Lo scambio di filmati youtube tra Pif e lo storico Saro Mangiameli sarà forse ricordato come un esempio di dibattito al tempo della Public History.

Pif, con fare ironico, riconosce allo storico di Catania che le granite della sua città sono più buone (Pif è di Palermo, e l'ammissione gli deve essere costata assai), ma poi dice, col sorriso ma con una sostanziale arroganza: caro Saro, tu dici che la Mafia non aiutò gli americani al tempo dello sbarco? e io dico di sì. Tu hai letto dei libri, e io ne ho letti altri. Saro risponde anche lui con sorrisi e simpatia, ma poi squaderna i libri che "bisogna" leggere, per capire come sono andate le cose. Certo, molti scrivono di storia. Ma poi c'è un dibattito, una verifica. Alcune tesi vengono scartate. Altre sono da considerare accettabili.

La vicenda è stata riassunta e spiegata dallo stesso Mangiameli su "Novecento.org". Chi non ha letto l'articolo, lo legga: e poi vada a controllare quello che ne dice la "Stampa". Qui metto in evidenza il punto dolente. Scrive Andrea Cionci, sul giornale torinese:

"solo da qualche anno, si comincia a parlare delle collusioni tra Forze armate Usa e la mafia italoamericana di Lucky Luciano; il recente film di Pif “In guerra per amore” per quanto sotto le vesti di una commedia romantica, ha avuto il merito di portare finalmente al grande pubblico, in una veste “accettabile”, questo scottante tema".

Quattro righe, una mandria di bufale. Non è vero che "solo da qualche anno" si parla della mafia a proposito dello sbarco americano in Sicilia. Totalmente falso. Quella fu proprio una delle prime favole, messe in giro per tentare di giustificare una bruciante disfatta (insieme con la storia dei tradimenti e delle "navi e delle poltrone" di Trizzino, che tutti leggevano avidamente negli anni '50). Non è vero che quella favola venne dimenticata: anzi fu fatta propria da Pantaleone e quella fu la sua fortuna, perché cominciò a girare anche negli ambienti di sinistra. Ed è così falso che quella storia è stata vittima dell'oblio (quando non della supponenza accademica), che - nonostante le smentite, i libri e i convegni sull'argomento - quando deve parlare di quegli eventi Andrea Cionci la considera vera e loda addirittura Pif, di averla proposta in modo accettabile.

Il bello delle bufale, o se vogliamo nobilitarle, delle post-verità, è la loro capacità di rivoltare le frittate. Qui, se c'è una storia dimenticata o volutamente negletta, è proprio quella degli storici, che hanno ricostruito attentamente quei fatti e che vengono tranquillamente trascurati, di fronte a un regista, che, per quanto simpatico, avrebbe dovuto informarsi meglio, prima di sventolare documenti che, correttamente interpretati, vogliono dire il contrario di quello che afferma.

E c'è un giornalista, Andrea Cionci, che si è ben informato, per quanto riguarda alcuni aspetti dolorosi - e realmente rimossi - di quella guerra (la resistenza degli italiani, gli eccidi americani e le atrocità commesse dalle truppe marocchine), ma, di fronte alla storia della collusione tra mafia e esercito americano, ha pensato che Pif fosse l'autorità definitiva. E ha smesso di sfogliare libri.

http://www.lastampa.it/…/la-vera-storia-dello-s…/pagina.html

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Commenti   

0 # Andrea Cionci 2017-12-12 17:54
Gentile Signora, le critiche sono sempre ben accette ove ben circostanziate. Il Suo articolo mi sembra tuttavia animato da una supponenza fuori luogo. Ovviamente, quando mi riferisco al fatto che solo da qualche anno si parla dei rapporti Usa - mafia mi riferisco al dibattito che coinvolge l'opinione pubblica e non alle discussioni accademiche fra addetti ai lavori. Questa interpretazione è specificata nel mio stesso articolo quando scrivo che il film di Pif h avuto oggettivamente il merito di far giungere per la prima volta alla portata del cittadino medio medio (attraverso una simpatica commedia) un tema che è rimasto fino a quel punto appannaggio di pochi storici, pochi giornalisti e pochi lettori appassionati di storia. Quindi, nessuna bufala, a meno che Lei non mi dimostri che sono stati realizzati grandi produzioni cine televisive imperniate su questo tema. Circa il merito della questione, oltre ai microfilm citati nell'articolo, che mi pare costituiscano una prova più che evidente, Lei si è persa la seconda puntata con la prova definitiva, fornitaci proprio dai mafiosi stessi: quotidiano.net/.../... Nel merito della questione si può dibattere all'infinito. Chi è convinto che gli americani non c'entrassero nulla di solito parte da posizioni ideologizzate e quindi non ci provo neanche a instaurare un dibattito serio nel merito. Vi è un'amplissima letteratura in proposito. Sottolineo infine, in merito al suo riferimento alle mie letture, che l'articolo ha ricevuto particolare apprezzamento da uno dei più grandi storici siciliani, Giuseppe Carlo Marino, che di sicuro qualche libro in più rispetto al sottoscritto lo ha letto. Sempre che questo possa soddisfare la Sua curiosità. Cordiali saluti, Andrea Cionci
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