaria con docenze, incarichi e pubblicazioni. Faccio notare che nessuno dei sette membri della commissione specifica che ha contribuito a predisporre il documento può stranamente vantare un impegno e pubblicazioni specifiche in relazione a quella che tecnicamente si chiama Didattica della Storia.
Sarà forse per questo che i pur valenti colleghi hanno commesso tre madornali errori, che a mio avviso inficiano l’intero impianto delle nuove Indicazioni di Storia. Questi errori rendono involontariamente regressiva la…
di Antonio Prampolini
Fig.1: DVD filmati Istituto Luce sulla Guerra civile spagnolaIndice
2. La partecipazione dell'Italia fascista
3. Una guerra raccontata per immmagini
4. I cinegiornali Luce nell'archivio storico online dell'istituto
Sapete che cosa è stata la Guerra di Spagna? Che cosa è stata veramente? Se non lo sapete non capirete mai niente del fascismo, del comunismo, della religione, dell’uomo, niente di niente capirete mai: perché tutti gli errori e le speranze del mondo si sono concentrati in quella guerra; come una lente concentra i raggi del sole e dà il fuoco.
da Gli zii di Sicilia di Leonardo Sciascia, 1958.
La Guerra civile spagnola era iniziata tra il 17 e il 19 luglio 1936 con…
di Luigi Cajani
Solo l'Occidente conosce la storia?
“Solo l’Occidente conosce la Storia”. Questo l’icastico e perentorio incipit del programma di storia della bozza della riforma Valditara1. Icastico e sorprendente, tale da non passare inosservato fra gli storici, anche al di là dell’interesse per la didattica. Si ha un primo moto di sorpresa vedendo la parola storia con la S maiuscola, che fa nascere spontanea l’associazione con la visione hegeliana. Poi, riflettendo un momento sulla asserita eccezione occidentale, vengono in mente, a metterla in dubbio, nomi di importanti storici vissuti in tempi lontani e appartenenti ad altri universi culturali: Ibn Khaldūn e Ṭabarī a quello islamico, Sima Qian e Ban Gu a quello cinese. Allora, prima di proseguire la riflessione sulla…



