Didattica delle foto

  • La storia della fotografia

    Va in didattica
    Tag: Visual History, didattica delle immagini, didattica delle foto, storia contemporanea, laboratorio
    Metadati: Un sunto preciso delle conoscenze che servono per il corretto uso didattico delle fotografie come fonte storica

    Antonio Prampolini

    La storia della fotografia e la fotografia fonte della storia: cronologia e schede per un uso didattico delle immagini

    Indice

    1. La storia della fotografia: l'evoluzione tecnologica
    2. La fotografia fonte della storia: l'analisi delle immagini
    3. L'autenticità e la veridicità delle fotografie
    4. Galleria: i falsi storici

    1. La storia della fotografia: l'evoluzione tecnologica

    La tabella seguente offre una cronologia essenziale dell'evoluzione tecnologica della fotografia, dalle origini ottocentesche all'era digitale e degli smartphone, con indicazione delle principali tipologie di immagini prodotte in ciascuna fase.2

    AnniEvoluzione tecnologicaTipologie di immagini
    Prima fase: le lastre
    1826 Eliografia (Nicéphore Niépce) Prima fotografia permanente su lastra
    1839 Dagherrotipo (Louis Daguerre) Immagine unica su lastra argentata, alta definizione, non riproducibile
    1841 Calotipia (William Henry Fox Talbot) Negativo su carta, consente copie multiple
    1851 Collodio umido (Frederick Scott Archer) Lastra di vetro, elevata nitidezza, tempi di posa brevi
    1880 Retino a mezzi toni (The Daily Graphic) Prima riproduzione fotografica su giornale
    Seconda fase: la pellicola avvolgibile
    1888 Rullino fotografico (Kodak) Fotografia alla portata di tutti; nascita della fotografia amatoriale
    1895 Stampa in rotocalco (Karl Klietsch / Karel Klíč) Fotografia su riviste e periodici illustrati
    1912 Vest Pocket Kodak (Kodak Company) Fotocamera tascabile; fotografia di guerra e reportage
    1925 Leica I Fotocamera 35mm portatile; fotogiornalismo moderno
    1935–1936 Pellicole a colori (Kodachrome; Agfacolor Neu) Fotografia a colori commerciale
    1947 Fotografia istantanea (Polaroid – Edwin Land) Stampa immediata; uso privato e professionale
    Terza fase: l'era digitale
    1975 Fotografia digitale (Steven Sasson / Kodak) Prima fotocamera digitale sperimentale
    1991 Primo sistema reflex digitale (DCS-100, Kodak/Nikon) Reflex digitale professionale; rivoluzione nel fotogiornalismo
    Quarta fase: la connettività
    Anni 2000 L'era degli Smartphone Fotografia ubiqua, condivisione istantanea, social media; diffusione di massa

    2. La fotografia fonte della storia: l'analisi delle immagini

    La fotografia come fonte storica richiede un'analisi metodica e strutturata su più livelli. Di seguito si propone uno schema di analisi articolato in tre livelli progressivi, che guida dallo studio dell'oggetto fisico e del suo autore fino all'inquadramento nel contesto storico più ampio.34

    1° Livello: l'oggetto e l'autore

    Elementi da analizzareDomande guidaObiettivi didattici
    L'oggetto È un originale o una riproduzione? Catalogare le fonti fotografiche
    Quale tecnica fotografica è stata utilizzata?
    Quali sono le dimensioni?
    È a colori o in bianco e nero?
    È datata?
    Ha una didascalia?
    Fa parte di una serie?
    A quale collezione appartiene?
    L'autore Chi ha scattato la fotografia? Identificare il ruolo dell'autore e del committente
    È un anonimo, un dilettante, un artista o un professionista?
    Chi ha commissionato la fotografia?

    2° Livello: il soggetto e il linguaggio visivo

    Elementi da analizzareDomande guidaObiettivi didattici
    Il soggetto Cosa viene ripreso? È un paesaggio, un ritratto, un evento? Qual era lo scopo? Identificare il genere fotografico
    L'inquadratura Cosa è incluso e cosa è escluso dall'inquadratura? Analizzare il linguaggio visivo e le scelte compositive del fotografo
    Il punto di vista La posizione della fotocamera è frontale, dall'alto o dal basso? Riconoscere l'intenzionalità dello sguardo fotografico
    La fotocamera È stata usata una fotocamera analogica o digitale? Considerare l'influenza della tecnologia sulla resa dell'immagine
    Lo sviluppo / la stampa / l'elaborazione Ci sono stati interventi in fase di sviluppo, stampa o post-produzione? Con quali modalità? È stata utilizzata l'intelligenza artificiale? Valutare il grado di elaborazione e le possibili alterazioni dell'immagine

    3° Livello: il contesto storico

    Elementi da analizzareDomande guidaObiettivi didattici
    Il contesto politico La fotografia ritrae un personaggio o un evento politico? È una documentazione oggettiva, una rappresentazione o un atto di propaganda? Analizzare il rapporto tra fotografia e storia politica
    Il contesto socio-economico Quale realtà socio-economica è rappresentata? A quale classe sociale appartengono i soggetti? In quale ambito e con quali modalità circolava l'immagine? Come fu recepita? Riconoscere l'importanza della fotografia come fonte per la storia sociale ed economica
    Il clima culturale In quale ambiente o movimento artistico si inserisce la fotografia? Valutare l'influenza dell'ideologia, della cultura e del gusto estetico sull'immagine
    L'evoluzione tecnologica Quale tecnologia fotografica era disponibile al momento dello scatto? Comprendere come la tecnologia condizioni forma, contenuto e circolazione delle immagini

    3. L'autenticità e la veridicità delle fotografie

    Nell'uso didattico delle fotografie come fonti storiche è fondamentale distinguere due concetti spesso confusi: l'autenticità e la veridicità. Un'immagine può essere autentica (cioè effettivamente prodotta in un determinato momento, da un determinato autore, con una determinata tecnica) senza essere veridica (cioè senza corrispondere fedelmente alla realtà che pretende di rappresentare). Viceversa, una fotografia può essere veridica nella sostanza pur non essendo tecnicamente autentica nella forma.5

     AutenticitàVeridicità
    Area di ricerca La fotografia come oggetto materiale e prodotto tecnologico La fotografia come rappresentazione visiva della realtà
    Analisi Informazioni sull'autore e sul prodotto tecnologico Aderenza e corrispondenza alla realtà rappresentata
    Domande guida Chi ha scattato la fotografia? Con quale tecnologia? È stata sviluppata e stampata? È un originale o una copia? Ci sono state manipolazioni o fotomontaggi? Attraverso quali canali è circolata? Come è stata conservata? Cosa mostra la fotografia? Cosa è stato incluso e cosa escluso dall'inquadratura? La didascalia è coerente con l'immagine? Il soggetto è in posa o si tratta di uno scatto spontaneo? È una fotografia privata o pubblica? Qual era la sua finalità: ricordo, documentazione o propaganda?
    Obiettivi didattici Riconoscere gli aspetti materiali e tecnologici della produzione fotografica Sviluppare la capacità di analisi critica delle immagini come fonti storiche

    4. Galleria: i falsi storici

    Con l'espressione falsi storici si indicano quelle immagini che sono state diffuse e utilizzate come documentazione oggettiva della realtà, ma che in realtà sono il prodotto di manipolazioni, messe in scena, fotomontaggi o errate attribuzioni, spesso con finalità politiche, propagandistiche o commerciali.

    Di seguito, alcuni dei falsi storici tra i più noti della fotografia della prima metà del Novecento:

    Nell'Unione Sovietica di Stalin

    Nell'Unione Sovietica staliniana, la manipolazione fotografica era una pratica sistematica, gestita dall'NKVD e dalle strutture di propaganda del regime. Le fotografie ufficiali venivano regolarmente alterate per cancellare l'immagine di esponenti politici caduti in disgrazia, primi tra tutti Lev Trockij e Nikolaj Ežov (Yezhov): le loro figure venivano fisicamente rimosse dalle fotografie di gruppo per riscrivere visivamente la storia e cancellare ogni traccia della loro esistenza.

    Nell'Italia di Mussolini

    In Italia, l'Istituto Nazionale Luce fu lo strumento privilegiato della propaganda visiva del regime fascista. Le fotografie del Duce erano oggetto di attente messe in scena e di sistematici ritocchi fotografici, finalizzati a costruire un'iconografia del potere che esaltasse la figura di Mussolini e rafforzasse il consenso al regime.

    Nella Germania di Hitler

    Il nazismo comprese da subito che la fotografia rappresentava una potente arma per la costruzione del consenso al regime hitleriano. Per i nazisti, la fotografia era dotata di una propria «forza generativa»: non si limitava a documentare la realtà, ma contribuiva attivamente a crearla e a plasmare l'immaginario collettivo. La produzione e il controllo delle immagini divennero strumenti fondamentali della politica del consenso.

    Nella Seconda guerra mondiale

    Alcune delle fotografie più iconiche della Seconda guerra mondiale erano in realtà ricostruzioni o riprese a posteriori degli eventi. Tra le più note:

    1. I soldati sovietici sul Reichstag: la celebre fotografia scattata dal fotografo Yevgeny Khaldei non documenta la spontaneità del momento, ma una scena ricreata il 2 maggio 1945, due giorni dopo la caduta di Berlino. L'immagine fu inoltre ritoccata per rimuovere gli orologi da polso indossati da uno dei soldati, che avrebbero suggerito il saccheggio.
    2. La bandiera a Iwo Jima (23 febbraio 1945): la fotografia scattata da Joe Rosenthal, divenuta simbolo dello sforzo bellico americano nel Pacifico, ritrae in realtà l'alzabandiera di una seconda bandiera, più grande, issata in sostituzione della prima sul Monte Suribachi.

    Note

    2 Sulla storia della fotografia: Nicola Nosengo, Fotografia, «Enciclopedia dei Ragazzi», Treccani, <treccani.it>, 2005; Andy Grundberg, History of photography, «Britannica», <britannica.com>; la voce Storia della fotografia in «Wikipedia», <it.wikipedia.org>; la voce History of Photography in «Wikipedia», <en.wikipedia.org>.

    3 Antonio Brusa, Una grammatica delle immagini: la cultura iconografica tra manuali e didattica della storia, «Visual History», Volume III 2017; dello stesso autore, Le foto iconiche: immagini-mondo e strumenti di formazione storica, «Visual History», Volume VI 2020.

    4 Sulla fotografia fonte della storia: Adolfo Mignemi, Lo sguardo e l'immagine. La fotografia come documento storico, Bollati Boringhieri, Torino, 2003; Gabriele D'Autilia, L'indizio e la prova. La storia nella fotografia, Paravia Bruno Mondadori, Milano, 2005. Sull'uso didattico della fotografia: Antonio Prampolini, Visual history. L'uso didattico delle fonti iconografiche. Sitografia, «Historia Ludens», <historialudens.it>, 10/03/2021; dello stesso autore, «Le immagini non ritraggono la storia, ma la generano». Sull'uso didattico delle foto coloniali e di guerra. Una sitografia, «Historia Ludens», <historialudens.it>, 13/11/2023; con Antonio Brusa, "The Migrant Mother". Le donne dell'America rurale nella Grande Depressione. Laboratorio con le fonti iconografiche, «Historia Ludens», <historialudens.it>, 02/12/2025; Antonio Brusa, The Saigon Execution: "La foto che fece perdere la guerra". Laboratorio su una foto iconica: Lettura e contestualizzazione, «Historia Ludens», <historialudens.it>, prima parte, 19/06/2020; seconda parte, 26/06/2020.

    5 La storia della fotografia è ricca di messe in scena e di fotomontaggi utilizzati come armi di propaganda. L'Unione Sovietica di Stalin cancellava regolarmente i dissidenti politici dalle foto ufficiali. Durante la Guerra civile americana, i fotografi spostavano i cadaveri dei soldati per rendere le inquadrature più drammatiche. Questi falsi storici, una volta scoperti, non perdono valore, ma cambiano significato: diventano prove preziose per studiare la cultura, l'ideologia e le tecniche di comunicazione visiva di una determinata epoca, regime politico. Alcuni esempi sull'uso strumentale delle fotografie nei diversi contesti, sulla loro manipolazione a fini propagandistici e sulla natura/ruolo delle foto iconiche: Antonio Prampolini, L'importanza delle immagini: Gerhard Paul e la storia visiva della Germania nazista, «Historia Ludens», <historialudens.it>, 10/04/2024; dello stesso autore, L'immaginario coloniale. L'Africa nelle fotografie dell'Istituto Luce, «Historia Ludens», <historialudens.it>, 03/10/2024; Antonio Prampolini, L'America della Grande Crisi e del New Deal nelle fotografie della collezione FSA della Library of Congress, «Historia Ludens», <historialudens.it>, 26/11/2025; con Antonio Brusa, "The Migrant Mother". Le donne dell'America rurale nella Grande Depressione. Laboratorio con le fonti iconografiche, op.cit.; Antonio Brusa, The Saigon Execution: "La foto che fece perdere la guerra". Laboratorio su una foto iconica: Lettura e contestualizzazione, prima e seconda parte, op.cit.

  • La storia della fotografia e la fotografia fonte della storia: cronologia e schede per un uso didattico delle immagini

    di Antonio Prampolini

    Indice

    1. La storia della fotografia: l’evoluzione tecnologica

    2. La fotografia fonte della storia: l’analisi delle immagini

    3. L’autenticità e la veridicità delle fotografie

    4. Galleria: i falsi storici

     

    1. La storia della fotografia: l’evoluzione tecnologica

    L'evoluzione tecnologica nella storia della fotografia si riferisce alla continua innovazione degli strumenti, dei materiali e dei processi utilizzati per acquisire, stampare e diffondere immagini. La sua conoscenza è fondamentale poiché essa ha plasmato il linguaggio visivo e il ruolo sociale della fotografia.

    Il percorso evolutivo delle tecnologie fotografiche, dalle origini ai giorni nostri, viene generalmente suddiviso in quattro fasi che si sono succedute nel tempo: quella iniziale delle lastre, a cui ha fatto seguito quella della pellicola avvolgibile in rotolo, sostituta poi dai sensori di luce elettronici e schede di memoria (che hanno dato inizio alla “era digitale”), per entrare infine nella “era della connettività”: fotocamere integrate negli smartphone e condivisione immediata delle immagini su Internet1.

    Nella tabella che segue, le tappe dell’evoluzione tecnologica della fotografia associate alle diverse tipologie di immagini prodotte.

     

    Anni

    Evoluzione tecnologica

    Tipologie di immagini

    Prima fase: l’uso delle lastre

    1826

    Eliografia: Joseph Nicéphore Niépce fissa la prima immagine permanente su una lastra di peltro usando il bitume di Giudea (durata dell’esposizione: 8 ore).

    Point de vue du Gras(“Vista dalla finestra a Le Gras”).L’immagine riprende il panorama degli edifici e della campagna visibili dallo studio di Niépce nella sua tenuta di Le Gras, a Saint-Loup-de-Varennes (Francia).

    1839

    Dagherrotipo: Louis Daguerre brevetta un procedimento su lastra di rame argentata con vapori di iodio (esposizione ridotta a circa 10 minuti).

    Boulevard du Temple (Parigi): la prima fotografia a immortalare una figura umana (un lustrascarpe).

    1841

    Calotipia: William Henry Fox Talbot inventa un procedimento fotografico basato su negativo/positivo, che permette per la prima volta di stampare copie multiple su carta da un’unica matrice.

    I primi ritratti dell'alta società e paesaggi dell'epoca.

    1851

    Collodio umido: Frederick Scott Archer utilizza lastre di vetro (o metallo), trattate con una emulsione chimica che viene esposta alla luce e sviluppata mentre è ancora umida.

    Reportage di guerra, come la Guerra di Crimea(1853-1856)e la Guerra di Secessione Americana (1861-1865).

    1880

     

    Retino a mezzi toni: procedimento tipografico che consente di riprodurre direttamente le fotografie sui giornali/riviste. Prima di allora, le poche immagini fotografiche pubblicate nei giornali, riviste o libri dovevano essere convertite manualmente da un artigiano in un'incisione, perdendo la fedeltà dello scatto originale, oppure fisicamente incollate sulle pagine dei libri.

    Il quotidiano statunitense The Daily Graphicpubblica il 4 marzo 1880 la prima fotografia giornalistica della storia stampata direttamente (senza ricorrere a incisioni manuali) e intitolata: A Scene in Shantytown (“Scena in una baraccopoli”).

    Seconda fase: l’uso della  pellicola avvolgibile in rotolo

    1888

    Rullino fotografico:George Eastman (Kodak) lancia sul mercato la prima fotocamera portatile precaricata con rullino, democratizzando l'uso dell'apparecchio.

    Nasce la fotografia amatoriale di famiglia: le prime immagini spontanee della vita quotidiana. Si diffondono gli album.

    1895

    Stampa in rotocalco(o rotocalcografia): Karl Klietsch (noto anche come Karel Klíč) brevetta il metodo che unisce la calcografia (incisione in cavo su una matrice metallica) con il torchio rotativo.

    La stampa in rotocalco si affermerà negli anni successivi (Anni '10 – '20 del Novecento) come il sistema più diffuso per pubblicare, con immagini di alta qualità in grandi tirature, foto di attualità o di viaggi su giornali e riviste illustrate.

    1912

    L’americana Kodak Company,fondata da George Eastman,  inizia la produzione di una serie di macchine fotografiche portatili a soffietto denominate Vest Pocket Kodak

    Per le sue ridotte dimensioni (entrava comodamente nelle tasche delle uniformi) la Vest Pocket Kodak Autographicdivenne la macchina più utilizzata dai militari nel corso della Prima guerra mondiale per scattare foto private sulla loro esperienza di combattenti.

     

    1925

    Leica I:nel 1925 viene commercializzata la prima fotocamera di piccolo formato prodotta in serie che utilizza la pellicola da 35 mm (lo stesso nastro perforato del cinema), e che diverrà il formato standard nella storia della fotografia.

    Nasce il moderno fotogiornalismo e la “fotografia di strada” Tra i maggiori professionisti della street photography, il francese Henri Cartier-Bresson, cofondatore della storica agenzia Magnum Photos e teorico del celebre concetto di "momento decisivo" nello scatto fotografico.

    1935-1936

     

    Pellicole a colori: Eastman Kodak lancia sul mercato la celebre pellicola Kodachrome  (1935), seguita a ruota dal rullino Agfacolor Neu (1936).

    Con le fotocamere di piccolo formato, come Leica e Contax, diviene possibile riprendere immagini a colori (reportage di viaggio, foto di moda, servizi pubblicitari). Solo a partire dagli anni '50, la fotografia a colori si diffonderà tra il grande pubblico.

    1947

    Fotografia Istantanea: Edwin H. Land presenta ufficialmente la prima fotocamera Polaroid.

    Ritratti e ricordi personali/familiari con sviluppo e stampa immediati al momento dello scatto.

    Terza fase: l’era digitale

    1975

    Fotografia Digitale: Steven Sasson (ingegnere della Kodak) crea il primo prototipo di fotocamera digitale.

    Primi passi della transizione della fotografia dal mondo analogico a quello digitale.

    1991

    Primo sistema reflex digitale: Kodak lancia la DCS-100, basata su corpo Nikon, destinata ai fotoreporter.

    Inizio dell'era digitale professionale: eventi sportivi e di cronaca documentati in tempo reale su file.

    Quarta fase: l’era della connettività

    Anni 2000

    L’era degli Smartphone: l’integrazione della fotocamera digitale nei telefonini ha rivoluzionato il modo in cui la gente scatta, modifica e condivide le fotografie.

    Fotografie amatoriali e condivisione in tempo reale su Internet di immagini personali/familiari, ma anche di eventi collettivi (guerre, catastrofi naturali, manifestazioni pubbliche...). Usodell’Intelligenza Artificiale

     

    2. La fotografia fonte della storia: l’analisi delle immagini

    Il riconoscimento da parte degli storici dell’importanza della fotografia come fonte nello studio dei secoli XIX e XX ha portato al centro della didattica l’esigenza di dotarsi degli strumenti per una corretta lettura/interpretazione del vasto patrimonio iconografico relativo a quegli anni; patrimonio il cui accesso è oggi notevolmente facilitato dalla digitalizzazione e pubblicazione in rete.

    A questo scopo ho elaborato una scheda di analisi che si articola in tre livelli (L’oggetto e l’autore, Il soggetto e il linguaggio visivo, Il contesto storico), che ritengo utile per l’insegnante che voglia avviare i propri allievi a una corretta alfabetizzazione storica2. Sottolineo che questa griglia serve per il docente. Non è lo schema di un lavoro didattico. Infatti, iniziare una unità di lavoro con la catalogazione fa felice l’archivista, ma annoia mortalmente l’allievo. Gli fa perdere di vista, soprattutto, il fatto che le conoscenze relative alla catalogazione sono fondamentali al livello della contestualizzazione e, quindi, dell’interpretazione del documento fotografico3. Dunque, in sede di progettazione, l’insegnante può articolare le operazioni che qui sono schedate nel modo che ritiene più efficace per costruire un percorso avvincente.

     

    1° Livello: l’oggetto e l’autore

     

    Elementi da analizzare

    Domande guida

    Obiettivi Didattici

     

     

     

    L’oggetto

     

    La fotografia è un originale o una riproduzione analogica/digitale?

     Catalogare le fonti fotografiche

    Con quale tecnica è stata realizzata la fotografia originale (dal dagherrotipo al digitale)?

    Quale è la dimensione dell’originale?

    E’ a colori o in bianco/nero?

    In quale anno/mese/giorno/ora è stata scattata la fotografia?

    La fotografia è accompagnata da una didascalia?

    La fotografia fa parte di una serie di scatti sullo stesso evento o di ritratti della stessa persona?

    La fotografia è conservata in una

    collezione privata/pubblica o in un album familiare?

    L’autore

    Chi ha scattato la fotografia?

    Un anonimo, un dilettante, un artista o un professionista?

    Se si tratta di un professionista, chi è il committente della foto?

     

    2° Livello: il soggetto e il linguaggio visivo

     

    Elementi da analizzare

    Domande guida

    Obiettivi Didattici

    Il soggetto

    Cosa viene ripreso dal fotografo?

    Un paesaggio, un ritratto, un evento?

     

    Quale era lo scopo del fotografo nel riprendere quel determinato soggetto?

    Identificare il genere fotografico.

    L’inquadratura

    Quali elementi sono inclusi o esclusi, consapevolmente o inconsapevolmente, nella fotografia?

     

     

     

    Analizzare il linguaggio visivo scelto dal fotografo per dare risalto al soggetto

     

     

     

    Il punto di vista

    Quale è la posizione assunta dal fotografo, rispetto al soggetto: frontale? in alto o in basso?

    La fotocamera

    Che tipo di fotocamera (analogica o digitale) è stata utilizzata dal fotografo?

     

     

    Considerare l’influenza della tecnologia sulla scelta dei soggetti, sulla qualità delle immagini e sulla loro elaborazione.

    Lo sviluppo, la stampa, la elaborazione elettronica dell’immagine

    Il fotografo è intervenuto sulla fotografia modificando lo scatto originale?

     

    In quale fase e con quali modalità?

     

    E’ stata utilizzata l’Intelligenza Artificiale?

     

     

    3° Livello: il contesto storico

     

    Elementi da analizzare

    Domande guida

    Obiettivi Didattici

    Il contesto politico

    La fotografia riprende un particolare personaggio politico o un importante evento/fatto di rilevanza storica?

     

    La sua funzione è di rappresentazione, documentazione o propaganda?

    Analizzare il rapporto tra la fotografia e la storia politica.

    Il contesto socio-economico

    Quale realtà socio-economica è raffigurata nella fotografia (come soggetto o sfondo): paesaggio urbano o rurale, industria, lavoro, tempo libero,...?

     

    A quale classe sociale appartiene il personaggio ritratto?

     

    E il fotografo?

     

    In che ambito è circolata la  fotografia (familiare/sociale)?

     

    Con quali modalità (pubblicata sui giornali/riviste illustrate, riprodotta sui manifesti, esposta nelle mostre,...)?

     

    Come è stata recepita/interpretata dalle persone, dal pubblico quando è stata prodotta, e in seguito?

     

     

    Approfondire l’importanza della fotografia come fonte della storia sociale ed economica

    Il clima culturale

    La fotografia può essere inserita nell’ambito di un determinato ambiente/movimento artistico/culturale/ideologico?

    Individuare in che modo l’ideologia, la cultura e il gusto estetico di un dato periodo hanno influito sulla fotografia.

    L’evoluzione tecnologica

    In che modo la tecnologia disponibile in un dato periodo storico ha determinato le scelte del fotografo e il suo rapporto con il soggetto?

    Comprendere come la tecnologia fotografica, in particolare, e i mass media, in generale, hanno condizionato la forma, il contenuto e la circolazione della comunicazione iconografica.

     

    3. L’autenticità e la veridicità delle fotografie

    Nell’uso delle fotografie come fonti della storia è fondamentale non confondere la “autenticità” dell’oggetto con la “veridicità” del contenuto. Un negativo o una stampa sono autentici se sono attribuibili all’attività di un determinato fotografo, se sono stati prodotti alla data dichiarata e non hanno mai subito alterazioni. E anche qualora fossero autentici, potrebbero mostrare immagini non corrispondenti all’effettivo svolgimento di un determinato fatto/evento, in quanto frutto di messe in scena o di fotomontaggi4.

    Ecco perciò che la distinzione tra la “autenticità” e la “veridicità” delle fotografie deve esse posta al centro dell’analisi della loro natura e funzione, nella consapevolezza che esse sono documenti complessi e non un semplice “specchio della realtà”.

    La scheda che segue elenca le “domande guida” da sottoporre agli studenti in merito alla “autenticità” e alla “veridicità” di una determinata fotografia o serie di foto.

     

     

    Autenticità

    Veridicità

    Area di ricerca

    La fotografia intesa come oggetto

    La fotografia intesa come rappresentazione visiva della realtà.

    Analisi

    L'analisi si concentra sulle informazioni relative all’autore e al prodotto tecnologico.

    L'analisi si concentra sull’aderenza/corrispondenza dell’immagine fotografica alla realtà.

    Domande guida

    Chi ha scattato la foto?

    Con quale tecnologia (analogica/digitale)?

    Quando, dove e come è stata sviluppata/stampata?

    È un originale o una copia/riproduzione?

    L’immagine è stata oggetto di manipolazioni/montaggi?

    Attraverso quali canali la fotografia è circolata?

    Come e dove è stata conservata?

    Cosa mostra la foto?

    Cosa è stato incluso o escluso dall'inquadratura?

    La didascalia è coerente con il contenuto?

    Si tratta di una messa in posa / in scena o di una foto spontanea?

    La foto è stata utilizzata nella sfera privata o in quella pubblica?

    Con quali finalità (ricordo, documentazione, propaganda)?

    Obiettivi didattici

     

    Approfondire la conoscenza della fotografia nei suoi aspetti materiali/tecnologici.

    Sviluppare le capacità di analisi critica dei contenuti informativi/comunicativi della fotografia.

     

    4. Galleria: i falsi storici

    Si considerano falsi storici, riferiti alla fotografia, quelle immagini del passato che sono circolate come documentazione oggettiva di fatti/eventi, o come rappresentazione autentica di personaggi del passato, ma che invece sono state oggetto di manipolazioni, messe in scena, fotomontaggi, errate attribuzioni, per scopi politici, propagandistici o commerciali.

    Di seguito, alcuni dei falsi storici, tra i più noti, della fotografia della prima metà del '900:

    - nell’Unione Sovietica di Stalin

    Con Stalin al potere, il Commissariato del Popolo per gli Affari Interni (NKVD) alterava regolarmente le fotografie che ritraevano gli uomini politici di primo piano. Quando uno di loro cadeva in disgrazia o era giustiziato, come nel caso di Lev Trockij e di Nikolai Yezhov (capo del NKVD) le loro immagini venivano meticolosamente eliminate dalle fotografie ufficiali.

     

    STORIA DELLA FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA FONTE DELLA STORIA IMMAGINE 1

     

     

     

     

     

     

      

      STORIA DELLA FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA FONTE DELLA STORIA IMMAGINE 2

     

     

     

     

     

      STORIA DELLA FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA FONTE DELLA STORIA IMMAGINE 3

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    - nell’Italia di Mussolini

    Durante il Ventennio fascista il regime si era servito della fotografia in modo sistematico (grazie in particolare all’attività dell’Istituto Luce) quale strumento di propaganda. Attraverso messe in scena e manipolazioni/fotoritocchi il fascismo aveva costruito un’iconografia ufficiale del duce ispirata alla retorica del capo onnipresente e dell’Italia grande potenza sulla scena internazionale.

     

    STORIA DELLA FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA FONTE DELLA STORIA IMMAGINE 5   STORIA DELLA FOTOGRAFIA FOTOGRAFIA FONTE DELLA STORIA IMMAGINE 6

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

     

    - nella Germania di Hitler

    Il nazismo comprese da subito che la fotografia rappresentava una potente arma per la costruzione del consenso al regime hitleriano. Per i nazisti, la fotografia era dotata di una propria “forza generativa”, non si limitava a documentare la realtà ma la plasmava. Dietro al mito del Führer operava una sofisticata macchina di falsificazione/manipolazione delle immagini.

     

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    - nella Seconda guerra mondiale

    Molte delle fotografie della Seconda guerra mondiale, divenute con il passare del tempo vere e proprie icone del conflitto, il più delle volte non erano istantanee scattate al fronte nel momento in cui si verificavano gli eventi, ma ricostruzioni postume. Tra queste ne segnaliamo due:

    • la fotografia (una delle immagini più celebri della sconfitta del nazismo) che mostra i soldati sovietici nell’atto di sventolare sul Reichstag, in una Berlino distrutta, la bandiera con la falce e il martello. Il fatto era avvenuto nella notte del 30 aprile del 1945, e non era stato fotografato. Yevgeny Khaldei (l’autore della foto) ricreò la scena il 2 maggio.

     

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    • la fotografia dell'innalzamento da parte dei marines della bandiera a Iwo Jima, sulla cima del Monte Suribachi, il 23 febbraio 1945, è considerata l’immagine simbolo della vittoria degli americani nel Pacifico. La foto era stata scattata da Joe Rosenthal successivamente al primo innalzamento con l’utilizzo di una bandiera molto più grande della prima per dare maggiore risalto all’evento.

     

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    Note

    1  Sulla storia della fotografia: Nicola Nosengo, Fotografia, «Enciclopedia dei Ragazzi», Treccani, 2005; Andy Grundberg, History of photography, «Britannica»; la voce Storia della fotografia in «Wikipedia»; la voce History of Photography in «Wikipedia».

    2 Antonio Brusa, Una grammatica delle immagini: la cultura iconografica tra manuali e didattica della storia, «Visual History», Volume III 2017; dello stesso autore, Le foto iconiche: immagini-mondo e strumenti di formazione storica, «Visual History», Volume VI 2020.

    3 Sulla fotografia fonte della storia: Adolfo Mignemi, Lo sguardo e l’immagine. La fotografia come documento storico, Bollati Boringhieri, Torino, 2003; Gabriele D’Autilia, L’indizio e la prova. La storia nella fotografia, Paravia Bruno Mondadori, Milano, 2005.
    Sull’uso didattico della fotografia: Antonio Prampolini, Visual history. L'uso didattico delle fonti iconografiche. Sitografia, «Historia Ludens»,10/03/2021; dello stesso autore, “Le immagini non ritraggono la storia, ma la generano”. Sull’uso didattico delle foto coloniali e di guerra. Una sitografia, «Historia Ludens», 13/11/2023; con Antonio Brusa, "The Migrant Mother". Le donne dell’America rurale nella Grande Depressione. Laboratorio con le fonti iconografiche, «Historia Ludens», 02/12/2025; Antonio Brusa, The Saigon Execution: “La foto che fece perdere la guerra”. Laboratorio su una foto iconica: Lettura e contestualizzazione, «Historia Ludens»,  prima parte, 19/06/2020; seconda parte, 26/06/2020.

    4 La storia della fotografia è ricca di messe in scena e di fotomontaggi utilizzati come armi di propaganda. L'unione Sovietica di Stalin cancellava regolarmente i dissidenti politici dalle foto ufficiali. Durante la Guerra civile americana, i fotografi spostavano i cadaveri dei soldati per rendere le inquadrature più drammatiche. Questi falsi storici, una volta scoperti, non perdono valore, ma cambiano significato: diventano prove preziose per studiare la cultura, l’ideologia e le tecniche di comunicazione visiva di una determinata epoca, regime politico.
    Alcuni esempi sull’uso strumentale delle fotografie nei diversi contesti, sulla loro manipolazione a fini propagandistici e sulla natura/ruolo delle foto iconiche: Antonio Prampolini, L’importanza delle immagini: Gerhard Paul e la storia visiva della Germania nazista, «Historia Ludens», 10/04/2024; dello stesso autore, L’immaginario coloniale. L’Africa nelle fotografie dell’Istituto Luce, «Historia Ludens», 03/10/2024; Antonio Prampolini, L'America della Grande Crisi e del New Deal nelle fotografie della collezione FSA della Library of Congress, «Historia Ludens», 26/11/2025; con Antonio Brusa, "The Migrant Mother". Le donne dell’America rurale nella Grande Depressione. Laboratorio con le fonti iconografiche, op.cit.; Antonio Brusa, The Saigon Execution: “La foto che fece perdere la guerra”. Laboratorio su una foto iconica: Lettura e contestualizzazione, prima e seconda parte, op.cit..

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