di Simona Ansaloni
Il Novecento è stato il secolo dei grandi cambiamenti, delle rivoluzioni tecnologiche e dei capovolgimenti sociali. Troppo spesso, a scuola è monopolizzato dalle guerre e dai fatti politici. Ma una sua storia, quella della tecnologia, è passata silenziosamente attraverso le nostre case. Si è posata sulla ghisa pesante di un ferro da stiro, ha viaggiato nel ronzio di un proiettore e ha risuonato nel clic di un Walkman.
Da queste premesse, unite all’intento di proporre ai ragazzi un’esperienza di didattica attiva e laboratoriale che potesse aiutarli a ‘pensare storicamente’, è nato il percorso che racconto in questo articolo.
Le fasi di lavoro
Il punto di partenza è stata un’immersione nel secolo scorso attraverso una visita al Museo M9 di Mestre, al principio dell’anno. Gli studenti non avevano studiato nulla del Novecento: abbiamo lasciato il potere di suggestione e coinvolgimento ad un luogo che è stato in grado di attivare curiosità e partecipazione.
Il laboratorio scelto, “Il ‘900: il migliore, il peggiore dei secoli”, tra oggetti e realtà aumentata ha permesso agli studenti di percorrere i cento anni che hanno cambiato la vita dell’uomo più di tutti i precedenti, scoprendo le connessioni tra la grande storia e gli stili di vita, i paesaggi, la scienza, il lavoro e la cultura.
A gennaio le due classi coinvolte nel progetto hanno svolto un laboratorio, offerto alle scuole dall’Istituto Storico di Modena, dal titolo “Dalla radio alla minigonna. Gli oggetti del '900 e le sfide per i diritti”. Agli studenti è stato proposto un gioco di esplorazione e riflessione sugli oggetti di uso quotidiano del '900 (vestiti, automobili, arredamenti, telefoni), per comprendere come essi abbiano contribuito a costruire l’identità individuale e collettiva, e come a loro volta siano stati modellati dal contesto storico e sociale. Attraverso l’analisi di oggetti iconici del ‘900 (l’aereo, la lavatrice, la minigonna, la 500, il pc, il telefono portatile…), i ragazzi hanno avviato una prima riflessione su come gli oggetti abbiano veicolato nuove forme di libertà, un’attività interattiva che ha stimolato il confronto tra le epoche e l’esperienza personale.
Alcune successive lezioni frontali dei docenti, nelle rispettive classi, hanno permesso agli studenti di acquisire le conoscenze sul quadro storico generale, legato agli eventi più importanti del secolo breve.
A questo punto gli studenti erano in grado di far ‘parlare storicamente’ un oggetto.
La ricerca degli oggetti ha coinvolto le famiglie, recuperati nei solai o nei ripostigli delle abitazioni, legati alle piccole storie fatte di ricordi, vissuti ed esperienze.
L’appello alla ricerca ha avuto successo. A scuola sono arrivati molti oggetti. Gli studenti hanno discusso seriamente per scegliere quelli sui quali sarebbe lavorato, sulla base di criteri di significatività rispetto ad alcune aree ed assi di cambiamento del Novecento: lavoro, comunicazione, cultura, tempo libero, ruoli famigliari, vita quotidiana.
Il laboratorio si è svolto a piccoli gruppi cooperativi, di 4-5 studenti, ognuno dei quali aveva un oggetto da ‘far parlare’. Attraverso l’osservazione, la discussione e il confronto, i diversi gruppi hanno compilato una scheda di analisi, basata sull’osservazione accurata dell’oggetto, e una scheda di interpretazione, che ha permesso di inserire l’oggetto nella storia dei cambiamenti avvenuti nel XX secolo.
Sulla base di ciò che è emerso in queste prime due fasi, e sfruttando le conoscenze acquisite attraverso i laboratori introduttivi e le lezioni frontali dei docenti, ogni gruppo ha redatto un testo che avrebbe accompagnato l’esposizione dell’oggetto, raccontandone il suo ‘peso storico’.
La mostra
La fase finale del percorso didattico, infatti, è consistita nell’allestimento di una mostra, con oggetti e pannelli esplicativi, aperta a genitori e personale della scuola, durante la cui inaugurazione tutti gli studenti hanno svolto il ruolo di guide esperte.
Ad ogni gruppo è stata richiesta la progettazione e realizzazione di un pannello in cartoncino sul quale collocare testo storico, immagini, titolo significativo e QR-code attraverso in quale accedere a contributi multimediali relativi all’oggetto, come filmati d’epoca, pubblicità, ecc.
Si è trattato, infatti, di un compito di realtà autentico, utile per verificare e valutare sia le conoscenze acquisite, sia alcune competenze, con risultati che a volte hanno talvolta superato le aspettative e hanno permesso agli studenti di riscoprire alcune radici dell’identità familiare, e di trasformare un’eredità personale in un patrimonio comune.
Tempi, verifica e valutazione
L’intero percorso ha richiesto un tempo disteso, durante il quale le attività specifiche previste dal progetto si sono alternate alle attività curricolari, con periodi in cui le classi si sono dedicate ad altri contenuti, seppur sempre relativi alla storia del Novecento.
In sintesi, le tappe:
- Dicembre 2025: viaggio di istruzione al Museo M9 di Mestre
- Gennaio 2026: Laboratorio in classe a cura dell’Istituto Storico di Modena “Dalla radio alla minigonna. Gli oggetti del '900 e le sfide per i diritti” (2 ore)
- Febbraio- Aprile 2026: n. 4 incontri di laboratorio-ricerca a classi aperte (8 ore)
- Aprile 2026: incontro a classi aperte per costruzione pannello (2 ore)
- Maggio 2026: inaugurazione e visita guidata alla mostra (2 ore)
Parallelamente al lavoro degli studenti, i docenti hanno raccolto i contenuti della mostra in un sito web, navigabile sia attraverso un QR-code che, durante la serata inaugurale, attraverso una lavagna interattiva.
Sito web della mostra "Il nostro Novecento"
La verifica delle conoscenze acquisite dagli studenti e del raggiungimento degli obiettivi formativi è stata effettuata dai docenti, in modo comune e condiviso, sia attraverso osservazioni sistematiche durante le attività laboratoriali e i lavori di gruppo, sia attraverso la revisione degli elaborati prodotti (schede di analisi ed interpretazione, testi storiografici, elementi scelti per il pannello), sia osservando la gestione di tempi, modalità comunicative e contenuti durante la visita guidata per i genitori.
La condivisione preventiva con gli studenti della rubrica di valutazione ha permesso di lavorare con loro su importanti aspetti metacognitivi.
L’esito dell’esperienza ha confermato che questo compito di realtà è stata una leva potente per la didattica della storia: trasformare un oggetto di famiglia in fonte storiografica ha permesso agli studenti di collegare la memoria privata alla macro-storia del Novecento.
Chiudo con le parole di un genitore al termine della visita “Molto bello, guardare quella vecchia cassetta VHS attraverso la scheda tecnica realizzata dai ragazzi mi ha fatto capire che non stavamo solo guardando un vecchio oggetto di casa, ma toccando con mano i cambiamenti che ci hanno portato al nostro presente”.
* Le attività hanno coinvolto due classi terze della scuola secondaria di I grado “Lanfranco” dell’Istituto Comprensivo Modena 6, e si sono svolte a classi unite nel corso dell’A.S. 2025/2026, guidate da me e da Giampiero Colaianni.



