insegnamento

  • di Antonio Prampolini

    (con una prefazione di Antonio Brusa)

     

    Perché studiare la schiavitù?
    1ImmagineFig.1: Alessandro Magnasco, L'imbarco dei galeotti nel porto di Genova (1740). Da G. Bonazza, Essere Schiavi. Il dibattito abolizionista e le persistenze della schiavitù negli Stati Italiani preunitari (1750-1850), tesi dottorale (Ca’ Foscari e Ecoles des Hautes Etudes), 2016, p. 165).

    Roba da scuole americane, inglesi o francesi, nelle cui classi i discendenti dei vecchi padroni e dei vecchi schiavi si confrontano. Ma in Italia? L’Italia moderna è stata un “paese con gli schiavi”, ha scritto Salvatore Bono (il nostro più importante studioso di questo problema), non un “paese schiavista”. Da noi, la schiavitù non è un “argomento sensibile”. Un tema interessante, ma non indispensabile in un curricolo già troppo affollato.

    Discorsi sbagliati. E per vari motivi.

    Il primo è che la schiavitù è un fenomeno mondiale che ha riguardato tutte le società nel corso della loro storia, assente, probabilmente, solo presso le popolazioni native australiane. Possedere un uomo è stata una delle ambizioni coltivate da sempre dagli umani, motivata non solo dall’economia (secondo Marziale uno schiavo e una casetta con l’orticello non si potevano negare a nessun uomo civile), ma anche dal prestigio sociale e dal piacere del dominio sul proprio simile. Questa storia universale si è interrotta nel XIX secolo ad opera del composito movimento abolizionista europeo. Una rivoluzione autentica, che ha riguardato uomini e donne di tutto il mondo e che, perciò, andrebbe ricordata nei nostri libri di testo.

    Il secondo motivo è nella contraddittorietà del processo dell’abolizione della schiavitù, che si afferma di pari passo con lo sviluppo dell’imperialismo europeo. Gli europei si danno da fare per eliminare la schiavitù in ogni angolo del mondo, proprio mentre i loro eserciti se ne impadroniscono brutalmente. Questa contraddittorietà alimenta in alcuni una memoria rivendicativa - quella che vediamo esplodere nell’abbattimento delle statue del Black Lives Matter - e infiamma, in altri, sentimenti suprematisti e di difesa di antiche identità. In effetti (lo diceva già Olivier Grenouilleau) dentro il problema della memoria di quei fatti si nasconde una questione identitaria che vale la pena di esplicitare: perché gli uomini non “discendono”, ma “scelgono di discendere”. E questa scelta dipende da cosa vogliono essere.

    Geerte M. Savenije, Carla van Boxtel e Maria Grever, tre studiose di didattica della storia olandesi (nazione dove la questione della schiavitù è fortemente sentita) esaminano come i resti di quel passato terribile si trasformano in una eredità storica.  Questa, infatti, è sempre una scelta del presente. Siamo noi che decidiamo di patrimonializzare questo o quell’aspetto del passato. Ecco la questione identitaria: chi decidiamo di essere? Le repliche moderne degli antichi, riportando sulla scena contemporanea il dualismo fra oppressi e oppressori, magari nella speranza di un ribaltamento dei ruoli? Oppure decidiamo di “essere altro”? uomini e donne che hanno fatto propri quei diritti umani, nati anche da quelle sofferenze passate, e che, insieme, condannano la schiavitù e progettano un futuro di ulteriore avanzamento della giustizia sociale? (Learning About Sensitive History: “Heritage” of Slavery as a Resource, in “Theory & Research in Social Education”, 42,4, 2014, pp. 516-547)

    Ma, se pensiamo al rapporto fra memoria e storia, c’è qualcosa che riguarda l’Italia. Come abbiamo accennato sopra, in età moderna questa fu un “paese con gli schiavi”, che non dette vita a nessun sistema schiavistico, come nei paesi atlantici. Ma ciò non toglie che gli schiavi c’erano, ed erano tanti. In alcune località raggiunsero il 10% della popolazione. Giulia Bonazza, che ha studiato le fasi finali della schiavitù nel nostro paese, ci racconta che – ancora all’inizio dell’Ottocento – si potevano incontrare schiavi a Palermo, Napoli, Roma, Cagliari, dove un centinaio di schiavi lavoravano per le strade. Nella reggia di Caserta vi era un reparto destinato a loro, con una cappella apposita. A Livorno, di dove le navi dell’ordine di Santo Stefano partivano per razziare umani, ce n’erano tanti da giustificare la presenza di quattro moschee. Venivano dai paesi del Maghreb, dalla Turchia, dalle isole greche, dal Caucaso. Ma anche da fuori il Mediterraneo, come Pasquale, schiavo napoletano nato da una donna della Guinea, o Carlo, “selvaggio della Patagonia”, anche lui suddito dei Borboni. Questa folla si dilegua in silenzio. L’ultimo schiavo registrato dalla Bonazza è del 1845, a Napoli. La schiavitù non finisce, negli Stati Italiani, per qualche decisione politica, per un dibattito. La sua fine non è accompagnata da proteste o scene di giubilo. Finisce per interventi esterni: dei francesi, degli inglesi; per le decisioni del Congresso di Parigi del 1856, con il quale si chiuse la guerra di Crimea e si sancì l’illegalità della schiavitù nel Mediterraneo. Sparisce e viene dimenticata. Quando si parlò, nel parlamento italiano, di fare una legge contro la schiavitù, c’era chi cadde dalle nuvole: gli schiavi? Ma in Italia non se ne trovano. Forse in Russia …

    Come tante cose italiane – pensiamo alla nostra storia coloniale - la rimozione sembra la strategia vincente per fare i conti con il passato.  E questo è un buon terzo motivo per parlare di schiavitù nelle nostre classi.


     

    Dalla sitografia Schiavitù per temi sono state estratte le “risorse didattiche” creando una nuova sitografia ad hoc. Le risorse sono state raggruppate collegandole ai siti delle istituzioni/enti di ricerca/piattaforme digitali che le hanno prodotte o pubblicate. I siti selezionati (con l’eccezione di due, emanazione di organizzazioni ed enti di ricerca internazionali) appartengono a tre paesi: Stati Uniti, Inghilterra, Francia; e questo perché le risorse pensate specificatamente per la didattica disponibili in rete (quelle più interessanti e significative) fanno prevalentemente riferimento a queste tre realtà nazionali.

     

    SCHIAVITU DIDATTICA IMMAGINI 1Fig.2: Mani incatenate Fonte

     

    Indice

    1. Stati Uniti 3

    2. Inghilterra.5

    3. Francia.7

    4. Organizzazioni ed enti di ricerca internazionali 8

     

     

    1. Stati Uniti

    SCHIAVITU DIDATTICA IMMAGINI 2Fig.3: : Commercio degli schiavi in Virginia – “The Last Daughter” (L’ultima figlia), stampa di Richard Hildreth (1807-1865). Fonte

    The Varieties of Slave Labor (Guiding Student Discussion, Historians Debate) di Littlefield Daniel C.;How Slavery Affected African American Families (Guiding Student Discussion, Scholars Debate) di Williams Heather Andrea;Slave Resistance (Guiding Student Discussion, Historians Debate) di Sweet James H.;The Demise of Slavery (Guiding Student Discussion, Historians and the end of slavery) di Harris J. William, Freedom’s Story, TeacherServe, National Humanities Center.

    National Humanities Center (NHC) <https://nationalhumanitiescenter.org> è una organizzazione privata statunitense senza scopo di lucro, con sede in North Carolina, che promuove lo studio e l'insegnamento delle discipline umanistiche.

    Slavery in New York -Individual Classroom Materials for Teachers (Teacher’s Guide,Buried Stories Lessons from the African Burial Ground,White New Yorkers in Slave Times,Laws Affecting Blacks in Manhattan,Fact Sheet,Glossary,Photo Cards, Life Stories: Profiles of Black New Yorkers During Slavery and Emancipation),New York Historical Society.

    La New York Historical Society <https://www.nyhistory.org/>, fondata nel 1804, come primo museo di New York, raccoglie, conserva e studia materiali rilevanti per la storia della città e dello Stato di New York.

    Slavery, Manumission, and Freedom: Free Blacks in Charleston before the Civil War (Grade Level 8th: Academic Standards, Historical Background, Materials, Lesson Plans, Reflections, Assessment, Examples);Slave Auctions in South Carolina (Grade Level 8th: Academic Standards, Historical Background, Materials, Lesson Plans, Reflections, Assessment, Examples);Examining Slave Auction Documents (Grade Level High School: Academic Standards, Historical Background, Materials, Lesson Plans, Reflections, Assessment, Examples);From Slave to Entrepreneur:The Life and Times of William Ellison (rade Level 8th: Academic Standards, Historical Background, Materials, Lesson Plans, Reflections, Assessment, Examples), Teaching American History in South Carolina.

    Teaching American History in South Carolina <https://digital.scetv.org/teachingAmerhistory/index.html> fa parte di unprogramma di sovvenzioni federali per l'insegnamento della storia americana finanziato da U.S. Department of Education - Office of Innovation and Improvement.

    A Framework for Teaching American Slavery (Key Concepts,Essential Knowledge,Student Texts,Teaching Tools,Student Quizzes,Podcast,Videos,Online Archives and Databases,Webinar,Printable Cards),Teaching Tolerance, Risorse didattiche per insegnare e apprendere il ruolo svolto dalla schiavitù nella storia degli Stati Uniti come pure le sue eredità nel presente.

    Teaching Tolerance <https://www.tolerance.org/> è un progetto del Southern Poverty Law Center(ente morale con sede a Montgomery - Alabama)  per prevenire la crescita dell'odio razziale eche fornisce gratuitamente risorse didattiche agli insegnanti (dalla scuola materna alla scuola superiore) e agli altri professionisti impegnati nel sociale.

    ► Il sito web dellaKhan Academy <https://www.khanacademy.org> propone a insegnanti e studenti numerose risorse digitali sulla storia della schiavitùche vengono indicizzate dal motore di ricerca interno digitando la parolaslavery. Tra queste segnaliamo:Slavery in the British colonies;The slave economy;The Cotton Kingdom;The Emancipation Proclamation;Why Was Slavery Abolished? Three Theories;Life after slavery for African Americans.

    Khan Academy è un'organizzazione educativa senza scopo di lucro creata nel 2006 da Salman Khan, ingegnere statunitense originario del Bangladesh, che ha lo scopo di offrire servizi, materiali e tutorialgratuiti per l'istruzione e l'apprendimento a distanzaattraverso tecnologie di e-learning.Le sue risorse coprono tutti i livelli di istruzione, dalla scuola materna fino all'università.

    Per maggiori informazioni:Salman Khan.

    The 1619 Project,New York Times Magazine,August 2019.

    Il Progetto, ideato e curato da Hannah-Jones, è un'iniziativa del New York Times Magazine dell'agosto 2019, il 400° anniversario dell'inizio della schiavitù americana. Il Progetto mira a riformulare la storia del paese ponendo le conseguenze della schiavitù e i contributi dei neri americani al centro di una nuova narrativa (e anche di una nuova didattica) nazionale. Per maggiori informazioni sul progetto:Jake Silverstein,Why We Published The 1619 Project, in «The New York Times Magazine,20/12/2019; Maayke De Vries,The 1619 Project: a very European history, in «EuroClio», 06/11/2019;Nicola Nosengo,Raccontare la nascita della schiavitù negli Stati Uniti, in «Il Tascabile», 07/07/2020.

    The American Abolitionist Movement (1801-1861):Source Set,Additional Resources,Teaching Guide, Digital Public Library of America – DPLA.

    Set di fonti primarie, Risorse aggiuntive e Guida didattica per l'insegnamento del movimento abolizionista americano nelle scuole statunitensi a cura di Kerry Dunne, (Weston Public Schools, Massachusetts, 2015).

    La Digital Public Library of America (DPLA) <https://dp.la/> è una biblioteca digitale statunitenseche unifica in un solo portale l'accesso a risorse digitalizzate da diverse istituzioni. Comprende testi, documenti, immagini e materiali d'archivio di varia natura.

    ► Anti-Slavery Resistance Movements (Slavery in the Antebellum U.S., 1820–1840):Learning Objectives, Key Takeaways, Lumen Learning- Boundless US History.

    Lumen Learning <https://courses.lumenlearning.com> è una piattaforma digitale che vuole offrire ai docenti un percorso conoscitivo incentrato sulle comunità afroamericane e i movimenti di resistenza e di lotta contro la schiavitù utilizzando in modo efficace le risorse didattiche open access.

     

    2. Inghilterra

    SCHIAVITU DIDATTICA IMMAGINI 3Fig.4: "To the friends of Negro Emancipation", celebrazione dell’abolizione della schiavitù nell'Impero britannico, Alexander Rippingille (1796-1858). Fonte

    Transatlantic Teachers resources 2011, The National Archives – Education.

    I National Archives in collaborazione con l’Università della Virgina hanno organizzato nel 2011 un programma di formazione per gli insegnanti sulla tratta transatlantica degli schiavi. Gli insegnanti che hanno partecipato al programma hanno prodotto una serie di risorse didattiche per gli studenti:Witnessing the African slave trade (lesson plan a cura di Stephen John Roberts della Queen Katherine School di Kendal),What does a slave rebellion look like? (lesson plan a cura di Ian Marshall della Oxclose Community School, Sunderland),Was 1807 really the end of the slave trade? (lesson plan a cura di Jennifer Gridley della Brentside High School in Ealing),Remembering victims of the slave trade (lesson plan a cura di Lauren Winters della St Robert of Newminster Catholic School in Washington, Tyne & Wear),Lick and lock up done wid (lesson plan a cura di Hannah Wallace della Notre Dame RC Girls School in Southwark),How proud can Britain be? (lesson plan a cura di Steven Howarth della  Ermysted’s Grammar School in Skipton),How powerful were slaves? (lesson plan a cura di Sarah Murphy della Hayes School in Bromley),How important were Africans to the Atlantic slave trade? (lesson plan a cura di Caroline Gilmour della St Columba’s School in Kilmacolm),Childhood slavery in North Africa(lesson plan a cura di Scott Harper della Pen-Y-Bryn Senior Special School in Swansea),3 doors into 33,000 voyages (lesson plan a cura di Katie Hunter from St Thomas of Aquin’s High School in Edinburgh).

     Slavery – Supporting the teaching and learning of transatlantic histories and legacies,Risorse didattiche digitali per insegnanti e studenti sulla storia della schiavitù transatlantica e sulle sue eredità proposte da USI – Understanding Slavery Initiative.

    The Understanding Slavery Initiative (USI) è un progetto pubblico inglese che utilizza in particolare i materiali provenienti dai musei britannici, con la  consapevolezza che la storia della schiavitù transatlantica è una “storia globale” che, come tale, non appartiene a singole nazioni o gruppi etnici ma al mondo intero e a tutta l’umanità.

    ► Il sito web della Spartacus Educational <https://spartacus-educational.com>offre a insegnanti e studenti numerose schede informative sulla storia della schiavitù che vengono opportunamente indicizzate dal motore di ricerca interno digitando la parolaslavery. Tra queste segnaliamo:Slavery in the Roman Empire - Primary Sources;The British Empire and Slavery;Society for the Mitigation and Gradual Abolition of Slavery.

    Spartacus Educational è una piattaforma digitale ad accesso gratuito che propone materiale didattico su un'ampia gamma di argomenti storici. E' stata fondata in Inghilterra, inizialmente come casa editrice, nel 1984 da un insegnante di storia, John Simkin, per poi migrare in rete nel settembre del 1997.

    Per maggiori informazioni:John Simkin.

    Slave Rebellions, Le ribellioni degli schiavi: una proposta didattica Collaborative Learning Project, che, servendosi di tabelle, enfatizza le due forze che portarono nelle Americhe alla fine della schiavitù: la resistenza degli schiavi e l'azione politica degli abolizionisti.

    Collaborative Learning Project <http://www.collaborativelearning.org/> è una piattaforma digitale per l’apprendimento collettivo rivolta al mondo della scuola con sede a Londra e a cui collaborano, in particolare, insegnanti che operano in classi multilingue.

    Abolition of slavery,The National Archives – Education. Set di risorse digitali dei National Archives inglesi sull’abolizione della schiavitù: About the abolition (Background e informazioni sulla Gran Bretagna e sulla tratta degli schiavi transatlantica e documenti rilevanti detenuti dagli Archivi nazionali), Learn more (documenti digitalizzati relativi alla tratta transatlantica degli schiavi, dai registri delle navi negriere ai testamenti degli abolizionisti),Education (Teaching and learning resources:How did the Abolition Acts of 1807 and 1833 affect the slave trade?,Why did the British become empire builders in Africa?,Bussa’s rebellion),Research guides (guide di ricerca complete),Online resources (mostre online sul sito dei National Archives relative alla tratta degli schiavi, alla storia dei Caraibi e alle migrazioni in Gran Bretagna).

    The National Archives <https://www.nationalarchives.gov.uk>, con sede a Londra, sonol’Archivio di Stato del Regno Unito e custodiscono un vasto patrimonio documentale sulla schiavitù nell’Impero britannico.

    ► Il sito webThe Abolition Project è interamente dedicato (come segnala il nome) alla storia della schiavitù e della sua abolizione. È stato progettato per fornire agli insegnanti e agli studenti delle scuole inglesi informazioni di base, idee per le lezioni e strumenti di ricerca. Il sito è suddiviso in sette sezioni:Slavery,Resistance to Slavery,The Campaign to Abolish Slavery,The Abolitionists,Thomas Clarkson,Sources,Teaching.

    Per maggiori informazioni:The Abolition Project.

     

    3. Francia

    SCHIAVITU DIDATTICA IMMAGINI 4Fig.5: Proclama celebrativo dell’abolizione della schiavitù a Guadalupa – Antille francesi (1° novembre 1794). Fonte

    Ressources pour l'enseignement de l'histoire des esclavages et de leurs abolitions (Des ressources synthétiques sur la traite et l’esclavage, La traite négrière par le biais des ports européens et des navires de traite, Une histoire africaine de la traite, Des ressources centrées sur les Antilles, Les abolitions successives de l’esclavage), Risorse digitali sulla storia della schiavitù e della sua abolizione consistenti in testi/documenti/carte geografiche/immagini;Enseigner l’histoire de l’esclavage et des abolitions (inLa traite négrière, l’esclavage et leurs abolitions: mémoire et histoire, Paris, 2006, pp. 55-67), Éduscol- Ministère de l’Éducation Nationale.

    L’esclavage, les traites négrières et leurs abolitions dans les programmes scolaires d’enseignement (Document IGÉSR- DGESCO, 17 Septembre 2020), Ministère de l’Éducation Nationale.

    Éduscol <https://eduscol.education.fr/> è il sito ufficiale francese che contiene informazioni e materiali didattici a supporto dell’attività dei professionisti dell'istruzione. Fondato nel 2000, è curato dalla Direzione Generale dell'Istruzione Scolastica delMinistero dell’Educazione Nazionale.

    L'esclavage, comprendre son histoire: Qu'est-ce que l'esclavage?, L'esclavage: de ses origines à son abolition définitive en France en 1848, De l'abolition à l'esclavage contemporain, Reconnaissance et mémoire  de l'esclavage, Textes de référence sur l'esclavage, Lumni (Enseignement – Éducateurs & Médiateurs).

    Lumni <https://www.lumni.fr/> è un’offerta audiovisiva pubblica rivolta agli studenti, agli insegnanti e agli educatori, che copre tutte le discipline scolastiche dalla scuola materna alle superiori. Un’offerta che comprende video, programmi web nativi, corsi, giochi, quiz.

    Les mémoires des esclavages et de leurs abolitions (Introduction, Parcours Historique, Livret Pédagogique, Médiathèque, Projet du Centre),sito web dell’Institut du Tout-Mond che vuole offrire, in particolare al mondo della scuola, una piattaforma digitale per la storia della schiavitù e della sua abolizione, fornendo l’accesso a una vasta serie di risorse documentarie online.

    Dal 2015 il sito ospita un nuovo strumento digitale MOOC «Connaître l’esclavage» (Présentation,Programme). La formula MOOC (Massive Open Online Course), ovvero corso online aperto a tutti, rappresenta un profondo cambiamento nel contesto della rivoluzione digitale dell'istruzione. I MOOC si caratterizzano per due vantaggi innovativi: 1) Presentano in forma accattivante, con il supporto di strumenti multimediali, veri e propri corsi online che sintetizzano le conoscenze su determinate materie. I corsi sono organizzati intorno a curricula specifici e sono rivolti a diversi livelli di istruzione; 2) Consentono l'autovalutazione degli utenti dei corsi mediante un'operazione interattiva di verifica dell'acquisizione delle conoscenze.

    Per maggiori informazioni sulla formula MOOC: <https://www.mooc.org/about-moocs>.

     

    4. Organizzazioni ed enti di ricerca internazionali

    SCHIAVITU DIDATTICA IMMAGINI 5Fig.6: Spezzare le catene della schiavitù. Fonte

    Slavery To Day – Human Rights In The Curriculum,Amnesty International.

    A human rights resource for teachers of Citizenship, History and related subjects: Activity 1 (Visualisation Exercise), Activity 2 (What is a slave?), Activity 3 (Examples of modern slavery, Definitions of modern slavery), Activity 4 (Trafficking Case Studies), Activity 5 (Breaking The Chain)  Activity 6 (Extension/Homework, Case Studies).

    Amnesty International <https://www.amnesty.org.uk/>, come è noto, è un'organizzazione non governativacon sede nel Regno Unitoimpegnata nella difesa dei diritti umani.

    Slavery: unfinished business (A slaving past, The abolitionist movement in England, Touching history: a hands-on workshop, Students presenting history, The Wilberforce House Museum guided tour, Sites of slavery through the ages, Life in West Africa today, Fairtrade food for thought, Why does slavery persist today?, Student campaign workshop, Suggestion for a follow-up activity);  Slave Trade, Slavery Abolitions and their legacies in European Histories and Identities (Workpackages:Workpackage graphic;WP1- Frontiers, nationalism and feelings of belonging;WP2 - Atlantic Slave Trade, Trade Connections and Forced Labour;WP3 - Law, regulations, practices and social connections;WP4 - Constructing Otherness: Circulation and Identity in Europe;WP5 - Slavery and Slaves in continental Europe;WP6 - Interaction between research and education;WP7 - Dissemination and transfer of knowledge),Esclavage colonial,  Risorse educativeper insegnare la storia della tratta degli schiavi, della schiavitù coloniale e della loro abolizione, Eurescl - Site pédagogique.

    Eurescl è un progetto di ricerca finanziato dalla Commissione europea sulla schiavitù e sulla sua rilevanza nella storia dell'Europa. Il sito web <http://www.eurescl.eu/> è destinato agli insegnanti della scuola primaria e secondaria, nonché agli studenti e a chiunque sia interessato all'argomento. Al sito collaborano insegnanti, formatori, ricercatori provenienti daFrancia, Gran Bretagna, Haiti e Senegal.

  • Autore: Antonio Brusa

    Per chi insegna storia, ci sono degli argomenti più difficili di altri, perché coinvolgono i sentimenti, le passioni politiche, il senso di appartenenza, o fanno semplicemente orrore. Sono le “Questioni sensibili”. Ogni insegnante ha le proprie. Ma quali sono quelle condivise dagli insegnanti nel loro complesso? Se lo è chiesto un gruppo di ricercatori (storici e psicologi sociali di varie nazionalità), che hanno avviato una ricerca empirica presso i colleghi delle rispettive nazioni.

    Chiediamo agli insegnanti di collaborare a questa ricerca, compilando il questionario che troverà allegato. Il numero dei docenti che parteciperanno sarà fondamentale per la validità dei risultati. Capire quali sono le Questioni sensibili più sentite dai docenti è un dato essenziale, per cercare i modi più efficaci di trattarle in classe. Chi vuole collaborare, può scaricare il questionario da questo indirizzo:

    https://docs.google.com/forms/d/1jAsqcOxZZLfcZGIpci6VS2QxCixEMxQltrKJHtPeC7g/viewform?c=0&w=1&usp=mail_form_link

    Il questionario è anonimo e la compilazione è del tutto libera, nel senso che è possibile saltare delle domande o interromperne la compilazione in qualunque momento, avendo comunque cura di cliccare poi il bottone finale, per inviarlo. La compilazione dell'intero questionario richiede circa trenta minuti. Responsabili della parte italiana della ricerca sono Giovanna Leone e Luigi Cajani, della Sapienza Università di Roma (troverete i loro indirizzi nel link). Chi desidererà conoscere i risultati della ricerca potrà rivolgersi a loro.

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