di Antonio Brusa

1395136612 Ne abbiamo parlato spesso. Ora è il momento. La guerra entra nelle nostre case, i ragazzi non fanno che parlarne. Hanno i loro strumenti di informazione. Tik Tok li tiene al corrente dei fatti e diffonde interpretazioni incontrollate. Noi adulti siamo con gli occhi fissi sui programmi di approfondimento delle varie reti.

Proviamo a imbastire il laboratorio.

a. Le fonti. Nel corso della guerra sono il problema reale. Le informazioni, soprattutto quelle rilasciate dai soggetti implicati nel conflitto, fanno parte della guerra. Lo siamo anche noi, in Italia, per quanto non direttamente, per fortuna. Quindi occorre fare attenzione: chi rilascia l’informazione? qual è il suo scopo? È possibile incrociare le informazioni? Difficile trovare un soggetto perfettamente neutrale. Anche un sito pacifista, dichiaratamente neutrale nel conflitto, non lo sarà nelle informazioni, dal momento che ha uno scopo politico, nobilissimo certo, ma potenzialmente in grado di orientare il suo punto di vista.
b. La chiacchiera televisiva. Tendenzialmente ne farei a meno. Userei solo le dichiarazioni degli attori della crisi. Farei eccezione per interventi di studiosi riconosciuti (ai quali venga lasciato il tempo giusto di esprimere un’opinione compiuta).
c. Le fonti privilegiate dei ragazzi. Tik Tok, i social? Riproducono le altre fonti? Hanno qualcosa di particolare?
d. Un sito di riferimento? Come abbiamo visto nel caso del Bataclan qui su HL, non esiste in Italia un sito della P.I destinato a soccorrere i docenti in frangenti di questo tipo. Tuttavia, il sito dell’Ispi è ben informato. Soprattutto segue la questione da tempo (non si è improvvisato esperto dell’Ucraina). Ovviamente si deve tenere conto che è un sito italiano, vicino tradizionalmente al nostro ministero degli esteri.
e. Bibliografia e sitografia: da valutare con cura (spero che HL possa reclutare qualche esperto che ci aiuti).

fd777ee126b8b6ce2b6f7e266737 1587349 Cosa fare in un laboratorio del tempo presente?

a. Si parte da un punto fermo, ineludibile: la Russia ha invaso l’Ucraina e sta bombardando (anche) obiettivi civili. Per quante attenuanti e motivi a favore possa avere, si tratta di una violazione del diritto internazionale indiscutibile.
b. Produrre una timeline. Potrà essere di diversi tipi. Quella recente (dal 1991) e quella di lungo periodo, dall’Ottocento ad oggi: la politica zarista, la prima guerra mondiale e la prima proclamazione di indipendenza dell’Ucraina, il periodo sovietico e l’holodomor, la guerra mondiale e le stragi etniche relative (ebrei, polacchi residenti in ucraina, ucraini residenti in Polonia, ecc.), il dopoguerra, Chernobyl, il 1991 e la proclamazione dell’indipendenza, la politica culturale ucraina e russa (tese entrambe ad esasperare i rispettivi nazionalismi). Su questo, probabilmente potranno essere utili i miei due articoli sull’Ucraina, pubblicati su “Historia Magistra” (2017). Potrà essere di aiuto anche un buon manuale.
c. Analizzare i soggetti implicati direttamente. Si può preparare una scheda economico/militare, e una nella quale si registrino le cause (soggettive) del conflitto, gli obiettivi politici, alleanze, le prospettive
d. Analizzare i soggetti implicati indirettamente (Cina, Europa, Turchia, altri paesi)
e. Analizzare l’attività delle organizzazioni internazionali (a partire dall’ONU)
f. Analizzare per quanto possibile le fonti. È ovvio che la critica delle fonti è condotta a livello professionale dagli storici. Ma è importante che ci si abitui a considerare i soggetti produttori della fonte, i loro scopi e gli effetti che quella certa notizia ha sul pubblico. Ma è altrettanto importante “accorgersi” della differenza delle fonti. Non spaventiamoci se le fonti sono in lingua: il traduttore dà una buona mano, e con un po’ di discernimento ci permette di capire. Non occorre dar conto di tutte le fonti. Basta anche un lavoro esemplare su alcune.
g. Ricostruire uno scenario, indicando il grado di certezza degli elementi presi in considerazione (le modalità didattiche saranno a scelta: collettivamente, o divisi in gruppi)
h. Gli allievi esprimono il loro parere. Quali sono le ragioni degli uni e degli altri. Se ne discute. Lo scopo del laboratorio non è individuare “da che parte sta la scuola, o la storia”, ma mettere in grado gli allievi di esprimere un giudizio motivato.

È una proposta. Mi piacerebbe che HL riuscisse a fare due cose: dar conto di laboratori realizzati e, in tempi brevi, dare notizie più dettagliare su bibliografie e sitografie affidabili (che per parte nostra cercheremo di preparare).

Per incominciare, ecco i contributi di Marcello Flores e altri, sul Mulino.

Condividi

Diario di bordo

News

Biblioteca

Questo sito utilizza cookies tecnici e di terze parti per funzionalità quali la condivisione sui social network e/o la visualizzazione di media. Chiudendo questo banner, cliccando in un'area sottostante o accedendo ad un'altra pagina del sito, acconsenti all’uso dei cookie. Se non acconsenti all'utilizzo dei cookie di terze parti, alcune di queste funzionalità potrebbero essere non disponibili.