Quando insegniamo una storia “liscia”, senza problemi, di fatti che scorrono, di descrizioni che si leggono e poi si dicono in classe, non facciamo formazione, perché lasciamo il nostro allievo lì dov’era prima. Non lo smuoviamo dal suo stato “a-problematico”. Il sapere storico nasce quando l’allievo comincia a porsi delle domande.

Questo libro è, in primo luogo, un libro di storia, e delle domande corrette che a essa – in questo caso la preistoria – è utile e corretto rivolgere. Si apre con la sollecitazione a fare pulizia mentale. A liberarsi dagli stereotipi, e per quanto riguarda la preistoria sono piuttosto abbondanti. Questi sono un ostacolo insormontabile, se si vuole accedere a un racconto problematico del passato, che insegni anche a interrogare il presente.

Piccole storie 1 contiene, inoltre, otto giochi. Non che un insegnante li debba svolgere tutti e tutti siano necessari. Eccedono le necessità di un curricolo solo per permettere al docente di fare la sua scelta. Alcuni possono essere svolti nella scuola dell’infanzia e nei primi anni delle elementari (non necessariamente la preistoria va fatta in terza!). Ogni gioco è dedicato a una questione storica.

A questi otto giochi fa seguito un capitolo di didattica collaborativa. Inventare i giochi è lo strumento migliore per imparare ad usarli in classe. E scambiarseli è lo strumento con il quale nascono le banche di strumenti per insegnare. Qui, dunque, troverete una decina di proposte.

Infine, nel capitolo di Preistoria Triviale troverete la risposta al dubbio che state già meditando: e i contenuti quelli tradizionali, la partizione fra paleolitico e neolitico, dove abitava Habilis e dove abitava Neandertal e così via? Eccoli.

Per Sfogliare ...

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Commenti   

+1 # Roser Calaf 2013-02-03 22:36
Es un excelente manual sobre juegos de simulacion .Se ofrecen las razones didácticas que permiten a los jugadores participar de :la empatía que se provoca ,solucionar ciertos problemas que se plantean , comprobar como existe un desarrollo espació temporal . Provocar la discusión entre iguales , realizar consenso y elegir argumentos que justifiquen las decisiones que se toman .Al excelente valor didáctico y métodologico hay que destacar su calidad formal .Las ilustraciones de Violetta Brusa son sugerentes plásticamente , bellas, sin estereotipos, reales e imaginativas a la vez , sello personal de la artista y diseñadora gráfica .Tanto la hija como su padre han rendido un homenaje a la otra autora ,Luciana,que desde su práctica escolar los había experimentado y colaborado en su diseño didáctico Seguramente desde la eternidad ha escuchado las bellas palabras que Atonio Brusa le dedica desde Monte Coreno
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