Autore: Silvia Furlanetto


La premessa di questo laboratorio è l’articolo pubblicato su HL, scritto da Furlanetto e da Paviotti, sul Laboratorio con la tecnologia wiki. In quella sede si spiega il programma da adoperare e si forniscono alcuni consigli sulla tecnica di conduzione del laboratorio (HL)

 

Indice

  • Lo schema del laboratorio
  • Esperienza di partenza: i tre documentari
  • I gruppi
  • La rielaborazione storica: fonti e letteratura storica
  • Elaborati finali: la scrittura creativa
  • Ruolo dell’insegnante e valutazione

  Fig. 1 Cartolina agiografica sul cammino degli emigranti. Anni venti

 

Lo schema del laboratorio

Destinatari: alunni di classe quarta della scuola secondaria superiore.

 

Momento didattico in cui inserire il laboratorio: in seguito alla trattazione in classe degli argomenti previsti nel laboratorio (indicativamente alla fine del II quadrimestre di una seconda media o di una quarta superiore. Si potrebbe proporre anche all’inizio dell’ultimo anno, di medie o di superiori).

 

Tipologia di fonti: studi e saggi storici, materiale filmico.

 

Tempi e schema di lavoro: Due ore dedicate alla visione di tre brevi documentari, utili per richiamare alla mente alcune conoscenze pregresse, e alla presentazione del laboratorio al fine di fornire alcune coordinate generali ed indicazioni operative; una settimana di lavoro extrascolastico per la lettura e la visione del materiale propedeutico postato dall’insegnante e per la discussion tra i vari gruppi sulla piattaforma wiki; dieci giorni di lavoro extrascolastico per la lettura del materiale specifico e l’elaborazione di un prodotto finale.

 

Obiettivi: il laboratorio ha come finalità l’acquisizione di competenze ed abilità riferite all’asse del linguaggio e storico-sociale.

Per quanto riguarda l’asse del linguaggio, gli studenti dovranno acquisire le abilità di ricercare, acquisire e selezionare le informazioni e saperle rielaborare in forma scritta e chiara; come competenze dovranno essere in grado di comprendere ed interpretare testi scritti di vario tipo, utilizzare e produrre testi multimediali.

In riferimento all’asse storico-sociale, dovranno sviluppare l’abilità di individuare una possibile interpretazione dei dati a partire da delle fonti fornite dal docente e la competenza di comprendere il cambiamento e la diversità dei tempi storici.

Competenze di studio (trasversali): inoltre, gli studenti dovranno essere in grado di pianificare in modo cooperativo l’attività, attraverso lo scambio reciproco di idee e di informazioni, e considerandosi reciprocamente come possibili fonti di conoscenza; in tal modo diventeranno parti attive nel processo di apprendimento.

 

Esperienza di partenza: i tre documentari

Verranno proiettati tre documentari tratti dal sito www.raistoria.rai.it1. Prima della loro visione, si fa un inventario delle conoscenze pregresse. Dopo, si avvierà la riflessione su ciò che l’esperienza dell’emigrazione ha significato per molte famiglie italiane. Infine, nel prosieguo del lavoro, si passerà poi dalla storia del passato all’attualità con particolare riguardo ai nuovi flussi migratori verso l’Italia e verso l’Europa.

L’insegnante procede alla presentazione del laboratorio e comunica le consegne agli studenti. Appende alla parete una copia della scheda di lavoro di ogni gruppo in modo da evidenziare visivamente che la classe è “un gruppo di gruppi”. Informa che i materiali sono stati montati nella piattaforma wiki (predecentemente predisposta).

 

l primo documentario, intitolato L’Italia di fine Ottocento. Storie dell’emigrazione, realizzato nel 1972 dal regista Alessandro Blasetti, alterna immagini di repertorio e filmati, originali o girati appositamente, tutti intesi a illustrare momenti, personaggi, storie vere riconducibili ai diversi periodi dei flussi migratori degli italiani dalla fine dell’Ottocento alla metà del Novecento.

 

A completare il quadro, sono inserite anche interviste a personaggi della cultura italiana, protagonisti oppure testimoni di eventi legati al fenomeno dell’emigrazione. Dal 1876 ad oggi sono espatriati venticinque milioni di italiani. La prima ondata migratoria era partita dal Nord, a causa della grave crisi agricola. Con l’inizio dell’industrializzazione in queste zone, comincia la grande emigrazione dal Sud Italia, vessato da anni di malgoverno e tirannide dei Borboni. Dopo la vittoria di Calatafimi nel 1859, Garibaldi aveva promesso al popolo la concessione di terre demaniali. Ma questa promessa non si realizza: il malcontento cresce al crescere della povertà. Il pittore Carlo Levi, in una testimonianza, ricorda le parole di Francesco Saverio Nitti sulla situazione meridionale subito dopo il periodo borbonico: «per sopravvivere, al popolo non resta che la via del brigantaggio o dell’emigrazione». Il documentario illustra questi avvenimenti attraverso spezzoni del film 1860, di Alessandro Blasetti (del 1934), un episodio della fiction televisiva Il brigante e una scena del film Il brigante di Tacca di lupo, di Pietro Germi (del 1952).

 

Gli altri due documentari, dal titolo Agricoltura: l’emigrazione e il mezzogiorno. L’Italia si affaccia al Novecento e Contadini o emigranti negli anni Settanta. La questione meridionale, illustrano come, nel primo decennio del XX secolo, i flussi migratori coinvolsero principalmente i contadini dell’Italia centrale e meridionale, provenienti da una miriade di piccoli paesi in cui si era formata un’economia chiusa e a carattere familiare, con ben poche prospettive di sviluppo. Nei paesi d’origine, la minore presenza di manodopera determinò un aumento dei salari, e le rimesse degli emigrati migliorarono le condizioni di vita di chi rimaneva.

 

In parlamento vennero approvati progetti importanti per l’economia nazionale: la costruzione del canale Cavour, ancora oggi spina dorsale della distribuzione idrica del Vercellese, la bonifica delle lagune ferraresi, del Polesine e della Maremma. Ma se queste opere riguardarono in misura imponente il nord della penisola, gli interventi strutturali di rilievo interessarono solo modestamente le zone del centro e del sud. Giustino Fortunato, deputato della destra e quindi senatore, fu il primo a porre all’attenzione del Parlamento quella che si cominciò a definire “la questione meridionale”, e ad evidenziare l’effettiva sussistenza di due Italie.

Alcune rare immagini del 1902 mostrano il viaggio nelle regioni del Mezzogiorno di Zanardelli, durante il quale l’ormai ottantenne presidente del consiglio si fece artefice della prima presa di contatto dello stato unitario con la difficile situazione nelle regioni meridionali.


Link dei documentari:

 

I gruppi

La classe viene divisa dall’insegnante in tre gruppi eterogenei. Il numero dei gruppi è stato pensato in relazione alla provenienza dei migranti e ai paesi di destinazione:

  1. Migranti veneti in Brasile.
  2. Migranti veneti in Messico.
  3. Migranti meridionali negli Stati Uniti.

In una prima fase i tre gruppi dovranno ricostruire attraverso il materiale propedeutico i tratti e i caratteri dell’emigrazione veneta (gruppi 1 e 2) o meridionale (gruppo 3) tra Ottocento e Novecento.

Ogni due giorni l’insegnante lancerà sulla piattaforma wiki, nella stessa pagina in cui sono stati pubblicati i documenti, quattro quesiti, a ciascuno dei quali ognuno dovrà rispondere con almeno un intervento ragionato ed articolato. Questa è la progressione delle domande:

  1. Condizioni di vita dei proletari veneti o meridionali nel paese di origine.
  2. Motivi che spingono a lasciare il proprio paese.
  3. Aspettative dei migranti.
  4. Riflessioni personali.

 

La rielaborazione storica: le fonti e la letteratura storica

In un primo momento l’insegnante pubblicherà il dossier propedeutico funzionale alla discussion, e gli studenti dovranno valutare in che modo ogni fonte possa aiutarli a raggiungere lo scopo richiesto, vagliando le informazioni e considerandone il collegamento con i quesiti posti dalla docente. Dopo una settimana verrà inserito un dossier più specifico, da rielaborare in vista della stesura collaborativa di un elaborato.

 

Dossier propedeutico per i gruppi 1 e 2

 

I problemi dell’area di partenza, le radici del meccanismo migratorio veneto, chi se ne va.

 

Figg. 2 e 3 Illustrazione del libro di E. De Amicis, Sull’Oceano, Milano, Treves, 1889.

 

E. Franzina, L’America degli emigranti. Dal Veneto ai “nuovi mondi” latinoamericani (1876-1924), in Presenza, cultura, lingua e tradizioni dei veneti nel mondo. Parte I. America Latina. Prime inchieste e documenti, a cura di G. Meo Zilio, Regione Veneto, Centro Interuniversitario di Studi Veneti, 1987, pp. 21-45.

Comincia la grande migrazione veneta, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 76-80.

 

Dossier specifico per il gruppo 1

 

 

Alcuni migranti scelgono il Brasile, gli insediamenti fondati dai veneti nello Stato brasiliano di Santa Catarina, aspetti del lavoro agricolo.

 

Fig. 4 Famiglia mentre esibisce la varietà di prodotti agricoli brasiliani. Fine Ottocento.

 

Perché il Brasile, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 80-82.

Tamara Rech, Partenze senza ritorno: note sull’emigrazione dal feltrino al Brasile meridionale, in T. Rech, M. Rech, Centro per la documentazione della cultura popolare, Scrivere per non dimenticare: l’emigrazione di fine Ottocento in Brasile nelle lettere della famiglia Rech Checonét, Libreria Pilotto, Feltre, 1996, pp. 5-15.

P. Brunello, Insediamenti veneti nello Stato di Santa Catarina (1875-1915), in Presenza, cultura, lingua e tradizioni dei veneti nel mondo. Parte I. America Latina. Prime inchieste e documenti, op.cit., pp. 117-132.

A. Bagatella Seno, Colonie italo-venete nel sud-est dello Stato di Santa Catarina: aspetti del lavoro agricolo, in Presenza, cultura, lingua e tradizioni dei veneti nel mondo. Parte I. America Latina. Prime inchieste e documenti, op.cit., pp. 377-399.


Dossier specifico per il gruppo 2

 

Alcuni migranti scelgono il Messico, la vita dei veneti nella colonia di Chipilo.

 

Fig. 5 Un paesaggio dentro cui si svolge ancora buona parte della vita di Chipilo.

 

L’emigrazione italiana verso il Messico, in M. Sartor, F. Ursini, Cent’anni di emigrazione: una comunità veneta sugli altipiani del Messico, Edizione del Comune di Segusino, Crocetta del Montello, 1983, pp. 32-41.

Chipilo da colonia a “presidencia auxiliar”. L’avvio produttivo. in M. Sartor, F. Ursini, op. cit., pp. 90-96.

I gruppi nell’area di arrivo, in M. Sartor, F. Ursini, op. cit., pp. 148-51.

Ricostruzione di una identità comunitaria, in M. Sartor, F. Ursini, op. cit., pp. 154-57.

I rapporti con la comunità d’origine, in M. Sartor, F. Ursini, op. cit., pp. 158-61.

Le prime modalità di contatto con la lingua straniera, in M. Sartor, F. Ursini, op. cit., pp. 161-63.

Chipilo e l’identità, in Presenza, cultura, lingua e tradizioni dei veneti nel mondo. Parte I. America Latina. Prime inchieste e documenti, op.cit., pp. 360-62.

 

Dossier propedeutico per il gruppo 3

 

 

I problemi dell’area di partenza, la “questione meridionale”, le difficoltà del popolo meridionale tra mancanza di terre e aumento delle tasse.

 

Fig. 6 Una prima pagina della rivista La Voce, datata marzo 1911.

 

Buio sul Mezzogiorno, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 21-25.

Il caso Sicilia, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 25-28.

La questione demaniale al Sud, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 176-77.

1894: La Sicilia si ribella, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 188-90.

 

Dossier specifico per il gruppo 3

 

 

Alcuni migranti scelgono gli Stati Uniti, i meridionali a New York, come non perdere la propria identità, la rievocazione di Sciascia.

 

Fig. 7 Arrivo a New York, inizi Novecento.

 

New York: ai piedi della statua della libertà, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 142-46.

La parrocchia italiana come luogo di fratellanza e di crescita, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 146-49.

Scalabrini negli Stati Uniti, in D. Villa, Storia dimenticata, Sagra, Porto Alegre, 1993, pp. 215-18.

Leonardo Sciascia, Il lungo viaggio in Il mare colore del vino, Adelphi, Milano, 1996, pp. 21-27.

 

Gli elaborati finali: la scrittura creativa

Al termine della discussion sul materiale propedeutico e dopo aver letto, interrogato ed interpretato le fonti, ognuno dei tre gruppi dovrà immaginare di essere un migrante e scrivere una lettera alla famiglia rimasta in Italia, sulla base delle indicazioni fornite dalla traccia relativa al proprio gruppo. Ogni gruppo avrà a disposizione una pagina in cui ogni membro potrà annotare le proprie considerazioni ed idee, e potrà contribuire in modo attivo con personali aggiunte alle varie fasi di stesura dell’elaborato finale.

 

TRACCIA PER IL GRUPPO 1

Immagina di essere un migrante veneto nello Stato di Santa Catarina in Brasile, insediato ad Urussanga, e scrivi una lettera fornendo indicazioni sulla cittadina in cui ti trovi. Inquadra geograficamente l’area e i Municipi vicini, descrivi il villaggio (struttura, funzioni e servizi) e le caratteristiche del territorio, i rapporti con le altre famiglie e le problematiche con gli indios. Racconta da chi hai ricevuto il lotto di terra e come hai affrontato il problema del disboscamento. Soffermati sul settore agricolo e sulle coltivazioni diffuse e descrivi la giornata lavorativa in colonia, distinguendo le attività riservate agli uomini da quelle dei ragazzi, delle donne e degli anziani. Fai un excursus sull’alimentazione e dedica alcune righe anche alle tecniche di allevamento e alla cura del bestiame.

 

TRACCIA PER IL GRUPPO 2

Immagina di essere un migrante veneto a Chipilo in Messico e scrivi una lettera partendo dalla descrizione delle operazioni di reclutamento. Come si comportano le compagnie di navigazione e le agenzie? Quali caratteristiche devono avere i migranti italiani? Come viene vista l’Italia dai messicani? Esprimi un tuo parere sui contratti che vengono stipulati dalle compagnie italiane con il governo messicano. Inquadra geograficamente Chipilo, fornisci indicazioni fisiche sul territorio e descrivi le caratteristiche della terra che ti è stata assegnata. Quali problematiche hai dovuto affrontare al momento dell’avvio produttivo? Sei contento di essere rimasto nonostante in passato gli scarsi raccolti abbiano dettato la fuga di alcuni coloni? Soffermati sulla situazione della colonia alla fine dell’Ottocento (servizi, scuole, aspetti delle case) e sulle sue produzioni. Inoltre, quali sono le caratteristiche dei gruppi nell’area di arrivo? È possibile ricostruire a Chipilo il proprio ambiente di origine? Come è stato l’approccio alla lingua straniera e qual è stato l’itinerario della sua acquisizione? Racconta a tale proposito le tue prime esperienze ed il modo con cui sei riuscito a superare le difficoltà e i disagi in merito alla comunicazione.

 

TRACCIA PER IL GRUPPO 3

Immagina di essere un migrante meridionale negli Stati Uniti, insediato a New York, e descrivi le differenze della migrazione italiana in quei luoghi rispetto a quella degli altri europei. Quali caratteristiche hanno i migranti italiani? Come vengono trattati? Quali sono gli impieghi? Chi viene immediatamente rimandato a casa? Fornisci informazioni sul ruolo della Chiesa e dei missionari e sulle problematiche sollevate dalle organizzazioni operaie americane. Soffermati anche sui rapporti tra la parrocchia italiana e la Chiesa americana. Perché mons. Scalabrini è chiamato il “vescovo degli emigrati”? Di che cosa si occupa più precisamente? Immagina di aver letto il racconto di Leonardo Sciascia, il quale narra la terribile beffa di cui sono vittime alcuni poveri contadini siciliani che, all’inizio del Novecento, vorrebbero emigrare in America per sfuggire a una vita di stenti e miseria, ed esprimi le tue considerazioni.

 

Il ruolo dell’insegnante e la valutazione

Come si è visto nel contributo sul Laboratorio con il Wiki, il docente ha la funzione del wiki-master. Non deve intervenire troppo pressantemente, ma deve comunque far sentire la sua presenza. Al termine del lavoro darà una doppia valutazione: individuale per gli interventi ed i contributi dei singoli studenti nella fase della discussion, ed una valutazione per il lavoro di ogni gruppo nell’elaborato finale, al quale l’insegnante darà un giudizio tenendo conto dei seguenti parametri:

  • la conoscenza degli argomenti;
  • l’interpretazione e la rielaborazione dei fatti storici;
  • la capacità critica, di argomentazione e di esposizione creativa;
  • la proprietà di linguaggio e l’utilizzo del lessico specifico;
  • il rigore metodologico.

 

Bibliografia delle immagini.

Con la valigia in mano, a cura di F. Padovani, Tipografia DBS, Belluno, 2004 (figg. 1, 4).

M. Sartor, F. Ursini, Cent’anni di emigrazione: una comunità veneta sugli altipiani del Messico, Edizione del Comune di Segusino, Crocetta del Montello, 1983 (fig. 5).

E. Franzina, Traversate. Le grandi migrazioni transatlantiche e i racconti italiani del viaggio per mare, Editoriale Umbra, Foligno, 2003 (figg. 2, 3, 7)

Gaetano Salvemini Questione Meridionale (fig. 6).

 

Note

  1. Sito tematico della Rai Radiotelevisione italiana e curato da Rai Educational. Inizialmente dedicato alla divulgazione scientifica e culturale, ora si occupa principalmente di storia.
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