education civique

  • di Antonio Prampolini

    La Marianne, simbolo della repubblica francese, nelle sue varie versionLa Marianne, simbolo della repubblica francese, nelle sue varie versioni

    Educazione civica, educazione repubblicana

    In Francia, l'educazione alla cittadinanza (che è idealmente e storicamente legata alla Rivoluzione del 1789, vale a dire a un progetto di trasformazione democratica ed egualitaria della società), è una costante di “lungo periodo” del sistema educativo nazionale. Una costante che però ha risentito nel passato, e risente nel presente, del mutare delle congiunture politiche e sociali.

    Il carattere specifico del modello di “cittadinanza repubblicana”, basato sulla netta distinzione tra la sfera privata (quella delle appartenenze familiari, sociali, culturali e religiose) e la sfera pubblica (il mondo della politica in tutte le sue forme) ha conferito una particolare importanza alla éducation civique e al ruolo centrale della scuola nella formazione dei cittadini francesi. Alla scuola è stata affidata la missione di definire cosa significa essere cittadini della Repubblica e di garantire che vi sia una comprensione comune dei relativi diritti e doveri.

    Jules Ferry e l’istruzione morale e civica

    L’introduzione nella scuola francese dell’educazione civica come specifica materia d’insegnamento risale al tempo della Terza Repubblica (1870-1940), quando Jules Ferry con la legge 28 marzo 1882, trasformò la scuola elementare in secolare e obbligatoria per i giovani dai 6 ai 13 anni, e inserì la «instruction morale et civique» tra le priorità nazionali insieme alla lotta all’analfabetismo. Una materia, questa, che oscillava tra la morale individuale, l’apprendimento delle regole della vita collettiva e la preparazione dei futuri cittadini della Repubblica, e che, ponendosi come alternativa laica all’educazione morale impartita dalla Chiesa cattolica, aveva alimentato aspri conflitti con le autorità ecclesiastiche e i loro sostenitori.

    Un patriottismo con una forte connotazione bellica antitedesca ha, in particolare, caratterizzato l’educazione alla cittadinanza nei primi decenni della Terza Repubblica; la perdita dell'Alsazia-Lorena in seguito alla guerra franco-prussiana del 1870-71 era una ferita aperta nell’orgoglio nazionale dei francesi. Una connotazione che si attenuerà solo dopo il ritorno dell’Alsazia-Lorena alla Francia nel 1919 e il tragico bilancio in termini di costi umani ed economici del primo conflitto mondiale.

    La crisi del secondo dopoguerra

    Terminata la seconda guerra mondiale, in una Francia traumatizzata dalla sconfitta militare, dall'occupazione tedesca e dalla collaborazione del governo di Vichy con il regime nazista, emerge l’esigenza di un rinnovato impegno della scuola per la éducation civique. Tra il 1945 e il 1948 viene estesa come materia d’insegnamento alle scuole superiori.

    Negli anni Sessanta la éducation civique cade in disuso, tanto che nel 1969 ne viene soppresso l’insegnamento nelle scuole elementari. La prosperità economica e la crescita dei consumi sono i nuovi fattori d’integrazione della società francese, che sembra non avere più bisogno di questa materia.

    Alla metà degli anni Ottanta cambia il contesto; la crisi dell’economia e della società francesi impongono il ritorno a questa disciplina. La disoccupazione, l’immigrazione extraeuropea, l’impoverimento delle periferie urbane con lo sviluppo di fenomeni come la delinquenza, la tossicodipendenza, il razzismo, l’aumento della violenza all’interno delle scuole fanno sì che l’educazione alla cittadinanza venga vista come un rimedio per la crisi della società e della stessa scuola. Un’educazione il cui obiettivo non è più quello di creare e rafforzare un sentimento di appartenenza nazionale, ma, più prosaicamente, di indirizzare i giovani (che sempre più frequentemente appartengono a razze, culture e religioni diverse) verso comportamenti di socializzazione che consentano una vita in comune.

    Con l’inizio del nuovo secolo il quadro generale non migliora, anzi, la crisi economica mondiale (2007-2013) e il ripetersi di eventi terroristici di matrice islamica (2012 – 2018) hanno aggravato ulteriormente la situazione e prodotto un diffuso malessere e una generale insicurezza.

    Charlie Hebdo e la ripresa dell’educazione civica

    Subito dopo gli attacchi terroristici del 7 gennaio 2015 (attentato alla sede di Charlie Hebdo), il nuovo ministro dell’educazione nazionale, Najat Vallaud-Belkacem, ha annunciato una «grande mobilitazione della scuola per il rafforzamento della trasmissione dei valori della Repubblica». Dall'anno scolastico 2015-2016, gli studenti delle scuole primarie e secondarie in Francia hanno nel loro curricolo una nuova materia: enseignement moral et civique (EMC). Se i programmi sono molto simili ai precedenti, la novità è che ora l’EMC beneficia di ore specifiche dedicate esclusivamente a questo insegnamento: un'ora alla settimana nella scuola elementare e un'ora ogni quindici giorni nella scuola secondaria.

    I cambiamenti nell'educazione alla cittadinanza in Francia hanno sempre coinciso con situazioni di crisi. Non è diverso oggi. La società francese, alle prese con i problemi della globalizzazione, del multiculturalismo, del terrorismo, si interroga sulla validità del proprio modello di cittadinanza. Di conseguenza, anche l’éducation civique sta attraversando una crisi testimoniata dagli accesi dibattiti e dalle forti controversie di cui è oggetto.

    Fonti

    ARTICOLI E LIBRI

    Galichet F. (2005), L’éducation à la citoyenneté dans les programmes d’enseignement français nécessairement laïcs et leur mise en œuvre.

    Kahn P. (2015), L'enseignement moral et civique a pour ambition la construction d'une culture morale et civique fondée sur l'articulation des trois éléments constitutifs de toute culture: des valeurs, des savoirs et des pratiques.

    Kahn P. (2018), Education civique: nouveaux programmes, vieille morale, Libération, 11 juillet 2018.

    Loeffel L. (2009), Instruction civique et éducation morale: entre discipline et «métadiscipline».

    Musée Aubois d'Histoire de l'Éducation, L’enseignement de la morale dans les écoles communales à l’époque de Jules Ferry.

    Osler A. & Starkey H. (2009), Citizenship Education in France and England: contrasting approaches to national identity and diversity.

    Parasote M. (2009), The Role of Éducation Civique in the Creation of French Citoyens.

    Peron E. (2015), Citizenship Education in France, in The Making of Citizens in Europe - III. Perspectives on Citizenship Education: Country Profiles.

    Richard J. (2015), L’enseignement moral et civique de 1944 à 2014, Science politique. École pratique des hautes études - EPHE PARIS.

    Wikipedia, Jules Ferry.

    Wikipedia, Les lois Jules Ferry.

    SITI WEB

    ► Sito del Ministère de l'Éducation nationale et de la Jeunesse che permette di effettuare due tipi di ricerche sulla éducation civique: una circoscritta ai propri contenuti e un’altraestesa a quelli di tutti i siti di enti/istituti pubblici francesi. La vasta documentazione in materia comprende: normative, programmi scolastici, politiche e pratiche educative, seminari e conferenze, studi e ricerche.

    ► Sito pedagogico del Ministère de l'Éducation nationale et de la Jeunesse. Digitando education civique nel campo di testo del motore di ricerca interno vengono elencate le numerose risorse che il sito offre sull’argomento.

    ► Sito della Association des Professeurs d’Histoire et de Géographie. Dal sito è possibile accedere a diversi articoli riguardanti i rapporti tra le loro materie d’insegnamento e la education civique.

    ► Sito della Fondation Res Publica; una fondazione francese, riconosciuta di pubblica utilità, creata nel 2005 e presieduta da Jean-Pierre Chevènement con l’obiettivo di analizzare le principali sfide della società contemporanea sia nel contesto nazionale che in quello del mondo globalizzato. La Fondation ha pubblicato testi di riflessione su argomenti specifici che comprendono anche la education civique.

     

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