di Antonio Prampolini

PARTE I
IL TERRORISMO TRA STORIA E ATTUALITÀ


Il terrorismo è un fenomeno globale complesso, che ha assunto nel passato, e assume nel presente, forme e finalità diverse. Un fenomeno, pertanto, difficile da definire in modo univoco. Ce lo ricorda lo storico Francesco Benigno in una sua recente pubblicazione: “Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica”. Un contributo importante alla conoscenza della storia del terrorismo intesa non solo come una successione di eventi, ma anche di non meno importanti riflessioni teoriche volte a inquadrare e a comprendere la natura del fenomeno.

L’etichetta “terrorismo” viene applicata ad atti, modalità di lotta, movimenti e organizzazioni che hanno utilizzato e utilizzano la violenza con obiettivi differenti: per combattere, in nome di popoli oppressi, regimi politici autoritari e dispotici, dotati di forze militari soverchianti, oppure, all’opposto, per destabilizzare governi legittimi e sistemi democratici nell’interesse esclusivo di ristrette oligarchie o di potenze straniere, o per diffondere ideologie politiche e/o religiose di supremazia e sopraffazione1.

L’uso del termine “terrorismo” si rivela, perciò, essere assai problematico nel designare realtà così diverse di ricorso alla violenza. La questione, sostiene Benigno, «nasce soprattutto dal fatto che il lemma terrorismo non è un termine neutro, puramente descrittivo». Esso è invece «una locuzione valutativa, di tipo politico-normativo, un’etichetta dispregiativa adottata, troppo spesso, dai governi e dalle forze politiche per screditare gruppi avversi denunciandone i comportamenti come illegittimi», e giustificare così le azioni repressive e punitive nei loro confronti. Ed è proprio per questa ragione di fondo che né la comunità scientifica né gli organismi internazionali sono stati in grado di raggiungere un accordo su cosa s’intenda per “terrorismo”2.

Nonostante l’impossibilità di addivenire ad una definizione univoca del terrorismo, Benigno individua nella sua monografia alcune costanti che lo caratterizzerebbero nelle diverse epoche e periodi storici in cui si è manifestato: la natura cospirativa e segreta del gruppo che promuove l’azione terroristica; l’esistenza di una causa mobilitante; una visione della società costruita intorno a «un’immagine polarizzata sull’asse noi/loro»; la natura prevalentemente simbolica del gesto terroristico finalizzato alla costruzione di un’identità rivoluzionaria3.


11 settembre 2001,  attentato alle torri gemelle, Manhattan, New York11 settembre 2001, attentato alle torri gemelle, Manhattan, New York

I mezzi di comunicazione di massa, in primo luogo la televisione e internet, diffondono in tempo reale e in ogni parte del mondo gli eventi terroristici; un’informazione che spesso indulge alla spettacolarizzazione (che è funzionale alla dimensione propagandistica e simbolica del terrorismo), e che, puntando allo scalpore che le immagini di violenza e di morte sono in grado di suscitare presso il pubblico, non distingue, associandole, forme di terrore molto lontane tra di loro, come possono essere, ad esempio, gli attentati di matrice jihadista e quelli perpetrati nelle scuole statunitensi da giovani americani con gravi problemi psichici e con incredibili dotazioni di armi da guerra.

Nella rete globale dell’informazione digitalizzata circolano notizie non solo imprecise ma anche faziose e falsate. Benedetta Berti, esperta di politica internazionale e ricercatrice presso il Modern War Institute a West Point, sostiene in “La fine del terrorismo” la necessità di una conoscenza basata su dati precisi e su analisi approfondite della realtà, poiché «quello che non riusciamo a spiegare ci fa inevitabilmente paura e la paura non ci aiuta a capire».

Il ripetersi in Europa e in America di eventi terroristici (che colpiscono l'opinione pubblica specialmente quando sono di matrice islamica), la natura dei loro obiettivi (i luoghi quotidiani della vita civile come strade e piazze, ristoranti e locali di ritrovo, stazioni e aeroporti) e la gravità delle loro conseguenze, hanno prodotto nella gente una generale insicurezza. Un'intera generazione sta crescendo in un clima di paura diffusa che spesso favorisce una visione distorta della realtà e alimenta tentazioni xenofobe e razziste.

Tahar Ben Jelloun, poeta, romanziere e giornalista di origini marocchine che vive da anni a Parigi, nel suo libro “Il terrorismo spiegato ai nostri figli”, si rivolge direttamente ai giovani (bambini e adolescenti), attraverso un dialogo immaginario con sua figlia, per aiutarli a comprendere e ad affrontare il fenomeno terroristico.

«I giovani /egli afferma/ vanno aiutati ad accettare la realtà, con tutto ciò che questa ha di imprevisto e insopportabile. A tal fine servono pazienza e pedagogia, andando al di là dell'emozione, per arrivare all'essenziale, ai fatti».

E questa è per Ben Jelloun l’unica strada da seguire per vincere la paura, evitando, con una corretta informazione sulla storia dell’Islam, di confondere quella religione con il terrorismo e i suoi metodi sanguinari4.

In “Il terrorismo spiegato ai ragazzi”, Cecilia Tosi, esperta di politica internazionale e collaboratrice della rivista di geopolitica «Limes», afferma che gli argomenti di attualità sono i più difficili da spiegare agli studenti perché non sono ancora sufficientemente storicizzati, quando invece sarebbe necessario affrontarli, fornendo ai giovani le conoscenze e gli strumenti per interpretare la realtà che li circonda. Con riferimento, in particolare, al terrorismo, la Tosi sostiene sia l’utilità di un glossario, per fare chiarezza su parole e categorie entrate nel linguaggio comune, che l’importanza del ricorso a narrazioni biografiche. Raccontare le storie di vita dei terroristi può servire per far comprendere ai ragazzi che «il nemico non è astratto», ma fatto di persone reali, che in determinati paesi e circostanze, hanno seguito strade diverse dalle loro5.

Édition spéciale Petit quotidien spécial attentats du 13 novembre à ParisÉdition spéciale Petit quotidien
attentats du 13 novembre à Paris

Per aiutare gli adulti ad affrontare con i giovani l’argomento terrorismo, sia nel ruolo di genitori che di insegnanti, Dario Ianes, docente di pedagogia, ha curato presso l’editore Erickson il volume collettaneo “Parlare di ISIS ai bambini” con scritti di Alberto Pellai, Edgar Morin, Riccardo Mazzeo e Marco Montanari. Il volume fornisce i concetti, il lessico, gli strumenti con cui spiegare a bambini e ragazzi cosa è il terrorismo islamico, ed esamina la questione sotto diversi punti di vista: psicologico, attraverso le indicazioni e i suggerimenti di Alberto Pellai; teorico-filosofico, grazie ai contributi di Edgar Morin e Riccardo Mazzeo; storico-culturale, con l’intervento di Marco Montanari, che, sulla base di fonti obiettive e documentate, ricostruisce la storia del terrorismo nel mondo arabo.

Le risorse digitali che la rete (internet-web) offre a chi vuole approfondire la propria conoscenza del fenomeno terroristico nei suoi molteplici aspetti (storico, sociologico, politico, economico, ecc.) sono numerosissime. Google, il principale motore di ricerca a livello mondiale, segnala sull’argomento una quantità enorme di siti/pagine web. La lista generata dal sistema, mescolando fonti molto diverse tra di loro per tipologia, contenuti e finalità, risulta essere disorientante e di difficile utilizzo. Diventa perciò indispensabile operare una selezione delle fonti creando delle sitografie ad hoc.

Tenendo conto delle particolari esigenze del mondo della scuola, è stata elaborata una sitografia suddivisa in due parti. La prima contiene siti/pagine web concernenti la storia e l’attualità del terrorismo; la seconda elenca quelle risorse digitali che più specificatamente trattano problematiche ed esperienze didattiche.


1. Enciclopedie online

Treccani – Sul portale della Treccani è possibile consultare la voce “terrorismo” pubblicata nelle varie enciclopedie dell’omonimo istituto. Nell’Enciclopedia del Novecento (edizione 1984) la voce, a firma di Robert H. Kupperman, è strutturata in sei capitoli: Introduzione; La natura del terrorismo; L'arsenale del terrorismo; Sicurezza e contromisure tecnologiche; Scelte politiche e tattiche antiterroristiche; Considerazioni di ordine internazionale. Nell’Enciclopedia Italiana (V Appendice, 1995), la voce, a firma di Donatella della Porta e Piero Luigi Vigna, è così articolata: Tipologia della violenza terroristica; Il terrorismo negli anni Ottanta; Il terrorismo in Italia negli anni Ottanta; L'implosione delle organizzazioni terroristiche; Dinamiche interne, condizioni esterne ed evoluzione del terrorismo; La nozione di terrorismo nel diritto italiano; Terrorismo ed eversione dell'ordine costituzionale. La voce “terrorismo” nella Enciclopedia delle Scienze Sociali (1998) è stata redatta da Donatella della Porta e da Luciano Pellicani. Nella VII Appendice dell’Enciclopedia Italiana (2007) e nella IX Appendice (2015), la voce è firmata solo da Donatella della Porta. L’Enciclopedia dei ragazzi (2006) ha pubblicato la voce “terrorismo” di Giovanni Bianconi. Il Dizionario di Storia (2011) comprende sia una voce redazionale sul terrorismo che una autoriale di Luigi Bonanate dedicata alle “Immagini del terrorismo”. Nell’Enciclopedia on line, la voce redazionale è aggiornata al 2018 ed esamina il terrorismo dal punto di vista giuridico (diritto penale e internazionale) e storico (ideologico, religioso ed etnico).

Britannica – L’edizione online dell’Enciclopedia Britannica comprende la voce terrorism scritta da John Philip Jenkins, professore di storia alla Baylor University. La voce si articolata in tre capitoli: Definitions of Terrorism, Types of Terrorism, History, e segnala le altre voci dell’enciclopedia che affrontano argomenti correlati (Related Topics): Guerrilla warfare, Aggressive behaviour, Suicide bombing, Collective violence, War on terrorism, Ecoterrorism.

Wikipedia – Nell’edizione in lingua italiana dell’enciclopedia “open access”, la voce “Terrorismo”, dopo avere definito il fenomeno, ne sintetizza la storia a partire dal secolo XIX fino ai giorni nostri. La voce, che è stata creata il 26 aprile del 2005, viene segnalata dalla stessa enciclopedia (alla data del 10/05/2019) come testo da migliorare in quanto «non cita le fonti necessarie». Le voci correlate sono elencate nella “Categoria Terrorismo”.

Molto più ampia, approfondita e documentata risulta essere, invece, (sempre alla data del 10/05/2019) la voce “Terrorism” dell’edizione in lingua inglese di Wikipedia, che è stata creata l’1 ottobre 2001 e si sofferma in particolare sulle “Motivations of terrorists” (Intimidation, International Attention, Local/internal social standing, Cultural tolerance of violence, Perceived illegitimacy of the State, Religious beliefs/zealotry, Mental Health, Nationalism, Financial support for family). Le voci correlate sono elencate nella “Category Terrorism”.

Nell’edizione in lingua francese dell’enciclopedia, la voce “Terrorisme”, creata il 3 luglio del 2003, approfondisce (alla data del 10/05/2019) le diverse tipologie del fenomeno terroristico, Les différents types de terrorisme (Terrorisme individuel, Terrorisme organisé, Terrorisme d'État, Terrorisme politique, Terrorisme à caractère religieux, Terrorisme économique, Cyberterrorisme).Un capitolo è dedicato ai rapporti tra il terrorismo e la cultura, Terrorisme et culture (Terrorisme et cinéma, Terrorisme et théâtre, Terrorisme et philosophie). Le voci correlate sono elencate nella “CatégorieTerrorisme”.


2. Organismi internazionali

ONU – Le Nazioni Unite sono da anni in prima linea nell’analisi e nel contrasto del terrorismo a livello mondiale. L’Office of Counter-Terrorism ha pubblicato numerosi report sull’argomento (scaricabili liberamente in rete in formato pdf). Tra le diverse pubblicazioni in materia prodotte dagli altri uffici delle Nazioni Unite, ci limitiamo a segnalare: “Human Rights, Terrorism and Counter-terrorism” (Office of the United Nations High Commissioner for Human Rights - Fact Sheet No. 32 – Geneva, July 2008); “Activities of the United Nations system in implementing the United Nations Global Counter-Terrorism Strategy” (Report of the Secretary-General – 20/04/2018).

UNESCO – L'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura è impegnata da tempo nello studio degli aspetti culturali del fenomeno terrorismo, con una particolare attenzione al suo rapporto con i media. Numerose sono le pubblicazioni sul tema, consultabili impostando una ricerca con la parola “terrorism” sul portale ufficiale in lingua inglese dell’UNESCO.

ICRC (INTERNATIONAL COMMITTEE OF THE RED CROSS) – Il portale del Comitato Internazionale della Croce Rossa offre la possibilità di visionare il vasto materiale prodotto dal Comitato sul terrorismo nel mondo (cause, conseguenze, contrasto). Con la parola “terrorism” il Resource centre visualizza numerose e interessanti pubblicazioni.

CONSIGLIO D’EUROPA (CdE) – L’organizzazione dei paesi europei con sede a Strasburgo (nata nel 1949 con il Trattato di Londra ed estranea all’Unione Europea), il cui scopo è promuovere i diritti umani e la democrazia, ha affrontato in diverse occasioni la questione del terrorismo. Dal portale del CdE è possibile accedere a diverse risorse su “Terrorismo e diritti umani”.


3. Centri di ricerca - Osservatori

CAT (Centre d’analyse du terrorisme) – È un’associazione no profit, con sede a Parigi, che svolge ricerche e produce analisi attinenti il terrorismo e le strategie per contrastarlo. Il sito web dell’associazione permette di accedere a numerose pubblicazioni in lingua francese e inglese sul terrorismo a livello mondiale .

Osservatorio sulla Sicurezza Internazionale (LUISS) – L’osservatorio pubblica online un quotidiano in lingua italiana di informazioni e approfondimenti sulla politica internazionale che dedica molti articoli al terrorismo.


4. Siti di informazione – Riviste online – Quotidiani (Archivi storici)

Google News/Notizie – Servizio online offerto da Google Inc. che aggrega e indicizza le notizie delle principali fonti giornalistiche disponibili sul web. Impostando la ricerca con “terrorism”, “terrorisme”, “terrorismo” si accede ad una enorme archivio di informazioni sul fenomeno a livello mondiale.

Disegno di un minore nigeriano sfollato nei campi profughi allestiti dall’UNICEF sul terrorismo di Boko Haram
Disegno di un minore nigeriano
sfollato nei campi profughi allestiti dall’UNICEF
sul terrorismo di Boko Haram

THE CONVERSATION – Fonte indipendente di notizie e opinioni su svariati temi, provenienti dalla comunità accademica anglosassone, la cui “newsroom” ha sede a Londra. Il sito web mette a disposizione del pubblico un’ampia letteratura in lingua inglese sul terrorismo.

Limes Rivista italiana di geopolitica – Il sito web della rivista fondata e diretta da Lucio Caracciolo pubblica approfondite analisi sui temi dell’attualità politica che includono anche il terrorismo internazionale.

The New York Times – Il sito web del giornale permette di accedere all’archivio storico dove, con la parola terrorism, si possono consultare i numerosi articoli dedicati dal quotidiano newyorchese agli eventi terroristici sia in America che nel mondo.

Le Monde – Digitando “terrorisme” nel campo di ricerca dell’archivio storico, è possibile visualizzare gli articoli pubblicati sull’argomento dal quotidiano francese.

Corriere della sera – Idem, con “terrorismo”.

La Repubblica – Idem, con “terrorismo

La Stampa – Idem, digitando “terrorismo” nel campo di ricerca dell’archivio del giornale .


PARTE II
RISORSE, PROBLEMATICHE ED ESPERIENZE DIDATTICHE


1. Testi in lingua inglese

Introduction to International Terrorism – United Nations Office on Drugs and Crime - University Module Series – Module 1 (Vienna 2018): modulo didattico che fornisce suggerimenti per esercizi in classe, valutazioni degli studenti, diapositive e altri strumenti che i docenti possono utilizzare nei loro corsi e programmi scolastici. Il modulo fornisce uno schema per una lezione di tre ore, ma può essere utilizzato per sessioni più brevi o più lunghe. Il modulo è così articolato: Key Issues, Exercises and Cases Studies, Possible Class Structure, Core Reading, Advanced Reading, Student Assessment, Additional Teaching Tools, Reference.

Terrorism – Compass: Manual for Human Rights Education with Young people – Council of Europe: tre manuali per affrontare l’argomento terrorismo con i giovani: War and Terrorism (War, terrorism and human rights; When is a war a war?; What is terrorism?; The use of force in international law; The victims of conflict; Youth, war and terrorism); Peace and Violence; Globalisation.

Discussing Terrorism in the Classroom: The Day After – EUROCLIO – TerINFO: Lesson plan indirizzato alle scuole primarie e secondarie della città di Utrecht in seguito ad un evento terroristico accaduto nel marzo del 2019 (disponibile sia in lingua olandese che inglese). La versione in lingua inglese è così strutturata: How to discuss controversial topics in the classroom?; Do’s and don’ts when discussing acts of violence such as terrorism; An example of a lesson plan for discussing violent incidents.

Teaching About Terrorism: A Case Study for Teaching Current Events in the Classroom – Pearson Education: proposta didattica di Jeffrey Mark Pearlman sugli eventi terroristici dell’11 Settembre 2001 a New York (Introduction, Meeting State Standards, A Three Week Unit, Assessment, Teaching About Current Events, Bibliography, Links).

Teaching about Terrorism Using the Internet – National Council for the Social Studies (USA): articolo pubblicato da «Social Education» (September 2013) e relativo alle risorse didattiche disponibili su Internet riguardanti il terrorismo.

Extremism and terrorism as reported in the media – ACT - Association for Citizenship Teaching (Inghilterra): progetto didattico (Case study, Lesson plans) realizzato presso la Priory School di Portsmouth (Inghilterra) per spiegare l’estremismo e il terrorismo a studenti di 9 anni, nel contesto dei pregiudizi e delle falsificazioni di cui sono responsabili i media.

Exploring issues of extremism and radicalisation through enquiry – ACT - Association for Citizenship Teaching (Inghilterra): progetto didattico (Case study, Scheme of work) realizzato presso due scuole londinesi e rivolto a studenti di 9 anni per affrontare in 6 lezioni di educazione civica i fenomeni dell’estremismo, radicalismo e terrorismo, organizzando piccoli gruppi di indagine.

Talking about terrorist attacks with young people: tips for teachers – The Guardian (quotidiano britannico) – Teacher Network: articolo di Catherine Vale pubblicato il 26/05/2017 dopo l’attentato al Manchester Arena (Introduce the discussion, Help students with the facts, Talk about freedom and rights, Correct misunderstandings, Show them the good).


11 gennaio 2015 - corteo a Parigi dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo 11 gennaio 2015, corteo a Parigi dopo l’attentato alla sede di Charlie Hebdo

2. Testi in lingua francese

Savoir accueillir la parole des élèves après un attentat – Éduscol - Ministère de l'éducation nationale: una serie di risorse sul fenomeno terrorismo a disposizione dei team educativi e formativi della scuola francese (Comment organiser le dialogue avec les élèves?, Eviter la désinformation et les théories conspirationnistes, Ressources suite à des attentats, Quelques principes pour aborder une actualité violente avec les élèves, Repères pour agir à l'école primaire, Construire la réflexion et organiser le débat au collège et au lycée).

Des ressources pour parler des attentats et du terrorisme en classe – ClasseTICE – Le numérique au service des apprentissages: una raccolta di materiali digitali di varia provenienza e contenuti per supportare gli insegnanti francesi nella trattazione dell’argomento nelle scuole.

Comment parler des attentats aux enfants? – Stop-Djihadisme. GOUV. FR: linee guida del governo francese su come spiegare gli attentati terroristici ai bambini e agli adolescenti (Préserver les très jeunes enfants, Parler avec les élèves de primaire, Susciter le débat avec les adolescents, Les fondamentaux, quel que soit leur âge).

Prévention de la radicalisation: que peut faire l’école? – l'École des lettres: ampio e approfondito articolo a firma di Fabrice Fresse sulla prevenzione nelle scuole del fenomeno della radicalizzazione, pubblicato il 2 ottobre 2017 (I. Des attentes importantes dans un contexte incertain: Aux États-Unis, En Europe; II. Le monde de l’Éducation au carrefour de contraintes, de limites et de tensions: Des questions très concrètes; III. Quelques leviers pour incarner les défis de notre École: La démocratisation des contenus de formation pour une formation tout au long de la vie, L’utilisation du numérique dans la construction de la citoyenneté active européenne, Penser la prévention de la radicalisationen créant des espaces dédiés à l’intérieur des cours - Exemples d’activité de définition de concepts - Exemples d’activité réflexive sur l’engagement citoyen, Exemple d’activité d’explications de citations, L’ingénierie pédagogique pour redonner du sens aux dispositifs existants, Les conditions pour plus de réussite dans la prévention contre la radicalisation, Bibliographie et sitographie).

Des ressources pour parler avec les enfants – Cahiers Pédagogiques: articolo pubblicato il 15 novembre 2015 dopo gli attentati di Nizza del 14 luglio 2015. L’articolo segnala le risorse a disposizione degli educatori per affrontare gli eventi terroristici con i bambini e gli adolescenti. Le risorse consistono in: Articles de presse, Analyses, notamment de psychiatres, Documents destinés aux enfants, Journaux de novembre 2015, Articles pour contrer les rumeurs, Ressources sonores, Ressources institutionnelles, Ressources syndicales, Questions de pédagogie, Textes pour réfléchir ou échanger, Articles en ligne sur notre site.

Dossier spécial après les attentats de Paris (13 novembre 2015) – 1 Jour 1 Actu: raccolta di documenti (articoli, video, strumenti) per aiutare gli educatori a spiegare ai bambini il fenomeno terrorismo.


3. Testi in lingua italiana

Spiegare a scuola le atrocità del terrorismo – INDIRE: approfondimento sul tema con un quadro delle problematiche e delle iniziative a livello internazionale.

Dire il terrorismo ai bambini: la guida per genitori e insegnanti – «Vita» (mensile dedicato al racconto sociale, al volontariato, alla sostenibilità economica e ambientale, e al mondo non profit): articolo di Sara De Carli, datato 29 marzo 2016, che contiene suggerimenti (formulati da esperti: Alberto Pellai, Vinicio Ongini, Daniele Novara e Franco Vaccari) a genitori e insegnanti per parlare del terrorismo ai bambini e agli adolescenti.

Terrorismo, informazione e bambini – Educazione Steiner-Waldorf Reggio Emilia: articolo di Silvana Rossello (maestra del primo settennio presso la Scuola d’Infanzia di Via Clericetti – Milano), datato 22 luglio 2016, su come affrontare l’argomento terrorismo con i bambini delle prime classi elementari.

L'Isis, spiegato ai nostri figli – NOSTROFIGLIO.it: articolo di Lorenzo Bordoni (pubblicato il 20/11/2015, aggiornato il 13/06/2016) su come raccontare ai giovani i recenti eventi terroristici (Lo scenario attuale, Che relazione c'è tra l'Isis e la religione musulmana?, Chi sono e da dove vengono i terroristi?, Ad ogni età la sua risposta, Cosa dire ai più piccoli, Cosa dire ai bambini fino ai 10 anni, Cosa dire ai bambini dagli 11 ai 13 anni).

L'orrore e i bambini: come spiegare l'inspiegabile? – GIUNTI Scuola: selezione di articoli e post sull’argomento; in particolare: Pace è non aver paura di Graziella Favaro, Notizie che colpiscono grandi e piccoli (Tutela dei diritti e protezione dei minori - Università di Ferrara).

Terrorismo, paure, pregiudizi: una riflessione interculturale – Educazione interrculturale – Riviste Erikson: articolo di Stefania Lorenzini, ricercatrice e docente di pedagogia presso l’Università di Bologna (Contro una strumentalizzazione della paura, Chiusura cognitiva e chiusura sociale, Reazione armata alla paura: tre definizioni di guerra dei nostri giorni, La comprensione come antidoto alla paura).

“Nessuno libera se stesso. Nessuno libera l’altro. Ci liberiamo insieme” Dai fatti di Parigi una riflessione sulla pratica della libertà in educazione rileggendo Paulo Freire – Educazione interrculturale – Riviste Erikson: articolo di Nadia Bonora, tutor didattico presso la Scuola di Psicologia e Scienze della Formazione dell’Università di Bologna (La chiave è l’educazione, la scuola; L’educazione politica; L’educazione come esperienza democratica; L’educazione depositaria; L’essere di più).


Note

1. In “Terrorismi. Atlante mondiale del terrore”, l’autore, Guido Olimpio, già giornalista per il «Corriere della Sera» ed esperto di terrorismo internazionale, offre ai lettori un’ampia panoramica degli eventi terroristici contemporanei, sottolineando come sia più appropriato parlare di «terrorismi al plurale» nel definire fenomeni che hanno differenti radici storiche e finalità politiche e/o religiose.

2. Per un approfondimento: Terrore e terrorismo dalle Guerre Giudaiche al Terzo Millennio, recensione di Eugenio Di Rienzo a Terrore e terrorismo. Saggio storico sulla violenza politica, di Francesco Benigno.

3. Si veda anche la recensione di Alessio Gagliardi alla monografia di Francesco Benigno .

4. Fahrenheit sul terrorismo;   Tahar ben Jalloun spiega il terrorismo

5. Si veda l’intervista a Cecilia Tosi pubblicata dalla rivista «La ricerca» dell’editore Loescher.

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Fonti immagini:  

Siti/pagine web in lingua italiana, inglese e francese, presenti in rete alla data del 25/07/2019

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