Diario di bordo

Chiudiamo gli archivi?

di Saverio Russo

Meno soldi e meno addetti per i Beni Culturali

L’approvazione della legge di stabilità 2019 non ha portato buone notizie per i beni culturali italiani. Ridotti gli stanziamenti per il Mibac, sono rinviate e di molto ridotte, rispetto agli annunci iniziali, le assunzioni previste: saranno di 1000 unità complessive, per tutte le qualifiche, per il 2020 e 2021 (500 per anno), a fronte di molti più pensionamenti che, sicuramente, cresceranno a causa dell’introduzione della quota 100 e del fatto che l’età media del personale è vicina ai 60 anni, con molte immissioni in ruolo avvenute alla fine degli anni Settanta.

In una situazione già difficile per i Musei e le aree archeologiche statali, come denunciano i giornali e le comunità interessate che assistono a chiusure nei giorni…

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“A. Gramsci - N. Pende”. Una strana coppia, nell’anniversario delle Leggi razziali

di Antonio Brusa

Se vi capita di passare da Noicattaro, piccolo centro in provincia di Bari, celebre per le sue uve, potrete ammirare la targa dell’Istituto Comprensivo “A. Gramsci - N. Pende”. Noicattaro è la città natale di Nicola Pende; a pochi chilometri di distanza c’è Turi, con il carcere dove, fra il 1927 e il 1934, venne rinchiuso Antonio Gramsci. Il primo fu uno scienziato che Mussolini celebrò; il secondo un comunista che lo stesso mise in galera.

Non è il sorprendente omaggio alla nuova moda rossobruna, illustrata da intellettuali ben abbronzati, per la quale Gramsci, essendo un filosofo amato dalla destra, starebbe bene insieme a Pende, scienziato coccolato dal fascismo. Ad accomunare questi due personaggi, antitetici nella storia italiana come nella cultura mondiale, è una…

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Il Guinness dei Primati. L’evoluzione umana non è mai stata così divertente!

di Romana Scandolari

Avete mai sentito parlare di Olibrio, di Glicerio, o di Serpentio? E di Galla Placidia o Elia Verina chi si ricorda? Beh, nemmeno io li conoscevo, almeno fino a quando ho assistito a un laboratorio di Antonio Brusa con un gruppo di insegnanti di scuole secondarie. Il titolo era Gli imperatori sfigati! Ovvero quelli che intrigarono e uccisero per conquistare il potere di un impero, quello romano d’Occidente, che però si sbriciolò fra le loro mani. Doppiamente sfortunati, perché ora non se li fila più nessuno e raramente compaiono sui manuali scolastici. Sottotitolo del laboratorio era: Drammatizzazione soft per raccontare una storia che si studia poco, ma che ci interessa da vicino.

Il laboratorio fu decisamente divertente e incredibilmente istruttivo! Lo potete trovare…

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Napoleone e Federico II. Dove si scopre che non tutte le bufale sono uguali

di Antonio Brusa

Coraggio: si raccontavano fesserie anche nel passato. Queste, raccolte da Shannon Selin, mostrano che anche allora venivano prodotte a tamburo battente. Nasce il figlio di Napoleone? pronta la bufala: era una bambina, è morta per il parto difficile, ed è stata subito sostituita da un neonato (che aspettava servizievole nella stanza accanto).

In Inghilterra attendono con ansia notizie della campagna contro Napoleone (siamo nel 1814). Perché aspettare fino al giugno dell’anno dopo, quando si combatté la battaglia definitiva? Ecco la bomba: un ufficiale francese è arrivato a Dover e ha comunicato che Napoleone è stato sconfitto e gli alleati sono entrati a Parigi. Waterloo può attendere.

Per non parlare dell'esilio di Sant'Elena, che, secondo i prolifici produttori di…

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La falsa partenza del Piano Nazionale di  Formazione degli insegnanti

di Giuseppe Bagni, presidente nazionale del Cidi e Antonio Brusa, Istituto "Ferruccio Parri"

Da un primo, ma capillare riscontro, sembra che le pur importanti aperture contenute nella struttura del Piano di Formazione (la formazione come ricerca/azione, il coinvolgimento attivo dei docenti, il legame con il lavoro in classe e le esigenze della scuola, una governance partecipata, la qualità delle metodologie, la trasparenza delle operazioni amministrative) siano contraddette dalle realizzazioni pratiche:

  • frettolosità delle iniziative,
  • genericità dei percorsi formativi,
  • scelte organizzative a volte poco comprensibili,
  • sistemi burocratici di individuazione dei formatori,
  • nessun coinvolgimento dell’associazionismo dei docenti, scarsissimo coinvolgimento delle Università e delle…

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